Brillante: “Ringrazio i tifosi viola. Montella mi ha detto…”

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    Presentazione Joshua BrillanteE’ forse fra le sorprese più belle di questo pre-campionato: Joshua Brillante ha già conquistato tutti. Un gol nella tourneé americana, tanta corsa e tanto cuore: arrivato fra mille perplessità e fra l’ironia per il cognome, il centrocampista australiano ha sorpreso anche Montella, che lo considera, al contrario di Octavio e Beleck, una pedina importante per questa Fiorentina
    Oggi, alle 12.45, Brillante è stato presentato alla stampa all’interno dello stadio Franchi. Fiorentina.it c’era e vi ha raccontato le parole del giocatore australiano, arricchendo con foto e video!

    Ecco le parole di Joshua Brillante:
    Accoglienza dei tifosi? Li ringrazio, mi aiuteranno molto.
    Giocatori che mi ispiravano?
    Ammiravo Del Piero, un onore giocare contro di lui.
    Ruolo di Del Piero in Australia? Ha aiutato ad ampliare gli orizzonti del calcio australiano.
    Aspettative? La mia è stata una mossa importante, tutte le squadre hanno grandi talenti. Per me sarebbe una grandissima esperienza, spero di poter aiutare questa squadra in campo.
    Compagni con cui ho legato di più? Sono rimasto molto colpito dal benvenuto della squadra, questo mi sta aiutando molto. Alcuni di loro parlano inglese, quindi magari è più facile per me rapportarmi con loro. Ma spero di imparare presto l’italiano…
    Montella? Non mi ha detto niente di particolare, solo di allenarmi a fondo. Spero di convincerlo a darmi spazio.
    Cosa ho imparato? Sto imparando a conoscere come gioca la squadra e lottare fino in fondo e ridurre i rischi.
    Calciatore australiano a cui mi ispiro? Ce ne sono molti, il primo è Kewell, il primo ad uscire dall’Australia. Spero di fare come lui.
    Il mio ruolo? Sin da piccolo ho giocato da centrocampista, è la mia posizione preferita. Negli ultimi due anni in A-League mi hanno provato sia più avanti che da terzino, adesso vorrei però fare il centrocampista: il 6 o l’8.
    Perché il 25? Per un paio di motivi: il 25 marzo è il mio compleanno e poi quando ero piccolo e non avevamo la tv satellitare potevamo vedere solo la Premier. Ero tifoso del Chelsea e amavo Zola, che aveva il 25.
    Il cognome? In Australia nessuno lo pronunciava bene…
    Parenti italiani? Sì, il mio nonno è di Campobasso. La mia famiglia è tutta emigrata in Australia, non abbiamo parenti qui.
    La barba? E’ una cosa di un anno e mezzo fa, molti mi chiedevano il perché di una barba così lunga. Ad un certo punto era troppa, e dovevo fare troppa manutenzione: anche mangiare era un problema e ho deciso di tagliarla”.