Cognigni dice tutto: “Chiuso il mercato con un avanzo di 800mila”

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    La NazioneGestione trasparente della Fiorentina, un «amore addirittura viscerale per Firenze», la consapevolezza di gestire «un bene che fa parte dell’affetto di tutti e che appartiene alla città»: fin qui tutto in discesa nella premessa del presidente Mario Cognigni, che per un’ora abbondante qui a Salonicco ribadisce il legame profondo della famiglia Della Valle con il colore viola.

    Poi però ci sono anche i dati contabili lontani _ lontanissimi _ da quelli pubblicati dai media dopo la fine del mercato estivo e qui comincia il secondo round nel giro intorno alla Fiorentina. Con una premessa da parte di Cognigni: «Siamo andati in Europa 9 volte negli ultimi 11 anni, lo scetticismo e il malcontento di una parte dei tifosi nascono dunque da una responsabilità nostra. Non siamo bravi a comunicare come società, il mea culpa è totale, sincero, profondo. Abbiamo avuto come società due grandi limiti, perché pensiamo più a lavorare che a far sapere come lavoriamo: parliamo poco e ci confrontiamo ancora meno. Cambieremo strategia».
    Alcuni dati finanziari, secondo la tabella del presidente: un foglio che Cognigni mostra da lontano, «perché non sarebbe corretto renderlo noto ora, ma troverete tutti i dati sul prossimo bilancio, nell’allegato C, con nomi, cognomi e codice fiscale». Secondo il presidente esecutivo al 31 di agosto le entrate sono state di 27,3 milioni, le spese di 26,5. Avanzo di circa 800mila euro. Difficile ricostruirlo in base ai dati forniti _ pochissimi _ sui nuovi arrivi, difficile anche capire quali siano stati i compensi attribuiti agli intermediari, cioè i procuratori. A occhio devono essere stati molto alti.

    Di sicuro per 15 giorni al mercato della Fiorentina è stato attribuito su tutti i media un saldo super positivo, dai 15 ai 19 milioni. «E invece non è vero _ dice Cognigni _. Colpa nostra se non ci siamo spiegati meglio, né abbiamo rettificato la notizia». Alonso è stato ceduto per 24 milioni, più un bonus di un altro milione se il Chelsea vincerà lo scudetto. Il giocatore si è riservato una percentuale del 10 per cento sulla sua vendita prima di firmare il nuovo contratto e inoltre i 24 milioni arriveranno in due tranche. E poi: Gomez è stato venduto per poco più di un milione, il riscatto di Tello è a 6 milioni e 250mila euro. Toledo? La clausola rescissoria per il suo eventuale acquisto è di 30 milioni. Durante l’estate i Della Valle hanno «rinunciato offerte pari a circa 80 milioni per cedere alcuni big, pur di mantenere intatto l’organico come avevano deciso Sousa e Corvino». E se non fosse partito Alonso, come sarebbe stato messo a posto il bilancio? «Avremmo fatto altre operazioni, ma Kalinic e Borja sarebbero rimasti».
    E’ davvero un frappè di numeri, sembra un esame di ragioneria: Cognigni aggiunge un altro dato: per i riscatti eventuali ed obbligatori di giocatori arrivati in prestito, sarà necessario richiedere un’altra immissione di capitali alla proprietà. Circa 13 milioni. Quindi: niente tesoretto, ma piuttosto un altro impegno chiesto ai Della Valle.
    Una realtà che non preoccupa la Fiorentina: «Abbiamo in mente tante nuove idee per garantirci un buon futuro, partendo dalla volontà di costruire il nuovo stadio. Ci sono finanziatori stranieri pronti a collaborare, stiamo aspettando la certezza dei tempi per presentare il progetto esecutivo». E poi, sulla sincerità dei propositi e il legame con Firenze: «E’ una città che ti prende, sei sempre nella situazione di dover dare di più rispetto alle armi che hai… E’ una sensazione fantastica, uno stimolo sempre vivo. Nelle stanze che frequento non ho mai sentito parlare di vendita della società, stiamo preparando il futuro pensando a una Fiorentina che possa avere la forza di competere più in alto».

    Il salto di qualità senza il nuovo stadio _ con annessi e connessi _ sembra impossibile. Cognigni spiega che la società lotterà per una diversa ripartizione dei diritti tv, considerando sottostimato il miliardo che arriva per il calcio italiano. L’auspicio è ridurre la serie A a 18 squadre, ma ci vorrebbe però un accordo fra i 2/3 delle società in Lega: «E proprio non c’è. L’attuale struttura della Lega è poco funzionale, da parte nostra e di altre società c’è volontà di cambiamento».
    Passaggio sulla dura lettera di contestazione da parte dei tifosi della curva: «Torno al concetto iniziale, è stata colpa nostra se non ci siamo fatti capire… Dispiace, certo, per quella lettera, e ne abbiamo preso atto convincendoci ancora di più che dovremo aumentare la nostra capacità di confronto». Passaggio al volo su Antognoni: «Abbiamo intenzione di continuare a parlare con lui, c’è un discorso aperto. Vedremo. Vorrei fosse chiaro un concetto: siamo semplicemente i gestori di un bene che appartiene a Firenze».