Con Cuadrado per la Fiorentina altri tre passi verso l’Europa

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    Fiorentina-Udinese, Muriel, Gonzalo e PasqualLa Fiorentina alza una barriera di 5 punti per proteggere il suo onorevole quarto posto e ricarica la classifica contro l’Udinese, che è motivata il giusto eppure nel finale trova il modo di schizzare un po’ di veleno con un tiro di Bruno Fernandes sfiorato da Pasqual. Neto resta a metà fra l’incolpevolezza per la traiettoria sporcata e la sensazione di aver preso un gol sul primo palo che avrebbe potuto evitare. Dattagli, forse.
    I brividi sono pochi e tutti in coda, perché in realtà c’è poca storia: Cuadrado in attacco fa la differenza e ingolosisce gli osservatori dei top club venuti — ancora una volta — a seguirlo da vicino. Quanto vale un giocatore così? Intorno a lui c’è una Fiorentina finalmente più fresca, o meno stanca, perché senza impegni infrasettimanali corrono tutti senza pause sapendo che davanti c’è uno che fa la differenza. Guillermo è imprendibile perché unisce ritmi fotonici a una classe superiore, punta l’avversario e si sacrifica nei recuperi, ma anche parecchi compagni (Pizarro, Tomovic, Diakité, Aquilani, Matos) mostrano un’intensità che restituisce il sorriso al gruppo dei preparatori atletici.
    La partita numero 48 della stagione si chiude con una vittoria meritata anche senza Borja (riposo precauzionale) e con Matos centravanti assistito da super Cuadrado e un po’ meno super Ilicic. Il brasiliano titolare non fa rimpiangere Matri in panca, come detto l’Udinese non sembra esattamente assatanata e il baby Scuffet fa ondeggiare, molto preoccupato, il suo ciuffo da giovane star per le minacce di Matos (due volte) e Aquilani.
    Cuadrado poi lo batte con un tiro deviato da Danilo, un colpo basso che in realtà non risveglia le motivazioni dell’Udinese: le note verticalizzazioni restano virtuali e le urla di Guidolin a poco servono. La Fiorentina gestisce il gioco contando sul buon lavoro del centrocampo e sullo strapotere di Cuadrado, mentre Ilicic riemerge gradualmente da un inizio partita disastroso.
    Lo sloveno parte da dietro e negli spazi gestisce qualche buon pallone, anche se l’inclinazione dello stadio sembra oscillare sempre verso l’aspetto negativo della lentezza. Giudizi ingenerosi con il lungagnone, che perde qualche palla ma si offre come partner nei recuperi. Se la Fiorentina funziona bene è un po’ anche merito suo. Ci prova ancora Matos, poi Cuadrado si procura un rigore generosamente fischiato da Celi per una spinta da dietro di Danilo. Tira Gonzalo e raddoppia con un destro che sfronda la rete. L’Udinese sembra in declino, come il destro loffio che Lazzari sparucchia in bocca a Neto.
    Che poi resta beffato sul suo palo quando Bruno Fernandes innesca un destro che una leggera deviazione di Pasqual trasforma in un tracciante dalla traiettoria sghemba. Compreso il recupero ci sono più di dieci minuti da giocare, ma la Fiorentina non soffre: è la più vicina a segnare, perché Cuadrado colpisce al volto e becca la traversa (che al contrario della rete non si sfonda).