Contratti e scadenze: il caso Roncaglia ripropone lo spettro Neto-Montolivo

0



Il campionato non è finito, mancano ancora dieci giornate al termine e, soprattutto, mancano ancora due mesi prima di capire quale sarà il piazzamento finale della Fiorentina. Sarà terzo posto, e quindi qualificazione ai preliminari di Champions, oppure ‘semplice’ Europa League? È presto per saperlo, ma non è presto per pensare al futuro. Soprattutto in chiave mercato, visto che la campagna acquisti, anche quando è ferma, va. Gira. È in fermento. Sì, perché le grandi squadre (e non solo), programmano il futuro e a primavera già pensano alla stagione prossima. A chi poter acquistare. A chi poter cedere. A come migliorare la rosa a disposizione.

Ecco, anche la Fiorentina pensa al futuro. O meglio, dovrebbe pensare a quelle situazioni che potrebbero metterla un’altra volta davanti al fatto compiuto, come la perdita di un giocatore a parametro zero. Stiamo parlando, per esempio, di Facundo Roncaglia, che vedrà il suo contratto scadere proprio a giugno 2016 e che mette la società viola nella condizione di perdere un altro elemento senza guadagnarci neanche un euro. Della serie, la storia si ripete. Eppure fino a poco tempo fa, intorno alla fine del 2015, il rinnovo del contratto tra la Fiorentina e l’argentino sembrava cosa fatta. Sembrava una pura formalità. Pareva che le due parti fossero vicine. E invece? E invece niente, Roncaglia non ha firmato e il rinnovo è saltato. Così, anche lui sembra destinato a lasciare Firenze ‘gratis’, a meno che alla fine non ci sia la famosa stretta di mano con firma in extremis. Ma ora come ora, sembra difficile, visto che si parla anche di un interessamento di più squadre straniere nei confronti di Roncaglia. Nel frattempo, lui gioca, avendo spesso la meglio sul ‘concorrente’ Tomovic.

La domanda che nasce spontanea è: perché la Fiorentina continua a perdere giocatori a zero, quando potrebbe far sì che questo non accadesse? La lista sta diventando abbastanza lunga, anche se ultimamente qualche caso è stato anche risolto in anticipo (vedi Bernardeschi, vedi Alonso, vedi Babacar, vedi Fernandez). Ma balzano sempre più agli occhi i partenti piuttosto che i confermati, anche perché fa male veder andar via qualcuno che tu hai valorizzato a zero. Si parte da lontano, da Thomas Ujfalusi,  per poi passare a Marco Donadel, Mario Alberto Santana e arrivare ai giorni nostri, quelli più recenti con Riccardo Montolivo, Alberto Aquilani, David Pizarro, Norberto Neto, Juan Manuel Vargas e, oggi, appunto, Facundo Roncaglia. Capitolo a sé meriterebbero i casi di Ljajic e Salah: il primo si rifiutò di firmare il rinnovo, costringendo la Fiorentina a farsi cedere prima del previsto, il secondo… beh, ormai è storia di oggi. Tutti sanno che la società lo aveva opzionato per 18 mesi e che lui, alla fine, ha fatto valere la sua volontà che è stata quella di non rimanere in viola.

Per fortuna ci sono anche giocatori che, pur desiderando lasciare Firenze, hanno fatto in modo di dare a Cesare quel che è di Cesare. Hanno dimostrato riconoscenza nei confronti di chi ha creduto in loro. Stiamo parlando di Juan Guillermo Cuadrado e Stefan Savic che, prima di essere ceduti a miglior offerente, hanno almeno firmato il rinnovo in viola, permettendo alla Fiorentina di non perderli a zero… Ma la storia si ripete. Ed è un peccato. È un peccato soprattutto che nel calcio, oggi, abbiano sempre più potere le volontà altrui al posto di un contratto. 

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it