Chiarugi carica i viola: “Con questi tifosi impresa vicina”

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    ChiarugiNel giorno della semifinale contro l’Udinese, La Nazione ha intervistato l’ex viola Luciano CHiarugi

    Luciano Chiarugi è stato un imprendibile ‘cavallo pazzo’ della fascia, che ha segnato e vinto la Coppa Italia: due volte, la prima con i viola nel 1966, l’anno del suo esordio con la Fiorentina (30 gennaio 1966, vittoria in campionato a Brescia per 2 a 1), la seconda volta nel 1973, con la maglia del Milan. E scese in campo con la maglia rossonera nella finale vinta dalla Fiorentina contro il Milan (3-2) nel giugno 1975.
    Chiarugi, che consigli può dare alla Fiorentina per andare in finale?
    «I viola non devono avere fretta, perché l’Udinese è una delle squadre più pericolose da affrontare quando sei costretto a fare la partita, come si dice in gergo. Ma dalla sua la squadra di Montella ha un vantaggio non indifferete, anche se parte dal 2-1 per i bianconeri».
    E quale sarebbe?
    «Lo straordinario pubblico che sarà davvero un fattore importante di questa partita che, probabilmente, è la più importante della storia recente viola».
    E i tifosi, nonostante il maltempo, saranno in trentamila. Ma cosa non deve fare la Fiorentina?
    «Sono convinto che il possesso palla e la qualità del gioco viola daranno agli attaccanti le occasioni giuste. Bisogna sfruttarle al meglio. Attenzione, però, a non avere troppa ‘euforia’ nell’attaccare. Guidolin è una vecchia volpe e già nella partita di andata ha fatto vedere che l’Udinese sa fare molto male agli avversari».
    Udinese che ha ritrovato i gol di Di Natale…
    «Giocatore straordinario, ma sarebbe riduttivo pensare solo a lui. I bianconeri sono in ripresa, sanno giocare in contropiede e anche Muriel è un attaccante da temere, non solo perché ha segnato all’andata. E’ anche vero che la Fiorentina sta bene. Sarà una partita divertente, tempo permettendo».
    La finale di Coppa sarebbe un grande traguardo, ma i viola sono in corsa anche in campionato ed Europa League…
    «Il cammino in campionato è di primo livello e Montella fa giocare alla sua squadra il calcio più bello d’Italia, insieme alla Roma».
    A proposito, secondo lei la lotta al terzo posto è ridotta a Napoli e Fiorentina, o anche la Roma può essere raggiunta?
    «Premesso che la Juventus sta facendo una corsa solitaria, il pareggio nel derby con la Lazio non deve far pensare che i giallorossi siano in difficoltà. Alla fine sarà proprio il duello con gli azzurri che determinerà l’ultima squadra che andrà in Champions».
    Andare in finale darebbe una ulteriore spinta emotiva che potrebbe compensare le assenze per infortuni e i cali di forma.
    «Sarebbe una molla formidabile. E poi bisogna ricordarci che presto tornerà Mario Gomez. Ottimo ‘rinforzo’, forse determinante, per lanciare il rush finale in un campionato che sta veramente regalando tante soddisfazioni alla società e ai tifosi».
    Andare a Roma per giocarsi il primo trofeo dell’era Della Valle sarebbe la conferma che la squadra è cresciuta.
    «Sì, darebbe ulteriore convizione e aggiungerebbe qualcosa in più rispetto all’anno scorso. E poi sarebbe una gratificazione per quanto fatto fino a ora da tutti i componenti della società e della squadra».
    Qual è il giocatore che l’ha sorpresa di più?
    «Indicare solo un nome sarebbe riduttivo, per questo dico che tra Cuadrado, Borja Valero, il Pek e Gonzalo è una bella lotta. Senza dimenticarsi che Pepito Rossi ha portato in alto la Fiorentina con i suoi gol. E’ anche altrettanto vero che gli altri la stanno mantenendo a quei livelli. Però, Gonzalo è straodinario e probabilmente sottovalutato… dagli altri».
    Per chiudere, impossibile non chiederle chi è che della squadra attuale assomiglia di più a… Chiarugi?
    «Bella domanda (ride, ndr). Cuadrado quando è in condizione è davvero uno spettacolo. Io di avversari ne saltavo uno, ma lui anche due o tre…».