Con Matri in mezzo all’attacco si può finalmente ritornare al cross..

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    matri3-5-2 o 4-3-3? Dire che cambia poco non sarebbe del tutto vero. In caso di 3-5-2 potrebbe infatti giocare Ilicic a supporto di Matri, con esterni di centrocampo Cuadrado e Pasqual a quel punto in vantaggio su Vargas a sinistra. In caso di 4-3-3, invece, sarebbe fatto fuori lo sloveno, che a Torino ha deluso, per far spazio a Cuadrado a destra e Vargas a sinistra con la possibilità di vedere anche Joaquin a destra e Cuadrado a sinistra.

     

    Diverse possibili soluzioni dunque, in testa a Vincenzo Montella, anche perché di fronte la Fiorentina si ritroverà il Catania di Rolando Maran che si dovrebbe affidare al 4-3-3 e farà la sua formazione anche in base all’avversario il tecnico viola.

     

    Alessandro Matri dovrebbe partire titolare e con lui in campo la Fiorentina può finalmente abbandonare il concetto di ‘falso nueve’ per ritrovare al centro del suo attacco un centravanti. Lo stesso Matri ha detto che non si sente poi così prima punta, e che spesso ha giocato anche da seconda punta nella sua carriera, ma che sia un giocatore da area di rigore, su questo, vi sono pochi dubbi. Così come vi sono pochi dubbi sul fatto che da qui in avanti la Fiorentina può tornare a sfruttare i cross dei suoi esterni. 

     

    Da metà settembre, ovvero da quando Mario Gomez si è fatto male in quella maledetta sfida contro il Cagliari, la Fiorentina ha sempre giocato con Rossi centrale in un 4-3-3 o con un 3-5-2 con Ilicic in appoggio a Pepito. Ogni tanto, in Europa soprattutto, toccava a Matos fare il punto di riferimento davanti, per quanto il gioco viola sia dinamico in attacco. A Torino Montella ha utilizzato il falso centravanti, Ilicic, che infatti non l’ha mai vista sotto porta. Adesso torna un attaccante puro, e con lui può cambiare il modo di giocare viola. Fino ad oggi spesso si è assistito a cross nel nulla, oppure alla rinuncia proprio del traversone perché tanto, in mezzo, nessuno può arrivarci.

     

    105 cross Borja Valero, 84 Pasqual, 36 Joaquin, 32 Vargas, 31 Tomovic, 18 Cuadrado, 12 Aquilani, 12 Ilicic, 10 Rossi, 9 Pizarro, 9 Roncaglia, 8 Alonso, 6 Mati Fernandez, 5 Vecino, 3 Gonzalo, 2 Ambrosini, 2 Iakovenko, 2 Rebic, 1 Savic, 1 Gomez, 1 Matos. Totale: 389 cross. (Juventus 428, Roma 383, Napoli 334). In media fanno dunque 20 cross a partita, con il dato cross/partite giocate che diventa 6 a partita per Pasqual, 5,5 per Borja Valero, 3 per Vargas, 1,3 soltanto per Cuadrado. I gol: Gomez e Aquilani a Genova col Genoa, Borja Valero contro il Cagliari, Gonzalo e Vargas col Parma, Borja Valero a Milano contro il Milan, Vargas a Roma, Gonzalo contro il Livorno.

     

    E se le reti messe a segno non sono tuttavia poche, 8 su 34 totali in campionato, la sensazione è che molte di più ne sarebbero potute essere state segnate con un centravanti in area di rigore. Vedi ad esempio la gara di Torino contro il Toro, quando nel primo tempo Joaquin ha messo nel mezzo una palla che ha trovato Roncaglia sparare alto o soprattutto quando Iakovenko non ci è arrivato da pochi passi. Adesso, con Matri la musica può cambiare. Tra i calci piazzati studiati nei minimi dettagli da Gianni Vio ed i cross, la Fiorentina può trovare nuove soluzioni offensive. O meglio deve trovarne di nuove. Tra qualche gara rientrerà anche Mario Gomez, e la possibilità di vedere in campo sia l’uno che l’altro ci sono e sono concrete. Lo ha detto anche lo stesso Matri in conferenza stampa, ed a quel punto, i cross diventeranno l’arma in più di una Fiorentina che di fronte ad avversari inferiori, tosti, che si arroccano dietro senza lasciare spazi, potrà sfruttare anche il traversone