Borja Valero, ecco cosa dirà domani alla Caf a Roma…

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    borja valero sienaTre volte in pochi giorni contro la Juve e solo una senza Borja. Magari zero? Difficile che domani la Caf annulli tre giornate di squalifica — la Fiorentina scaramanticamente si aspetta lo sconto di un turno, in quel caso il giocatore sarebbe disponibile contro il Napoli il 23 marzo — ma la possibilità in teoria esiste. Giudizio della Commissione di appello Federale a parte, è già una consolazione sapere che in Europa League ci sarà il magro di talento, il più insostituibile a centrocampo.
    Bprja domani andrà a Roma per difendersi personalmente: da quel «Gervasoni ha scritto cose non vere sul suo referto» a oggi è passata un po’ di rabbia sotto i ponti, ma resta intatto il senso della battaglia portata avanti dalla Fiorentina. Dopo lo sfogo di Borja — che ha parlato a sorpresa alla vigilia di Fiorentina-Esbjerg, contesto poco legato a quanto era successo a Parma — c’è stato anche un incontro fra Montella e Nicchi, gran capo degli arbitri. Se il clima è davvero più disteso si vedrà domani, perché in teoria Gervasoni potrebbe far arrivare un messaggio «distensivo» ai giudici della Caf, in modo da far addolcire la condanna.
    Nei due giorni di vacanza Borja è rimasto in contatto con la Fiorentina per collaborare alla strategia difensiva messa a punto dagli avvocati, ai quali ha ripetuto il suo punto di vista: la mano sulla spalla dell’arbitro — ampiamente descritta da Gervasoni nel suo referto, da qui la stangata delle 4 giornate — è stata appoggiata solo per richiamare l’attenzione del direttore di gara dopo il rosso diretto. E non per spingerlo o minacciarlo. Borja ha già dichiarato di considerare ingiusta quella decisione: «Ho solo separato due giocatori che stavano litigando e non ho colpito Munari». Le immagini lo dimostrano con tutta la chiarezza possibile: dopo l’espulsione Borja si rivolge all’arbitro, che lo ignora e si allontana. Il centrocampista spagnolo (insieme a Gonzalo) cerca di attirare la sua attenzione e poi lo tocca sotto la spalla. Borja quindi ha preparato la sua versione in modo dettagliato per i giudici della Caf: nei momenti concitati seguiti al rosso diretto, il giocatore viola ha istintivamente chiesto spiegazioni al direttore di gara, che probabilmente non si era accorto di lui.
    Il trittico con la Juve va preso a piccole dosi, saranno tre partite molto diverse e — a proposito di consolazioni — è già qualcosa sapere che domenica a Torino rienterà Pizarro. E’ però abbastanza giù di morale, la Fiorentina, per immaginarsi il bis della partita di andata, unica sconfitta per la Juve in tutto il campionato. Il ds Pradè ieri ha ribadito un concetto che, da solo, porta molta autostima: «Siamo gli unici ad averli battuti e questo è per noi motivo di orgoglio. Siamo contentissimi del nostro percorso, anche se abbiamo spesso dovuto fare a meno di Gomez e Rossi».
    E proprio riguardo al rientro dell’attaccante della Nazionale, Pradè è rimasto molto vago: «Non possiamo ancora saperlo».
    E poi, a proposito, dei rapporti complicati con gli arbitri e del ricorso per salvare la reputazione di Borja, e un po’ anche il centrocampo: «Dobbiamo fare un passo indietro, ci sono degli organi che decidono. Noi abbiamo fatto il nostro ricorso, vedremo come andrà. Per noi Borja è un giocatore importantissimo, un esempio per tutti». Ne terrà conto la Caf?