Borussia, quando il cambio in panchina cambia la vita. ‘Gladbach rinato

di Angelo Giorgetti - La Nazione

2



La vita è cambiata con l’esonero di Schubert, non Franz ma più modestamente Andre, il quale sempre peggio riusciva a comporre risultati con i giocatori del Borussia: dall’esonero dopo il 2-1 contro il Wolfsburg (21 dicembre) la squadra ha ripreso colore e anche posizioni in classifica, dopo essere pericolosamente scivolata verso il sottoscala della zona indegna. Il nuovo allenatore Dieter Heicking _ un ex medianone che prima aveva allenato l’Hannover, il Norimberga e il Wolfsburg _ ha evidentemente rimesso a posto i cocci: nel 2017 il Borussia è ripartito con quattro vittorie e un pareggio nelle prima cinque partite ufficiali. Chiedere informazioni al Friburgo, che ne ha presi 3, poi al Leverkusen (altri 3), al Furth (solo 2) e al Werder Brema, battuto sabato con un gol di Hazard (il fratellino di). Unico pareggio in trasferta sul campo del Darmstad, zero a zero, ma davvero lo spirito del Borussia è cambiato. E stiamo parlando di una squadra comunque costruita per restare lassù avendo con il quarto posto timbrato il pass per andare in Champions, supertorneo poi rapidamente abbandonato essendo finiti i tedeschi nel girone con Barcellona e City. Ma l’orgoglio del gruppo è alto, anche se nel periodo peggiore sono fioccati i paragoni con il flop del Leicester nella stagione della riconferma. Anche qui tutti sono rimasti, a parte Xhaka che è stato venduto all’Arsenal per 45 milioni. L’acquisto più costoso, il mediano Kramer prelevato dal Leverkusen (15 milioni) si era sfilacciato i legamenti del ginocchio e anche questo non è un gran segno del destino. Ma Kramer è rientrato con grande anticipo e anche nell’ultima partita giocata a Brema ha fatto coppia con il giovane, quotatissimo Dahoud.

Per quello che può valere il confronto in termini di valore di mercato è leggermente a vantaggio della Fiorentina, 176 milioni contro 161, anche se la rosa tedesca ha un’età media nettamente più bassa (quasi un anno, 24,9 contro 25,8) e alcune potenzialità possono essere considerate in prospettive eccellenze: fra queste proprio il centrocampista Mahmoud Dahoud, classe 1996, che si avvia verso i 17 milioni di valutazione. Molto chic la coppia dei difensori centrali, il ventenne Christensen e il venticinquenne Vestergaard, che in due valgono quasi 30 milioni. E poi c’è il fratellino di Hazard, Thorgan, che in misura minore ha ereditato la classe del fratello: ma trattasi di un trequartista di 23 anni per il quale il Borussia _ a cui evidentemente i soldi non mancano _ ha rifiutato offerte da 10 milioni. Occhio anche all’attaccante Lars Stindl, 28 anni, che da gennaio in poi ha cominciato a segnare a raffica.

Schubert si affannava a cercare soluzioni cambiando moduli a seconda degli avversari, Dieter Hecking invece ha ricomposto le distanze in campo puntando sul 4-4-2, modulo classico e felice, sebbene l’ispirazione offensiva trasformi la goniometria classica in una specie di 4-2-2-2 con Hazard e Johnson esterni molto liberi di cercarsi spazio con i tagli dietro alle due punte, di solito Stindl e Drmic. Molte varianti possibili, il Borussia non è più quello depresso rimasto senza vittorie dal 25 ottobre all’11 dicembre, 8 partite. La rotta si è invertita e la Fiorentina dovrà scansare l’onda della fiducia ritrovata.