Col Cagliari obiettivo 5 su 5 in casa. Servono i gol del tridente d’attacco

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Tra la Fiorentina e la quinta vittoria casalinga consecutiva c’è di mezzo il Cagliari. Ci si attende una reazione dagli uomini offensivi di Pioli

La sosta per le nazionali volge al tramonto e Pioli recupera tutti i giocatori sparsi per il mondo con le proprie rappresentative. Da oggi il tecnico gigliato potrà lavorare a pieno regime, cercando di preparare al meglio la sfida di domenica con il Cagliari di Maran.

VERSO IL CAGLIARI. Sfida storicamente complicata, quella coi sardi. Brucia ancora l’ultimo incrocio, datato 13 maggio 2018, quando i viola salutarono i sogni d’Europa a causa della rete di Pavoletti, con tanto di follia nel finale di Veretout che costò al francese un rosso diretto e tre turni di squalifica.

Il calendario della Fiorentina, enormemente sbilanciato tra sfide casalinghe abbordabili e trasferte proibitive, ‘costringe’ i viola a cercare la quinta vittoria consecutiva tra le mura amiche. Le premesse ci sono: è vero che la Fiorentina, Atalanta a parte, al Franchi si è trovata davanti tutte squadre sulla carta meno attrezzate, ma è altrettanto vero che queste sfide bisogna vincerle e non è raro trovare negli anni passati inaspettati scivoloni contro avversari di questo target.

EFFETTO FRANCHI. Quest’anno, però, la squadra di Pioli con le ‘piccole’ ha sempre vinto e convinto. Non può non aver influito un Franchi caldo come non si vedeva da tempo, quel dodicesimo uomo che spaventava chiunque varcasse le soglie dello stadio di Campo di Marte e che in molti si auspicavano di ritrovare. Ai tifosi la squadra piace, a prescindere da ciò che è successo il 4 marzo. Non per valori tecnici esaltanti (si sono viste Fiorentine sulla carta più forti di questa), ma per lo spirito che Pezzella e compagni mettono in campo ogni domenica, nonostante la giovane età.

GOL DEGLI ATTACCANTI CERCASI. Per riuscire a conquistare i tre punti sarà importante ritrovare un attacco più incisivo di quello delle ultime giornate di campionato. Cinque i gol messi a segno dal tridente gigliato in otto partite. Troppo pochi per una squadra con ambizioni europee, che a fine mercato faceva della zona avanzata il fiore all’occhiello della campagna acquisti.

Pjaca è chiamato a una crescita di rendimento e di condizione: la Fiorentina lo ha puntato per un’estate intera e al croato verrà dato altro tempo per tornare ai suoi standard. Ma la concorrenza di Mirallas e Eysseric scalpita, e la fiducia sull’ex Dinamo Zagabria non sarà infinita.

Per quanto riguarda Simeone, i discorsi sono sempre gli stessi: il Cholito si danna l’anima per 90 minuti rincorrendo tutti gli avversari e non mollando su alcun pallone, ma un attaccante viene giudicato dalle reti segnate e finora è innegabile che il rendimento realizzativo dell’argentino sia stato al di sotto delle aspettative.

Lo stesso Chiesa non è esente dal discorso: tutte le azioni più pericolose dei viola partono da sue iniziative, ma per diventare un fenomeno al giovane figlio d’arte manca ancora la freddezza sotto porta. A Pioli il compito di aiutare i propri attaccanti a trovare di più la porta, scegliendo con minor frequenza la soluzione individuale per favorire la loro interazione.

Un calendario sin qui così sbilanciato tra casa e trasferta può essere un’arma a doppio taglio: al primo passo falso al Franchi non mancherebbero le critiche. Di questo la Fiorentina non deve preoccuparsi: sarà importante scendere in campo con il solito atteggiamento visto in queste prime otto giornate. Una squadra equilibrata, molto attenta in fase difensiva e aggressiva nel pressing. Aggiungendo maggiori combinazioni in fase offensiva e un tocco di cinismo sotto porta, vero cruccio delle due stagioni della gestione Pioli.

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Annibale
Ospite
Annibale

Se fossi il presidente manderei via subito l’allenatore, poi chiamerei i giocatori e li attaccherei tutti al muro e gli darei dei calci in culo a tutti

maurizio
Ospite
maurizio

Insieme all’allenatore manderei via anche il presidente……..

viceversa
Ospite
viceversa

“si sono viste Fiorentine sulla carta più forti di questa”. Direi proprio di sì. Sulla carta e non. Anzi, fatte alcune eccezioni, quasi tutte. Poi l’impegno profuso (che è una piacevole novità) e la scarsezza vergognosa di almeno 10 squadre (che con questa formazione una dozzina di anni fa sarebbero state a centroclassifica… ma in B), fanno sì che si stia facendo un discreto campionato (discreto però, e nulla più: 4 vittorie e 3 sconfitte). E’ vero che l’attacco è un problema: Simeone ha segnato un terzo dei gol che un centroavanti coi piedi buoni avrebbe segnato, date le occasioni,… Leggi altro »

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