C’è Aprile dopo un Marzo disastroso. Antognoni, 60 anni di una stella

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    Fiorentina-Esbjerg  MontellaTempo di staccare un po’ la spina in casa viola, dopo 16 partite di fila in 58 giorni (più il turno delle Nazionali del 5 marzo scorso). “Poi però rivoglio tutti con le pile cariche”, ha detto Montella dopo il pari con la Sampdoria. Due giorni di riposo, poi la ripresa della preparazione verso l’Udinese, la prima di quattro partite nel giro di quattro settimane. Un lusso, per la Fiorentina formato-coppe di questa stagione. Si tornerà dunque a preparare le partite ogni sette giorni, come veniva fatto nella scorsa annata. Del resto, questo è stato uno dei grandi vantaggi della sorprendente Viola 2012/2013 (ed è uno dei segreti, ad esempio, della Roma di Garcia di questo campionato).

    Intanto si è chiuso il mese di Marzo: 8 gare in 29 giorni, senza rifiatare e con un problema dietro l’altro. La squalifica di Borja Valero, gli infortuni di Compper, Pasqual, Vargas, Pizarro, Anderson, Mati Fernandez, Joaquin, il nuovo, pesante stop di Gomez proprio mentre stava rientrando a buoni livelli. Sul piano dei risultati, poi, ecco altri dispiaceri: due sole vittorie in otto gare, con due pareggi e ben quattro sconfitte. Europa League abbandonata contro i bianconeri, terzo posto del Napoli passato da -6 all’imprendibile -12 odierno. Un disastro, insomma, secondo quasi tutti i punti di vista.

    Adesso, però, parte Aprile, mese di ‘transizione’ che porterà dritti verso il vero obiettivo di questo finale di stagione, ossia l’appuntamento del 3 maggio a Roma. Stadio Olimpico, finale di Coppa Italia contro il Napoli: inutile ribadire quanto sarebbe importante portare a casa il primo trofeo dell’Era Della Valle, con la possibilità poi di avere una rivincita con la Juve nella Supercoppa che si disputerà a Pechino.

    Mese di ‘transizione attiva’, però, questo di Aprile, perché l’ambiente, la società e Montella vogliono ricominciare a vedere la vera Fiorentina. Ricaricare testa e gambe per quattro gare di campionato – contro Udinese (casa), Verona (trasferta), Roma (casa) e Bologna (trasferta) – che dovranno far arrivare al massimo i viola all’appuntamento di Roma. Sfide in cui ognuno dovrà dimostrare di essere da Fiorentina, per guadagnarsi un posto nella gara secca con il Napoli ma anche per ottenere una riconferma per la prossima stagione. Sono diversi, infatti, i giocatori in bilico che si giocano il futuro in queste partite, primi fra tutti i prestiti arrivati a gennaio – Matri, Anderson, Diakitè. “I giocatori devono dimostrare quello che sanno fare in queste partite, devono mettermi in difficoltà in vista della finale di Coppa”, ha ribadito Montella nei giorni scorsi. Intanto, lo stesso Aeroplanino dovrà studiare, in questo mese, anche soluzioni tattiche adeguate per affrontare il Napoli: nelle due gare di campionato contro i partenopei il tecnico viola ha optato per il 4-3-3 di partenza, ma in Coppa mancherà Cuadrado, pedina fondamentale – a tutto campo – per lo scacchiere gigliato. Sono ancora in dubbio, poi, Rossi e Gomez, anche se Montella si è dichiarato “quasi sicuro” sulla presenza del tedesco in attacco. Vedremo, intanto c’è da tenere alta la tensione nervosa per arrivare al meglio all’appuntamento.

    In queste quattro gare di campionato, poi, bisognerà lottare anche con l’obiettivo di difendere il quarto posto. Tutti si augurano di trionfare a Roma il 3 maggio, e di andare direttamente ai gironi della prossima Europa League, ma se così non dovesse essere ci sarebbe una bella differenza tra iniziare il 2014/2015 – stagione seguente al Mondiale – il 31 luglio (andata terzo turno di qualificazione di Europa League), il 21 agosto (andata Spareggi EL) o il 31 agosto (inizio Serie A).

    Con il pareggio dell’Inter a Livorno la Fiorentina resta a +3 dai nerazzurri e a +5 dal Parma, con i ducali che dovranno recuperare la partita in sospeso contro la Roma. Un buon margine, in attesa di riprendere una marcia vincente in campionato.

    Mese importante, poi, per l’extra campo. A metà aprile è fissato un nuovo Cda, in cui verrano finalmente stabilite le nuove cariche societarie (conferme ed eventuali nomi nuovi). In tal senso si attende il nero su bianco per il rinnovo di contratto di Daniele Pradè, che intanto si sta già muovendo con il fido Macia per allestire la nuova Fiorentina. Tante le piste già sondate, come al solito, per arrivare in anticipo rispetto ai rivali. Gli obiettivi primari sono già stati individuati: un difensore ed un centrocampista in grado di regalare il salto di qualità alla squadra. Nel frattempo ci potrebbe essere a breve un importante incontro per il futuro di Juan Cuadrado: i patron di Fiorentina e Udinese, Andrea Della Valle e Gianpaolo Pozzo, potrebbero infatti incontrarsi già a margine della partita di domenica al Franchi per definire la situazione del colombiano, il cui cartellino è in ballo tra i due club. La decisione verrà presa probabilmente entro il mese di Aprile: difficile che si arrivi a Maggio o Giugno.

    Oggi pomeriggio, intanto, si celebra il compleanno della stella di Firenze, Giancarlo Antognoni, simbolo di una città intera, esempio di un amore viscerale tra Firenze e la Fiorentina. Il ragazzo che giocava guardando le stelle oggi compie 60 anni: la Luce, l’Unico Dieci, l’Unico Capitano, tutti appellativi rivolti ad un campionissimo d’altri tempi, che ha fatto innamorare generazioni di fiorentini e non solo. Un calciatore, un uomo che ha rinunciato a trofei, anche denaro, per ergersi a bandiera, uomo simbolo di un colore, di una città intera. Per restare per sempre nella storia del popolo gigliato. Oggi a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, sarà la sua festa, ed insieme la festa di Firenze. Il vicesindaco Dario Nardella gli consegnerà le chiavi della città, una città che da 42 anni – dal lontano ottobre ’72, data del suo esordio in A con la maglia viola – lo porta nel profondo del suo cuore. Per chi ha goduto, gioito ma anche pianto insieme a lui. Sessant’anni di Giancarlo Antognoni, Unico nella storia di Firenze. Buon Compleanno, Capitano.