Chiesa, l’azzurro di Firenze: Gasp dimenticato, leader in viola e punto fermo per Mancini

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L’esterno classe ’97 è sempre più trascinatore della Fiorentina, e ora si sta affermando come titolare anche in Nazionale.

Cuore della Fiorentina, titolare (per 90 minuti) in Nazionale. Le parole – anzi, le accuse – di Gasperini e dell’Atalanta sembrano ormai lontane anni luce. Federico Chiesa, insomma, è ripartito. Alla grande. Cancellata la rabbia per quel «simulatore» appiccicatogli addosso in modo ingiusto, il talento viola ha ripreso il suo programma di crescita. Da leader, per l’avventura con la Fiorentina; da punto di forza, probabilmente intoccabile, degli azzurri di Mancini. Così scrive La Nazione.

Mancini gli ha chiesto di puntare la porta avversaria di utilizzare la sua arma migliore (il dribbling) per stordire gli avversari, di aiutare i compagni con assist e lanci che solo chi ha piedi come i suoi può saper fare. La risposta di Federico è stata eccellente, ma ci sono anche cose che – nella crescita del giocatore – Chiesa dovrà togliere dal Dna delle proprie abitudini. Ci sono ancora troppe tracce di egoismo in alcune delle sue galoppate a testa bassa verso il fortino degli avversari. Un esempio sul quale modellare il carattere di Federico, ancora troppo irruento e magari portato all’azione personale anzichè in condivisione.