Bucchioni: “Antognoni, l’uomo e il campione: Firenze è tua”

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    Giancarlo AntognoniOrmai l’età è uno stato d’animo o, al massimo, una data sulla carta d’identità. Oggi Giancarlo Antognoni compie sessant’anni, non sono tanti e non sono pochi: sono niente. Giancarlo Antognoni non ha età e non l’avrà mai. Come tutte le cose più preziose e più importanti, anche Antognoni non può essere legato a qualcosa o a qualcuno, a una data, a un avvenimento. Ma neanche all’oggi o all’ieri: Giancarlo Antognoni è Giancarlo Antognoni. Punto e basta.
    E’ la storia del calcio e la storia di Firenze. E’ la cronaca di tutti i giorni. Nel 1985 in Cina, quando la parola globalizzazione non era ancora sul vocabolario, una domanda ci folgorò: «Firenze? Ah, Antognoni!». Già, Antognoni. E così, come diventa inutile parlare del David, ci imbarazza raccontare Antognoni giocatore, campione e dirigente. Antognoni è da vivere. Antognoni è Firenze, Firenze è Antognoni. Antognoni è la Fiorentina e la Fiorentina è sempre nel suo cuore. Un talento irripetibile: anche se ne abbiamo visti di più forti, mai nessuno ha toccato la sua classe e la sua straordinaria capacità di essere insieme regista e mezz’ala, assist-man e goleador. Se un angelo gioca a pallone riusciamo a immaginarlo solo con le sembianze di Giancarlo Antognoni.
    Ma il calciatore ha avuto anche l’uomo come compagno di viaggio. Spesso i calciatori passano, solo gli uomini restano. E Giancarlo Antognoni è un uomo a cui è impossibile non voler bene: buono, mite, serio, con sani valori e sani principi. Oggi riceverà le chiavi della città, non ne diventerà mai padrone: non è nel suo stile. Ma dal portone principale c’entrerà per sempre. Auguri, «Antonio».

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