Chievo, Gamberini: “Mazzone l’allenatore più determinante. L’infortunio al tendine dello scorso anno a Firenze il momento peggiore”

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L’ex centrale gigliato ha parlato della sua nuova esperienza nelle vesti di allenatore

Alessandro Gamberini, ex difensore della Fiorentina e attuale allenatore degli U-17 del Chievo ha rilasciato una lunga intervista a L’Arena. Queste alcune delle sue dichiarazioni:

Io ho sofferto parecchio l’ultima parte della stagione scorsa. Troppi problemi fisici, anche di piccola entità. E ogni volta che provavo ad accelerare, a spingere di nuovo, succedeva qualcosa. È stato un segnale. E il fatto di non poter dare il mio contributo alla causa del Chievo in un finale difficile come quello è stata causa di grande sofferenza. Finito il campionato ho provato a staccare. Dentro però c’era un pensiero fisso: considerare quei segnali. Io ho sempre manifestato la volontà di restare qui e a un certo punto ho visto la possibilità di farlo, anche se in un’altra veste. Il Chievo per me è molto più di una squadra, più di un club”.

ALLENATORE.All’inizio pareva una frase buttata lì: “considereresti la possibilità di lavorare qui in un’altra veste?”… Il mio procuratore ci ha lavorato concretamente. Fino a spiegarmi, un giorno, che potevo diventare allenatore dell’Under 17, degli allievi nazionali. Mancavano una decina di giorni al raduno. Infatti mi sono preso qualche giorno. Mi capitava di andare in giro, vedere un campo di calcio, annusare il profumo dell’erba… Poi ripensavo ai miei amici, ai miei compagni… Non è stato facile però non mi sentivo al cento per cento come calciatore, quindi non mi sentivo neppure a posto con me stesso. Nell’ultimo periodo dell’anno scorso mi sono sentito quasi un peso”.

PESO DEL DISTACCO. “Sono riuscito a superarlo bene: il giorno dopo aver accettato mentalmente ero già al cento per cento nel mio nuovo ruolo. Così ho iniziato ad aggiornarmi e ho incontrato il mio staff. Che è uno staff di grande livello e di grandissima esperienza”.

MOMENTO PEGGIORE. “Il più brutto l’infortunio al tendine di Firenze, l’anno scorso. Ho capito subito che era una roba seria. Riabilitazioni forzate, tempi affrettati… Tutto è nato da lì, considerata pure la mia età”.

RIMPIANTO. “Sono contento delle scelte che ho fatto in carriera perché nelle città in cui ho giocato sono stato sempre riaccolto bene. Il piccolo rimpianto resta quello di non aver tagliato le 400 partite in A. Mi mancava davvero poco”.

ALLENATORE PIU’ DETERMINANTE. “Determinante Mazzone. Ho avuto la fortuna di avere allenatori di livello come Guidolin, Prandelli, Maran, Gasperini, Mazzarri… Però Mazzone è stato quello che mi ha permesso, ancora giovane, di tirare fuori il carattere necessario”.

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Alex / Milano
Ospite
Alex / Milano

Peccato per le risate con Montolivo durante quel minuto di silenzio, per il resto a Firenze si è sempre comportato bene.

Ponzio
Tifoso
ponzio

Che piacere sentire e leggere i giocatori che hanno dato davvero tutto alla Viola: entrato titolare al posto di Di Loreto, Gamberini non è più uscito dalla squadra. Brava persona, ha detto cose non banali e molto interessanti.

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