Il blog di Ludwigzaller: Sequel

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Si parla di mercato nel primo post dell’anno di Ludwigzaller

Questo primo post del 2019 mi è stato ispirato, oltre che dagli eventi recenti, dalla piacevole lettura di un romanzo inedito di argomento mozartiano, di cui ci parlerà magari l’autrice, se ne ha voglia. Io non dirò nulla per non levare la sorpresa. Sequel, dunque, si diceva.

I sequel sono sempre esistiti, anche se pochi sanno, credo, che hanno avuto dei sequel romanzi come Pinocchio, Alice e Robinson Crusoe. Nella contemporaneità, i sequel hanno alimentato gli esperimenti metaletterari, e sono diventati pressoché obbligatori nel cinema. Raramente il sequel eguaglia l’originale, ma ci sono eccezioni: memorabile il ritratto che Al Pacino tratteggia di Michael Corleone in The Godfather part II.

In chiave viola, Pantaleo Corvino è stato il protagonista del più appassionante dei sequel recenti. Il quasi sconosciuto Pantaleo, già maresciallo della guardia di finanza, osservatore per piccoli club della Puglia, quindi ds del Casarano e del Lecce, arriva a Firenze già circondato da una qualche fama. Rivivono in lui l’astuzia e l’occhio clinico di quei sensali che nel Tavoliere delle Puglie commerciavano in cavalli e bestie da soma.

A Firenze non si smentisce. A due passi dalla villa di Castello, sede dell’Accademia della Crusca, non si perita di sfoggiare una lingua che è un grammelot meridionale con non poche incertezze grammaticali e sintattiche, ma i giocatori che porta sono ottimi. Certo, contribuiscono ai suoi successi anche le intuizioni di Cesare Prandelli, che molti di quelli li ha già avuti nel Parma dei Tanzi. Corvino deve solo andare a recuperare per il mondo i reduci della diaspora parmense, ma prende Mutu per pochi spiccioli, e, sfruttando i tradizionali rapporti commerciali tra la Puglia e i Balcani, fa arrivare a Firenze, tra il generale stupore, due campioni già promessi a potenti club inglesi, Jovetic e Ljajic. Il finale del primo film è tristissimo. Scomparso dalla scena Prandelli, il Corvo si affida a un allenatore emergente, Sinisa Mihajlovic, che proprio a Firenze mette in mostra tutti i suoi limiti, trascinando nel gorgo anche il ds.

L’inopinato atto secondo prende le mosse allorché, dopo gli anni di Pradè e Montella, Diego Della Valle decide di tornare alla guida della società. Il Corvo deve garantire un dignitoso cammino in campionato. Il bilancio di questa esperienza è complesso. Pantaleo si muove con disinvoltura tra il mercato slavo e quello francese. Ma commette l’errore di farsi attrarre da certe occasioni e compra giocatori che non sono adatti al progetto tecnico e alle necessità della squadra. Come allenatore sceglie un uomo dal carattere tranquillo ma pavido e indeciso, che si è diplomato a Coverciano in epoca sacchiana, e dunque propone un gioco un po’ arcaico e non particolarmente brillante. La Fiorentina corviniana sopravvive per un anno e mezzo al margine della zona Europa League e non offre un gioco piacevole.

Con un colpo di coda inaspettato, tuttavia, ora il Corvo ha preso Muriel e sembra poter arrivare a un centrocampista forte. Il finale del sequel è ancora aperto e personalmente sono ottimista.

di Ludwigzaller

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Ilcontedilautreamont
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Il Conte di Lautréamont

Esistono ancora i comunisti? Ma davvero? Dovrò avvisare Pechino per prendere provvedimenti!

