C’è una Fiorentina che sorride, la Primavera di Guidi. E Bangu-Mancini volano in Bielorussia…

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Per una Fiorentina che fatica a dormire sogni tranquilli, ce n’è un’altra che può sorridere. Risponde agli ordini di Federico Guidi, ed è prima a punteggio pieno nel girone A della Primavera. Quattro gare, dodici punti, come solo Inter e Roma, negli altri due gironi ha saputo fare. Un en plein in piena regola, con undici gol fatti e tre subiti. La Fiorentina diverte e si diverte, gioca un calcio offensivo, ma non spregiudicato. Ed è squadra di qualità, che ricerca la vittoria attraverso il bel gioco. Una rosa, quella a disposizione di Guidi, che ha perso tanti protagonisti della scorsa stagione (da Capezzi a Fazzi, fino a Madrigali, Venuti ed Empereur) ma che non può dirsi indebolita. Oltre ad un Diakhate a disposizione fin da inizio anno, ad un Bangu che, pur 1997, arriva al suo terzo anno di esperienza in Primavera, sono saliti dagli Allievi tanti ragazzi promettenti che non faranno rimpiangere gli assenti. Minelli su tutti. 
Eppure a trascinare i viola su in vetta ci sta pensando una vecchia conoscenza, mai così prolifica. Cedric Gondo, attaccante classe 1996: 5 reti (con zero rigori) in 4 giornate. Dietro soltanto al nerazzurro Puscas, primo nella classifica marcatori a quota 9 reti. Il segnale è positivo, perché Guidi, che conosce Gondo da tempo, sembra aver trovato la giusta posizione in campo all’attaccante viola e sembra riuscire a toccare le corde giuste per caricare, positivamente, il centravanti. Dietro, una squadra che macina e che costruisce, e che, forse, riesce a concedere meno agli avversari rispetto agli anni di Semplici. Con Guidi, la Fiorentina è più squadra, meno individualità. E regala meno, è più attenta. 
A sorridere, però, non può essere solo la Primavera, perché il patrimonio in mano alla società viola è immenso, e da amministrare al meglio. Bangu e Mancini voleranno in Bielorussia con Montella, come Empereur e Capezzi un anno fa in Romania. Segnali di fiducia, che servono a crescere. Con Babacar e Bernardeschi a fare da esempio: loro sì, ce l’hanno fatta. In Serie A con la maglia con la quale si è cresciuti. Basta crederci, per poter continuare a sorridere. 

Autore: Guido Barucco (@guidobarucco) – fiorentina.it