Capasso (speaker del ‘Franchi’) a Fi.it: “Contro la Juve il delirio. Attendo Gomez…”

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E’ l’uomo che regala emozioni prima, durante e dopo la partita della Fiorentina. In campo ci pensano i ragazzi di Montella, a raccontare tutto quello che accade tocca a lui, Alessandro Capasso. Speaker, showman, presentatore, ma soprattutto tifosissimo della Fiorentina. La voce del ‘Franchi’ che sentite la domenica è proprio la sua. Legge le formazioni, celebra i gol ed è il responsabile della musica che viene fatta ascoltare al pubblico nel pre-partita. Insomma, è parte integrante dello spettacolo viola e Fiorentina.it lo ha voluto intervistare in esclusiva.

Alessandro, partiamo subito dall’emozione più grande del 2013…
“Beh, facile! Il 4-2 contro la Juventus non credo che sia solo l’emozione più bella vissuta nel 2013, ma lo è in assoluto da quando vado allo stadio. Di solito, nei momenti speciali, ripeto sempre il nome del calciatore che ha segnato per cinque volte, quel giorno i nomi li avrò ripetuti almeno sette o otto volte, anche se nessuno se n’è accorto. C’era chi ripeteva i nomi di Rossi e Joaquin insieme a me, ma molti si stavano riprendendo dallo shock. Io ce l’ho messa tutta, ma lo spettacolo era sugli spalti. Può darsi che le mie parole siano rimaste solo nell’aria…”.

Ed in Europa League potrebbe esserci presto un nuovo incrocio con la Juventus, che quindi tornerebbe al ‘Franchi’…
“Quando vieni da un’esperienza irripetibile hai sempre la sensazione che non possa riaccadere una cosa paragonabile, quindi la tensione è multipla. Sappiamo bene che loro si sono legati al dito l’umiliazione. Sappiamo di poter dire la nostra, ma loro sono forti. Sarà un Fiorentina-Juventus nuovo e tutto da vivere. Più ce ne sono e meglio è”.

Il cruccio, invece, è rappresentato dal fatto di non aver ancora potuto celebrare un gol di Mario Gomez?
“Davvero! Io ero strapronto. Gli ho chiesto personalmente quanto avrebbe gradito se lo avessi chiamato ‘Super Mario’ e lui mi ha detto che voleva essere chiamato solo Mario. Ahimè non c’è stato modo di celebrarlo, me lo tengo di scorta per il 2014 sperando di dire il suo nome tante volte, almeno quanto quelle in cui ho pronunciato il nome di Giuseppe Rossi. Non sarebbe male”.

A proposito di nomi da pronunciare. Qual è stato quello che ti ha messo più in difficoltà?
“Sono stato molto provato dal Dnipro, con alcuni cognomi complessi. Lasciando perdere la pronuncia, sono riuscito a dirli perché avevo studiato, ma due o tre erano davvero notevoli”.

La playlist che viene suonata prima delle partite da chi viene scelta?
“Io lavoro con DJ Marasco, anche all’Otel, quindi è soprattutto lui che cerca di cogliere le sensazioni dello stadio, che è da rispettare sotto tutti i punti di vista. Non è facilissimo mettere la musica allo stadio, si può essere facilmente scambiati per banali o per non adatti all’atmosfera. Io ho sempre molta attenzione per il rispetto della tensione dei tifosi nel prepartita. Si cercano di evitare cose non adatte, poi la scelta la compie il dj. Altre musiche, come il jingle dopo il gol oppure I want it all al momento dell’ingresso in campo della squadra per il riscaldamento sono state richieste direttamente dalla società”.

Negli ultimi tempi si è parlato molto di razzismo e di discriminazione territoriale. A Firenze non ti è mai capitato di leggere appelli…
“Ho sempre i testi che arrivano dalla Questura e da chi si occupa della sicurezza. Questi testi sono sempre pronti, ma a Firenze non ce n’è mai stato bisogno e spero che non ce ne sarà nemmeno in futuro. Questa è una cosa che esula talmente tanto dallo sport che spero che nessuno mi venga mai a chiedere di leggere quei testi contro i cori razzisti. I fiorentini sono più avanti dell’offesa becera”.

In conclusione, da tifoso della Fiorentina quali sono le emozioni che si provano a fare questo lavoro?
“Io vado allo stadio da quando ero piccolo, quindi vi potete immaginare cosa provo ogni volta. Da bambino mi emozionavo a sentir leggere la formazione perché fino a che le squadre non entravano in campo non si sapeva mai chi giocava. Adesso è un po’ diverso perché le formazioni sono annunciate, ma resta la spettacolarizzazione del momento. Pur lavorando ancora nello spettacolo ed avendo spesso gente davanti, se mi tremano qualche volta le mani è proprio quando leggo le formazioni. Tutte le volte è sempre una grandissima emozione”.

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Redazione Fiorentina.it

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