Scardanelli
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Scardanelli

Lotito vuole un deca per Badelj. Da schiantare dalle risahe…

Scardanelli
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Scardanelli

Deyna, non ho ben capito se ti riferissi a me, che poi già ti ho detto esser semmai generale qualora dinanzi io abbia Chaban, ma io non ho mai fatto e non potevo e non potrei mai fare nessuna propaganda contro il comunismo, innanzitutto perché la Jena Ridens c’entra col comunismo come Simeino col gioco del calcio, dipoi perché le communisme c’est moi, come dicemi la mia svampita manicure di Digione aver affermato in passato, in rapporto a sua creatura letteraria invero ben riuscita, uno scrittore di ottima lega ma non realmente di primissima fascia (i francesini di primissima fascia… Leggi altro »

Deyna
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Deyna

E intanto quel rifiuto umano di Freda – con la protezione dello Stato che lo ha prima coperto ed addestrato a far strage di donne e bambini, poi messo al riparo da pene severe – se ne va bel bello e indisturbato a presentare i libelli di merda della sua casa editrice Ar [chissà che vorrà dire…], dichiarando: “Matteo Salvini? È il salvatore della razza bianca in Europa. Il suo stesso nome è una profezia”.

Deyna
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Deyna

Coronel – o devo chiamarti Capitano d’ora in poi? – se fingi di non capire che l’estradizione di Battisti è una semplice [quanto astuta, un capolavoro mediatico, va detto] operazione di immagine, del tutto avulsa da qualsiasi volontà di mettere seriamente mano a un periodo della storia del nostro Paese in cui era lo Stato che metteva le bombe in piazza per mano di certa manovalanza che si è avvalsa poi di giudizi miti o addirittura è stata premiata con posti in Parlamento e vitalizi…non so che dire. Salvini sa chi può toccare e chi no, lasciala fare a lui… Leggi altro »

Scardanelli
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Scardanelli

Ora ci sarebbe da occuparsi di Alessio Casimirri, titolare di ristorante a Managua (il precedente lo aveva chiamato “Magica Roma”) e di sei ergastoli (via, c’è chi ha fatto anche di peggio, non esageriamo!) passati in giudicato. Ma tempo al tempo. I francesini ne hanno salvati 400, quando li guidava un ex prefetto di Vichy. Il problema dei terroristi, moralmente parlando (sul piano politico sono dei meri coglioni e non c’e da aggiungere altro), è che sono ladri e assassini, delinquenti cioè di diritto comune. Il loro problema sanitario, invece, è che sono degli psicopatici. La loro strumentalizzazione da parte… Leggi altro »

BerardoViola
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BerardoViola

Una volta era così. Tutto il calcio minuto per minuto con un transistor all’orecchio. Un tempo della partita più importante prima di cena. Le fasi salienti e i goal la sera, con la Domenica Sportiva. Durante la settimana le discussioni al bar e gli articoli dei giornali. Poi tanto calcio, giocato. Certo erano meglio, ha ragione Lud, le partecipate radiocronache di Niccolò Carosio o i pezzi dei giornalisti de La Nazione, alle povere riprese televisive e agli ancor più poveri commentatori di oggi. L’indigestione del calcio spezzatino. Il calcio senza soluzioni di continuità temporale e spaziale, stanca, obnubila la mente.… Leggi altro »

Fabrizio
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Fabrizio

Non vedo grandi problemi nel sacrificare Benassi, Belva. Né temo come afferma Ludwig che Chiesa si depotenzi “facendo la fascia”. Questo perché la mia opinione è già contenuta nella tua analisi: Pioli prepara le partite a specchio, e parla di posizioni da prendere, non di numeri e moduli. En passant, già questo dovrebbe far capire che tipo di tecnico sia, come ha ricordato sempre Ludwig. Non preoccuparsi minimamente degli avversari è da incoscienti, ma preparare le partite esclusivamente su di loro è da pusillanimi. E Pioli lo è. Siamo la Fiorentina, sarebbero magari gli altri a doversi preoccupare di noi,… Leggi altro »

Ludwig
Tifoso
Ludwig

In questo Pioli è l’opposto di Montella Fabrizio e anche di Prandelli, è un dettaglio decisivo, perché un tempo gli allenatori ragionavano così, chi metto su Falcao, chi su Maradona, cioè puntavano a fermare gli avversari non a costruire gioco.

