Cinismo e concretezza per la partita perfetta. L’ambiente viola ci crede

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“Avremmo meritato di segnare almeno un gol”. Questo il rammarico della sfida di andata, per la Fiorentina, dopo il 3-0 di Siviglia. E impresa al Franchi che diventa dura, durissima. Ma non impossibile. Lo insegna il calcio, ci credono in casa Fiorentina. Così come stanno iniziando a crederci anche i tifosi viola. Quanto meno giocarsela, fino alla fine. Perché una Fiorentina che è arrivata in semifinale, eliminando avversari come Tottenham e Roma, non può certo arrendersi senza lottare. Non può non provarci, nonostante una gara di andata altamente penalizzante nel punteggio.

Servirà la partita perfetta, ovviamente, giovedì sera. E saper sfruttare al meglio i vari episodi della gara. Aspetto che, a Siviglia, è girato tutto contrario ai viola. Sfortuna ma non solo, perché deve essere anche una capacità, quella di essere sportivamente furbi e ‘cattivi’ al momento opportuno. I gol sbagliati da Gomez, Mati e Salah, gli errori di Badelj e Neto sul secondo gol, i due rigori non concessi dall’arbitro… Al Sanchez-Pizjuan le possibili svolte della partita sono girate insomma tutte dalla parte andalusa. La Fiorentina dovrà essere brava a crearsi episodi e a girarli a proprio favore. Servirà, soprattutto, essere cinici e concreti. Cinici sotto porta, ma anche concreti nelle varie zone del campo, nei vari duelli che la partita offrirà. Servirà fame, intensità e determinazione, ed in questo senso l’assenza di un giocatore come Vargas può essere un malus non da poco. “Giovedì possiamo farcela, ma dobbiamo mettere in campo questo cinismo“, ha ribadito Montella dopo la vittoria (con tre gol fatti) di Empoli. Gara in cui la Fiorentina ha saputo concretizzare anche nei momenti giusti della sfida, e dove sono arrivati tre gol in cinque tiri nello specchio. Una buona media, se pensiamo che il trend stagionale dei viola è di un gol ogni 10.3 conclusioni verso la porta. Una marea rispetto alle rivali, in campionato e in Europa.
Servirà la partita perfetta davanti, ma anche in difesa. Dove ci sono problemi soprattutto sull’out di destra, con Richards ai box e Tomovic che potrebbe non recuperare. Per una formazione che nelle ultime 9 uscite ha incassato 17 reti. Ma servirà una prova di carattere di tutto il reparto, di tutta la squadra: prendere anche solo un gol potrebbe spengere ogni ambizione di rimonta.

Bisognerà partire con la determinazione giusta, con l’approccio da chi vuole tentare e centrare un’impresa storica. Magari sbloccarla subito, nei primi 10-15 minuti. E poi provare a viaggiare sull’onda dei tifosi e della carica emotiva. Perché nel calcio gli episodi, se li sai porre a tuo favore, possono incanalare in una direzione ben precisa tutta una partita. Con la speranza che il Franchi, così come accadde per il Pizjuan e l’onda blanco-roja all’andata, possa fare la differenza. Del resto, nessuno in casa Siviglia, a detta degli stessi protagonisti, si poteva neanche immaginare un attivo di tre gol nella gara di andata…

Sul capitolo tifosi, c’è da registrare un crescente sentimento del fronte possibilista. Di chi ci vuole credere, insomma, seguendo il messaggio lanciato già giovedì scorso da Siviglia da società e allenatore. A caldo molte critiche (legittime) e disfattismo generale, ma adesso l’aria pare cambiata. La società, per una volta, ha deciso di cavalcare l’onda e di agevolare l’avvicinamento dei tifosi: prezzi dimezzati per i residui biglietti da vendere, hashtag (#giochiamolainsieme) e video-promo lanciati per caricare l’ambiente e soprattutto allenamento a porte aperte oggi pomeriggio (Maratona aperta dalle 16). Evento che a Firenze accade all’incirca un paio di volte l’anno, per il 1 gennaio e/o per l’ultima seduta stagionale. Roba rara, insomma. Stavolta il senso sarà chiaramente diverso e ben preciso: caricare e far sentire alti i decibel alla squadra fin da 48 ore prima del match. Ci vorrà lo stesso calore che si è respirato al ritorno dalle imprese di Milano, Torino o Roma, per intendersi, quando maree di tifosi viola riaccolsero in città i giocatori. O alla vigilia del ritorno con la Dinamo Kiev, con il corteo della Fiesole all’uscita del Franchi a dare incitamento al pullman viola.

Tutti uniti per inseguire un sogno. Cinismo e concretezza per non lasciare niente al caso, per provare a fare davvero la partita perfetta. Con il Franchi che dovrà fare da base cruciale al tentativo di ‘remuntada’. Comunale di Firenze che non ha fatto registrare proprio numeri ‘da fortino’, in questi due anni, ma in più occasioni i tifosi hanno saputo giocare un ruolo fondamentale per la squadra di Montella. Contro il Tottenham e la Dinamo Kiev in questa stagione europea, contro l’Udinese nella semifinale di ritorno della passata coppa Italia.
C’è aria di impresa, in vista di giovedì. Firenze ci vuole provare. Firenze sogna una notte magica. Firenze ci crede.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it