Borja Sindaco! A Firenze ha trovato la sua nazionale…

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    Borja Valero Fiorentina-BolognaCon Matteo Renzi proiettato verso la politica nazionale, c’è addirittura chi lo vorrebbe Sindaco di Firenze! Scherzi a parte (ma nemmeno troppo), Borja Valero si gode il secondo Natale da simbolo di una città intera. Essere leader all’interno della squadra per lui non era abbastanza, il legame che ha creato con tutta la città è un qualcosa di assolutamente raro. Le giocate in campo hanno aiutato un inserimento veloce, ma la sua ‘normalità’ fuori dal rettangolo di gioco ha colpito subito i fiorentini. Sono bastati pochissimi mesi per farlo entrare nel cuore della gente, che adesso non vuole nemmeno immaginarsi di doverlo veder andare via. E lui, ad andare via, non ci pensa nemmeno. La sua famiglia a Firenze si trova come a casa. Il piccolo Alvaro è tifosissimo della Fiorentina e non di rado lo si incontra a far merenda in zona stadio con il papà e la mamma. Tra la famiglia Valero e Firenze si è instaurato un legame viscerale che, come detto, va oltre le giocate di Borja la domenica. Certo, se il numero venti viola mettesse insieme prestazioni deludenti una dietro l’altra tutto sarebbe più complicato e meno magico, ma dobbiamo anche tenere presente che stiamo parlando di uno dei migliori centrocampisti che la storia della Fiorentina ricordi. Quantità, qualità, adesso anche i gol (6 reti in stagione da unire ad 8 assist vincenti). Se gioca da 7 in pagella non si stupisce nessuno, è la normalità. Quando è sottotono (come lo è stato a Reggio Emilia contro il Sassuolo) fa davvero notizia.

    Montella raramente si sbilancia sui singoli, ma con Borja Valero può tranquillamente fare un’eccezione, non corre il rischio di fargli montare la testa. Poche settimane fa, lo ha definito addirittura “un giocatore fantastico, uno di quelli che capisce prima degli altri lo sviluppo dell’azione”. E se un giorno diventerà un grande allenatore, oggi ce lo teniamo stretto nel centrocampo della Fiorentina. Parla poco, ma per i compagni è un punto di riferimento, specialmente per i più giovani.

    La piazza, adesso, spinge per due cose: il rinnovo del contratto e la partecipazione al Mondiale. Per il primo non sembrano esserci particolari problemi. L’agente del giocatore dovrebbe iniziare a parlare con i dirigenti viola nelle prossime settimane. Il contratto in scadenza nel 2016 lascia particolarmente tranquilli, non ci saranno brutte sorprese. Discorso diverso per quanto riguarda la Nazionale. Borja ci spera e se la merita, rientrare nei 23 per il Mondiale sarà impresa ardua. Del Bosque lo tiene d’occhio, ma non lo ha mai convocato. Se la speranza è sempre l’ultima a morire è altrettanto vero che lo stesso Borja ci crede davvero poco. Sarebbe un peccato per un giocatore che potrebbe essere titolare in qualsiasi altra nazionale del Mondo. Ma lui ormai non dispera più, a Firenze ha trovato la sua nazionale. E non è un modo di dire.