Borja, il Maestro stressato da Gargano. Out con la Lazio, senza di lui mai una vittoria

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    Borja ValeroRosso diretto per il maestro Borja, di solito quieto al limite dell’ascetismo. Rosso diretto per il più insostituibile, che ieri per la verità ha giocato una partita modesta, ma avrebbe espiato volentieri in altro modo: non saltando la Lazio e (forse) anche la Juve. Le immagini hanno mostrato il radar di Gervasoni, pronto a individuare a colpo sicuro la zucca glabra di Borja in mezzo alla minirissa innescata dallo spintone di Munari su Cuadrado. E negli occhi di Borja è subito calata la consapevolezza che gli arbitri ci vedono benissimo, quando vogliono, orientandosi nelle situazioni di conflitto avendo già la risposta in tasca.

    Resta il fatto che ieri il Maestro ha giocato a livelli nettamente inferiori rispetto al suo standard, si è perso in ghirigori inutili e non micidiali nella loro semplicità complicata per gli altri: è forse questo il conto da pagare dopo aver abituato troppo bene i clienti? Gargano è un vecchio pirata e ha capito come infastidire Borja, che vive spostandosi sulla leggerezza del gesto, più che sulla forza. Gargano ha sfruttato le sue piccole leve per macinare un pressing che ha mandato fuori giri il Maestro. Poche cose gli sono riuscite, in certe fasi ha perfino giocato con sufficienza, infastidito dal clima rissaiolo.

    Cosa c’entrava lui in una partita di periferia, così banale nello schieramento di pedate e clangore muscolare? Il Parma ha messo in campo cattiveria e determinazione e certamente _ al contrario della Fiorentina _ non è rimasto antipatico all’arbitro. In questo clima complicato Borja ha provato anche a cambiare posizione, ha cercato gli inserimenti, è retrocesso per coprire la difesa: tutto questo gli è riuscito con fatica, come se il solito ritmo superiore _ una corsa leggera che sfugge ai controlli _ lo avesse per una sera abbandonato. Borja si è già perso per squalifica la semifinale di coppa Italia contro l’Udinese e il match di campionato contro l’Inter.

    Senza di lui la Fiorentina non ha mai vinto in campionato e domenica a Firenze arriva la Lazio. Sette giorni dopo ci sarà la Juve. Quante giornate vale un rosso diretto? Meglio non guardare i precedenti e sperare che, oltre agli arbitri, la Fiorentina non resti antipatica anche al giudice sportivo.

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