C’era una volta ‘io sto con i DV’. Mai come oggi tifo viola spaccato

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C’era una volta una città intera schierata con la famiglia Della Valle. Contro un sistema, contro i potenti ed in favore di un mondo del calcio più equo e giusto. Più fair, insomma. Nell’era di Calciopoli nacque così il celebre slogan ‘io sto con i Della Valle’, quando tra tavoli della pace, consob del calcio e lotta per i diritti Tv i fratelli Tod’s provarono a rivoluzionare un sistema marcio. Senza troppi esiti pratici, tuttavia, ma riuscendo a mettere d’accordo una piazza intera. Quella stessa piazza che proprio sulla stessa società è invece oggi è divisa quanto mai. Chi difende la società a spada tratta, chi invece l’attacca a prescindere e chi nel dubbio rimane fedele al solo per la maglia. Se non è faida interna al tifo viola poco ci manca.

E mentre le vedove della precedente società vengono date in aumento, dimenticandosi forse delle conseguenze a cui essa ha portato, la Fiorentina continua ad essere nelle zone alte della classifica e lottare anche quest’anno con le così dette big. Che incassano di più, certo, ma che non hanno ancora fatto bene i conti con le leggi del calcio che dall’anno prossimo rivoluzioneranno il nostro calcio. O meglio, dovrebbero rivoluzionarlo. Pena: mercati bloccati, multe, e sanzioni varie. E  su questo aspetto Tavecchio & Co sono stati chiari. E dunque stop alle spese pazze, a meno che non ci siano entrate importanti. Come aggirare i finanziamenti esterni ancora non lo si è ben capito. Ma il sistema calcio dovrà essere più equo. Niente più casi come l’Inter, tanto per intendersi, che di fronte a poche entrate riesce comunque a tesserare una valanga di giocatori. Che poi è lo stesso concetto espresso dal Consigliere d’Amministrazione viola Paolo Panerai nel suo sfogo social contro l’Inter. L’autofinanziamento della famiglia Della Valle sarà legge per tutti.  E mettiamoci l’anima in pace: le entrate della Fiorentina non potranno che arrivare dalle cessioni prima ancora dai risultati. Perché sul fronte diritti tv ancora non ci siamo mentre l’essere invitati a competizioni come la ICC di questa estate e fare bene in Europa permetterà di fare qualche soldo in più che però è impensabile possa coprire i costi di gestione.

E poi c’è la passione. Termine che accostare alla famiglia Della Valle è assai arduo. Quella che Andrea Della Valle riesce a trasmettere a primo impatto che fa da contraltare alla freddezza ed al pragmatismo di Diego Della Valle, la cui voce in capitolo, però, è ben più che importante. Si perché quanto detto fin qui è tutto vero, verissimo. Ma quando dai del cliente al tifoso, quando parli continuamente di bilanci, spese, plusvalenze, cifre, e quant’altro che con sentimento e passione niente hanno a che vedere, è inevitabile che la deriva di ogni situazione prenda una direzione che col calcio non c’entra praticamente niente. Manca un trofeo, è vero. Ma mai come sotto la gestione Della Valle sono arrivati in sequenza tanti piazzamenti importanti. In sequenza, ribadiamo. Perché una volta ogni tanto vincere piace a tutti, ma se per vincere si fanno la fine dei Cragnotti, dei Sensi, dei Moratti (e per fine intendiamo i debiti che hanno creato a livello di gestione sportiva) facendo il passo più lungo della gamba poi si fanno brutte fini. Leggasi al capitolo Vittorio Cecchi Gori. Se tutto quanto al momento è ancora teoria diventerà pratica, la Fiorentina partirà avvantaggiata da una gestione oculata ma comunque proficua. Ma la passione, quella non traspare. Ed è su questo che la Fiorentina dovrà lavorare per migliorarsi in sede di comunicazione.

 

Di questa estate restano i tanti proclami. Ma la realtà dei fatti lascia una spaccatura gigantesca all’interno del popolo viola. Quello che ha risposto nonostante tutto presente con 22 mila tessere sottoscritte. Quello che con fede spera tanto di sbagliarsi e che sarà pronto a buttarsi tutto il suo scetticismo alle spalle in caso di successo. E non parliamo di carri di chi aveva ragione e chi torto, di ‘rosiconi’ o ‘leccavalliani’, ma semplicemente di chi ha la Fiorentina nel cuore e spera che in fondo i Della Valle o chi per loro abbiano avuto ragione. Collante cercasi, insomma. In gioco c’è il futuro. E la passione di una intera città. E se è vero, come ha detto Paulo Sousa, che solo attraverso i tifosi si potrà colmare il gap con alcune dirette avversarie, è importante che quel collante venga trovato in fretta.

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it