Brava Firenze. Brava Viola. E bravo Neto: la sua professionalità al servizio della squadra…

0



Brava Firenze. Questa sera è stata perfetta, come la sua squadra. Come la Fiorentina di Montella, di Gomez, di Salah, di Badelj, di tutti i grandi protagonisti della serata di Coppa. E anche di Neto. Montella l’aveva chiesto esplicitamente prima del match, di sostenerlo, di non fischiarlo (“Neto mi dà garanzie, ma va sostenuto. Sa quello che pensano i tifosi di lui, non importa ribadirglielo”). E la città di Firenze ha dato retta al tecnico viola. Ma soprattutto ha fatto quello che era più logico ed intelligente fare per il bene della Fiorentina: sostenere la squadra, tutta. Portiere compreso. 

 
 
Infatti, già quando il brasiliano è entrato in campo per il riscaldamento pre partita, è stato applaudito così come tutta la squadra. Lui, fin da subito, è sembrato molto concentrato e pronto ad affrontare quella che era una partita per lui non certo semplice da giocare dal punto di vista psicologico. Al momento dell’annuncio delle formazioni, quando lo speaker ha pronunciato il suo nome, lo stadio ha urlato il suo cognome a gran voce. Nessun fischio. Neanche sporadico. Nessun mugugno. Ribadiamo, brava Firenze!
 
 
E bravo Neto. Perché è entrato in partita da subito. Si è fatto il segno della croce, si è posizionato nel mezzo della ‘sua’ porta sotto la Fiesole, ha alzato le mani al cielo come ha sempre fatto, e poi l’arbitro ha dato il via alla gara. Il primo pallone l’ha toccato coi piedi, in virtù di un retropassaggio di un difensore gigliato. E solo sei minuti più tardi ha effettuato il primo intervento, di ordinaria amministrazione, su un tiro dalla distanza di Lamela. Primi applausi per lui. Che si sono tramutati in ovazione alla mezz’ora, quando ha letteralmente salvato il risultato con una tempestiva uscita: Soldado e Chadli erano in due. Soli davanti al brasiliano che si è immolato, ed è stato bravissimo a restare in piedi davanti ai due. Poi, Soldato ha cercato il passaggio al compagno, forse un po’ debole, e Neto è intervenuto sventando la minaccia e permettendo alla Fiorentina di non andare sotto. Sarebbe stata dura, per i viola, rincorrere. E invece…
 
E invece, grazie anche a quella parata arrivata in un momento delicato della partita, nel secondo tempo, è stata la Fiorentina ad andare prima in vantaggio, e poi a raddoppiare. Neto ha continuato la sua gara attenta. Ha effettuato qualche altra parata. Poi, quando l’arbitro ha fischiato la fine del match, che ha sancito la vittoria della Fiorentina sul Tottenham, è stato (ancora) protagonista. Questa volta non di una parata, ma di una scena bella. Significativa. Tutti i compagni sono andati, a turno, ad abbracciarlo. Perché è stato uno dei protagonisti della serata europea. Perché, dopo due mesi di assenza, si è fatto trovare pronto. Perché ha dimostrato di essere un professionista serio. E perché lo ritengono – evidentemente a ragione – ancora parte integrante del gruppo viola. 
Adesso la domanda nasce spontanea: vista l’indisponibilità di Tatarusanu, domenica a Milano, chi giocherà? Rosati… O ancora Neto? Chissà…
 
Autore: Michela Lanza – Redazione fiorentina.it

Commenta la notizia

avatar
Articolo precedenteE.L.: Occhio al derby italiano. La lista delle qualificate
Articolo successivoQuotidiani: le prime di CdS, Stadio, Gazzetta, Tuttosport
CONDIVIDI