Braschi difende Tommasi, il silenzio e la rabbia dei viola…

    0



    fiorentina genoaPasqual aveva parlato di «magone diffuso» fra i giocatori viola al rientro negli spogliatoi, ieri il designatore arbitrale Braschi ha risposto barricandosi dietro l’impenetrabilità del ruolo e una difesa d’ufficio abbastanza vaga dedicata a Dino Tommasi, promosso a 37 anni in serie A, un emergente immerso nei quattro i pagella: «Quella di Firenze è stata una partita complicata, con alcune situazioni limite. Credo che certe volte giochi la buona sorte per la valutazione degli arbitri».
    Sorte evidentemente contrarissima al direttore di gara e al suo piccolo esercito di assistenti (cinque) in possesso di microfoni, ma evidentemente a corto di informazioni da comunicare sugli episodi chiave. Mica dettagli: una simulazione in area presa per buona, un gol in fuorigioco concesso al Genoa e uno valido revocato alla Fiorentina perché il guardalinee La Rocca — poco occhiuto nel caso di Antonini — è stato un’altra volta un’aquila alla rovescia con Aquilani. Sono queste le «situazioni al limite» a cui fa riferimento Braschi. Centimetri, istanti, lampi. E se poi le decisioni danneggiano solo una squadra? Cattiva sorte.
    Sempre la stessa storia, che però non risolve il problema: perché chi dirige (in compagnia di cinque colleghi) dev’essere l’unico non informato in tempo reale sugli effetti di un errore? Il sistema di «comunicazione interna» assomiglia troppo a un walkie-talkie senza pile e le figuracce degli arbitri sono uno show francamente fuori tempo: una premiata ditta che difende la sua onorabilità combattendo con un fucilino contro i carrarmati pretendendo (oltretutto) di stravincere la battaglia.
    La Fiorentina ieri ha partecipato all’incontro organizzato dagli arbitri con i rappresentanti delle squadre: Montella e Pasqual hanno incrociato a Milano i direttori di gara e i loro dirigenti, senza però soffermarsi in modo specifico su quando era successo nella partita contro il Genoa. Sulla possibilità della prova tv contro Antonelli, fuoriclasse nella specialità di trascinamento gamba, la Fiorentina resta vaga.
    Nonostante il silenzio resta altissima l’amarezza perché la squadra viola «senza gli errori arbitrali potrebbe avere cinque in più». Così parlò ADV domenica sera. Esattamente lo stesso pensiero del lunedì, aspettando che gli arbitri riescano a utilizzare i walkie-talkie (e anche un po’ di autocritica).