Che intrecci Fio-Bologna. Dai quasi viola Donadoni e Destro, fino a Palacio. E ovviamente Corvino

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Storia e blasone hanno portato i più a metterle spesso a paragone Fiorentina e Bologna. Entrambe, ai giorni nostri, potrebbero rientrare alla voce proprietà ricca, ma con spese esigue rispetto al capitale dei propri rispettivi proprietari. Una cosa accomuna viola e rossoblu adesso: i giovani. Entrambe hanno deciso di puntare sulla linea verde, mettendoci dentro una spruzzata di esperienza con l’obiettivo di sorprendere. L’inizio non è stato scintillante per nessuna delle due. 4 punti per la squadra di Donadoni, 3 per quella di Pioli in 3 giornate. E quella del Franchi di sabato potrebbe essere per entrambe la gara della possibile svolta in positivo.

Una gara dai tanti intrecci particolari. Uno su tutti per Pantaleo Corvino. Quando il dg viola tornò al Franchi da avversario, quando era a Bologna, ricevette un sacco di applausi da quello che allora era il suo ex pubblico, ed anche uno striscione da parte della Curva Fiesole. Di elogi. Salvo poi finire anche lui nel mirino della critica soprattutto nel mezzo di questa lunga e dura estate per il dg salentino. Col Bologna non si era lasciato benissimo. Anzi. La voglia di rivalsa certo non mancherà. Così come per Roberto Donadoni. Doveva essere lui l’allenatore della Fiorentina prima che in viola si decidesse di virare su Paulo Sousa. Anche prima di arrivare a Pioli, il nome di Donadoni, era uno dei papabili per ricominciare un nuovo ciclo. Poi c’è Mattia Destro. Soprattutto nell’era Pradè è stato un nome accostato alla Fiorentina mille e più giorni di mercato. Anche quando tornò Corvino, così come la scorsa estate, il suo nome è rimbalzato in ottica Fiorentina. Ma alla fine non se n’è fatto di nulla. Palacio è stato con forza accostato ai viola anche la scorsa estate. Ma poi è finito a Bologna. Anche Donsah, è stato un nome caldo di qualche sessione di mercato, così come Taider. Alla corte di Donadoni c’è anche l’ex De Maio.

Tanti intrecci, per una gara dal sapore speciale per Pioli, che a Bologna ha allenato con alti e bassi, che adesso vuole riportare in alto la Fiorentina. E dopo l’entusiasmo generato dallo 0-5 di Verona, vincere contro il Bologna, sarà fondamentale per presentarsi allo Stadium contro la Juve con entusiasmo e carica a mille. Un surplus indispensabile per poter sperare di fare risultato.