Calma e gesso prima di esaltarci..ora Samp e Napoli per capire chi siamo 

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A Firenze sono sempre andati di moda gli alti e bassi. I voli pindarici. Le cadute libere. Insomma, non è una novità che si passa dall’entusiasmo alla demoralizzazione nel giro un quarto d’ora. Di una partita. Di una giornata. Di una settimana.

 

È per questo che una volta Babacar non è un giocatore sul quale può puntare una squadra che lotta per la Champions League, e pochi giorni più tardi è l’attaccante del futuro. Quello che potrebbe oscurare Mario Gomez, tanto da ‘rubargli’ il posto. Ed è anche per questo che la Fiorentina è arrivata alla fine di un ciclo, con un allenatore incapace che pensa al Napoli e dei giocatori senza attributi, e dopo una settimana si trasforma in compagine pimpante e finalmente pronta a tornare sui suoi livelli, così come il suo allenatore, bravo nella scelta di tornare al 3-5-2 per vincere la battaglia tattica contro l’amico-collega Stramaccioni.

 

Dopo la vittoria contro l’Inter, la Fiorentina era pronta a tornare alla ribalta per il terzo posto, dopo la sconfitta interna con la Lazio era più o meno tutto da buttare. Allenatore, giocatori, direttori, progetto, tutto. Tutto. E quelle polemiche emerse dal post partita causate dalle dichiarazioni del patron Della Valle sembravano un monito. Un ‘the end’ anticipato. Un film con un finale già scritto, già girato.

 

Poi è arrivato il pareggio di Milano che ha diviso il tifo viola, tra quelli contenti perché “Un punto a San Siro, conquistato in rimonta, ha sempre un suo perché…”, e quelli che, invece “Con un Milan così ‘piccolo’, la squadra di Montella avrebbe dovuto portar via la posta piena…”. Prevaleva comunque il pessimismo, visto che la Fiorentina, alla fine del match di San Siro, si trovava molto più vicina alla zona retrocessione (4 punti) che alla zona Champions (6 punti)…

 

Ma poi è arrivato il match di ieri sera, contro l’Udinese di Stramaccioni, a cambiare ancora le cose…: il ritorno al 3-5-2, la netta vittoria e il ritorno dei big (su tutti Borja Valero e Cuadrado) e la consacrazione di Babacar. Senza dimenticare il ritorno (quantomeno in panchina) di Gomez e la speranza-certezza di un immediato futuro certamente roseo. Del resto, la Champions è solo a 3 punti… E allora l’unica cosa che resta da fare è “andare a battere la Sampdoria in trasferta”. Ignorando forse che la Samp è una squadra non propriamente facile da battere adesso… Anzi, a dire il vero non lo è stata mai. Ma da queste parti sembra andar di moda una citazione autorevole di una commedia cult, perché… “Gli avversari… Devono subire…”

 

E allora, qual è la verità? Come sempre, sta nel mezzo. Ed è sinonimo di equilibrio. Quello che manca spesso e volentieri a Firenze e, più in generale al calcio italiano. Dunque, ‘calma & gesso’… mercoledì la Fiorentina ha vinto una bella partita contro l’Udinese. Ma prima di tornare a parlare di terzo posto, prima di esaltarci, guardiamo cosa succede almeno nelle prossime due gare contro Sampdoria e Napoli. Due partite che, ad oggi, sono due scontri diretti e ci potranno davvero svelare l’identità della ‘terza sinfonia di Montella’… Se i viola usciranno indenni da questi due match pre-sosta, allora si potrà (ri)iniziare a sognare. 

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it