Belvaromana57
Ospite
Belvaromana57

Io credo Fabrizio che lo sforzo dinamico che Pioli chiede a tutti i suoi, sia un limite alla possibilità della società di prendergli un regista. Dovrebbe essere uno in grado di giocare a certi ritmi e, al contempo, dotato di tecnica e visione per dettare i tempi di gioco. Troppo costoso. Più logico che la società punti su giocatori come Obiang o l’ottimo Traore, che hanno nella gagliardia atletica una delle prerogative principali

Paolotto
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Paolotto

L’arrivo di Muriel e la partenza di Pjaça possono aprire soluzioni efficaci, quale mi pare quella che suggerisci tu, Fabrizio. Edimilson non mi dispiaceva all’inizio, ma adesso più lo vedo più mi lascia perplesso. Benassi secondo te può essere adattato nello schema che suggerisci? E Gerson? Insomma, il mercato di questa estate per la prima squadra: Lafont, Nørgaard, Edimilson, Gerson, Pjaça. Indovinato solo il portiere, uno su cinque. Tralascio Hancko e Ceccherini, difficili da valutare perché non giocano mai (del resto, in rosa ce ne sono ventotto, e quindi una bella fetta deve stare a guardare). Un tempo storcevamo la… Leggi altro »

Nessuno
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Nessuno

… Benassi e Simeone non sanno stare in campo, e Pioli ancora non gliel’ha insegnato..

Maffe
Tifoso
maffe

Articolo 13 “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3]. In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.… Leggi altro »

Scardanelli
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Scardanelli

Tutte le tue citazioni non hanno rapporto alcuno con la condanna, da tanti anni passata in giudicato, di Battisti. L’ergastolo continua, poi, a esser previsto dal nostro ordinamento. Con una maggioranza parlamentare, tuttavia, può essere abrogato. Fino ad allora, i giudici applicano la legge, come sempre hanno fatto è sempre faranno.

Maffe
Tifoso
maffe

Ovvio. Commentavo altro.

Ludwig
Tifoso
Ludwig

Credo anch’io Maffe che una lunga detenzione sia sufficiente e abolirei l’ergastolo, che credo al momento attuale sia tenuto in piedi nell’ambito della legislazione contro la mafia.

Uno che se ne intende
Ospite
Uno che se ne intende

E’ un argomento enorme, Maffe. E’ vero che l’ ergastolo è ormai pena sempre più nominale che reale. Ma è innegabile che la reclusione nelle condizioni in cui si trova la maggioranza degli istituti penitenziari è più criminogena che rieducativa. Ma questi sono brevi cenni sull’ universo, in materia entrano in gioco valori e principi non sempre facilmente conciliabili anche per il più illuminato dei legislatori.

jordan
Ospite
jordan

Tun puoi trovare quello che ti pare, ma l’ergastolo è previsto dal nostro ordinamento legale e quel criminale di Battisti ne ha già schivato una trentina d’anni, quindi non vedo le ragioni di queste pruderies. Una volta morto, dovrebbe rinascere ed essere rimesso dentro altri trent’anni.

Uno che se ne intende
Ospite
Uno che se ne intende

La tesi che vuole Pioli come lo Zelig della panchina, cangiante in relazione alle caratteristiche altrui, trova un limite quando l’ avversario cede il pallino e chiude gli spazi dietro. Lì ancora non si riesce a saltare su Rodi. Paradossalmente quindi il nostro si troverebbe nella sua confort-zone più in Coppa Italia, visto il livello e la propensione ad offendere di chi potremmo incontrare, che nell’ ipotetica corsa europea in campionato, chiamato a far punti contro le pericolanti.

Ludwig
Tifoso
Ludwig

Uno tu ricordi di sicuro il modo di preparare le partite degli allenatori di una volta, era tutto un gioco di marcature azzeccate o meno, l’obiettivo non era giocare, ma non far giocare i grandi campioni, neutralizzarli. Gli stessi mondiali del 1982 li abbiamo vinti grazie a Gentile su Maradona e Falcao.

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