Bucchioni: Arbitro disastroso a Roma-Inter, Braschi dimettiti

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    BucchioniMentre Bergonzi non vede un rigore per l’Inter, uno per la Roma, e ignora un manatone di De Rossi a Icardi in area, ancora una volta i signori dell’International Board riuniti a Zurigo, parlano della moviola come in genere si fa con il diavolo in chiesa. Vade retro, Moviola Satana. Dunque il discorso arbitri riparte dagli arbitri: non c’è altra strada. E che tipo di arbitri ci siano in circolazione, purtroppo l’abbiamo visto anche ieri all’Olimpico dopo un’altra settimana disastrosa.
    Rancorosi, permalosi, minacciosi e presuntuosi, che fa rima con pericolosi. In un calcio che avrebbe bisogno di serenità e sorrisi, freddezza di giudizio e sincerità, salvo poche eccezioni, invece ci ritroviamo al potere un gruppo logorato da una gestione che li ha chiusi nel loro mondo predicando contro i giocatori «sono brutti, sporchi e cattivi» e i dirigenti «poco di buono pronti a vendersi l’anima (e anche qualcosa in più) per un punto in classifica».
    Sarà anche così, ma non deve essere così. L’arbitro non può mettersi ai margini del sistema covando antipatie e vendette, portando nervosismo, quando dovrebbe invece dare qualità, personalità e intelligenza di giudizio. Dovrebbe essere al di sopra è invece è dentro, vuole le mani in pasta. Il caso Borja Valero (punisco uno per punirne cento e se innocente non importa) è un fatto gravissimo. L’arbitro ha diritto di sbagliare, ma non può poi infierire nel referto per rafforzare le decisioni e cementare il suo io. E il designatore Stefano Braschi dovrebbe smettere di difendere l’indifendibile. Certi atteggiamenti fanno pensare solo a una grande fragilità di fondo e a una filosofia da cambiare.
    Le dimissioni sarebbero gradite e chi comanda il pallone non può più stare a vedere: è questo il calcio che volete? Rispondete da soli. Intanto oggi Milan-Juve è affidata a Guida, un debuttante a certi livelli: sembra un’altra sfida. Tocchiamo ferro, non c’è altro da fare.