Campionato o E.League? DV, Sousa e tifosi divisi. Ma ora testa solo a Basilea

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“Campionato o Europa League? Campionato in primis, a noi piace rimanere in alto. Piace a me e alla città, al popolo viola. Stiamo dando spettacolo e concretezza”. Parole firmate Andrea Della Valle. E confermate a raffica dal fratello Diego Della Valle: “Il primo posto è dove dobbiamo stare, dove meritiamo di stare. Nessun sogno, è realtà”. Nella diatriba che torna a dividere la città, tra il puntare tutto sul campionato o credere fortemente (anche) nell’Europa League, la proprietà non ha dubbi. Il sogno, ed ormai obiettivo, scudetto è lì, concreto e vede la Fiorentina tra le concorrenti vere alla vittoria finale. Stare lassù, in alto, in cima alla classifica, piace da morire ai fratelli Della Valle, che dopo anni si stanno abituando alla bella soddisfazione di girare il mondo ed essere guardati come ‘i primi d’Italia’. Primato ai punti perso (momentaneamente) con il passo falso contro l’Empoli, ma alla lunga tutti sono convinti che sia solo un incidente di percorso. E che debba prevalere soprattutto la grande voglia, grinta e determinazione che ha portato alla rimonta e al pareggio.

E l’Europa League? Già, la ‘coppetta’ europea, quella competizione che la Fiorentina ha già sfiorato di vincere lo scorso anno, e che nell’Era Della Valle ha comunque dato prestigio e soddisfazioni ai colori viola. Per qualcuno una manifestazione ‘scomoda’, che porta via energie quasi inutilmente… ma guai a dirlo a Paulo Sousa. “Vi faccio una domanda: se vi dicessi di scegliere tra papà e mamma, voi che mi direste?”. Ecco qui il pensiero del tecnico: a questo punto della stagione, impossibile decidere di concentrarsi solo su un obiettivo. Imperativo, anche per tenere pronto e sulla corda tutto il gruppo, è andare avanti in ogni competizione, dare sempre il massimo. Mischiando le carte e preservando magari anche qualche titolare in vista dell’Europa.

Addirittura, dalle scelte fatte domenica pomeriggio da Sousa, emerge un aspetto ancora più forte: in questo momento, tra Empoli e Basilea, la partita ‘davvero’ importante era quella che si giocherà in Svizzera. Certo, per la caratura dell’avversario, ma anche perché giovedì sera la Fiorentina si gioca una gara quasi da dentro o fuori. Una partita contro il passato, per Paulo Sousa, con la voglia di rivincita dopo la sconfitta casalinga di settembre. Vanno in questo senso, oltre che per le partite dei Nazionali ed il conseguente rischio di usura e infortunio, le scelte azzardate del tecnico nella formazione iniziale. “Scelte che non rifarei”, come spiegato da Sousa. Come a dire che, evidentemente, qualcuno degli esclusi, al di là dei possibili problemi fisici, poteva giocare anche dall’inizio. Kalinic e Bernardeschi, ad esempio, per portare i nomi dei giocatori che di fanno hanno cambiato la partita, hanno giocato sì 75′ e 90′ martedì con Croazia e U21, ma di fatto erano le uniche partite disputate nelle due settimane di sosta con le Nazionali (nessun doppio impegno per loro). Invece Mati, dopo il volo transoceanico di ritorno dal Cile, è sceso regolarmente in campo, giocando tutta la gara peraltro.

Nei fatti, insomma, Sousa non ha scelto propriamente i titolari dal 1′ con l’Empoli, con evidente sguardo anche al Basilea. Giovedì, senz’altro, i vari Kalinic, Ilicic, Badelj e Bernardeschi saranno tutti in campo dal primo minuto. Gara cruciale, da vincere per evitare ‘biscotti’ e brutte sorprese. Ma anche per tornare a pensare al primo posto nel girone, importante per l’eventuale prosieguo della competizione. Un’Europa League alla quale Paulo Sousa tiene particolarmente. A differenza, forse, della proprietà, che volentieri vorrebbe preservare i migliori per il campionato.
Una diatriba che investe anche la tifoseria viola, ormai da inizio stagione. Meglio concentrarsi solo sul campionato, giocando la domenica con i titolari ed il giovedì con le seconde linee, oppure alternare la rosa mettendo i migliori anche in Europa? Il dibattito è aperto, ma l’impressione è che Sousa nelle sette partite che mancano alla fine del 2015 (due in Europa, quattro in campionato, una in C.Italia) alternerà ancora con equilibrio la rosa, non concentrandosi esclusivamente sulla lotta scudetto. Perché sognare e puntare al titolo è giusto, ma guai ad abbandonare gli altri obiettivi. Almeno adesso. Sperando che il mercato di gennaio possa regalare al tecnico elementi validi e pronti, così da ‘allungare la coperta’ e dare maggiori garanzie per le due (e tra poco tre) competizioni. Per competere al massimo su ogni campo, in Italia come in Europa.
Intanto, testa solo al Basilea. Dentro i migliori, vietato sbagliare. Nessuno, sicuramente, penserà al Sassuolo…

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it