Contro la Fiorentina Mihajlovic ribalta il Torino e il conto lo paga Ljajic

Di Marco Bo - Tuttosport

9



Mihajlovic
FIORENTINA-MILAN 23-08-2014 SINISA MIHAJLOVIC. GALASSI SILVANO

I numeri parlano così chiaro – 2 vittorie nelle ultime 11 partite – che cambiare, più che una scelta, pare una necessità. Di questo passo non solo non si va in Europa, dato oramai pressochè acclarato, ma si rischia di dilapidare tutto ciò che di buono si era riusciti ad accumulare. Più che cambiare bisogna stravolgere e la sorpresa pare dietro l’angolo. Adem Ljajic in panchina a Firenze. Il numero 10 pare infatti avviato verso un bel “giaccone antifreddo” dopo la collezione di prestazioni scialbe che lo hanno visto protagonista.

Del resto il girone di ritorno comincia a essere deficitario rispetto a quello d’ andata, mentre resta positivo il saldo (+4) di questa annata rispetto all’ultima made in Ventura. Occorre dunque una scossa, forte, per ridare al Torino quella freschezza anche mentale che gli permetta di scendere in campo con lo spirito che gli ha consentito, per esempio, di battere Roma e Fiorentina una dopo l’altra. E allora, ecco che Sinisa Mihajlovic medita una mezza rivoluzione per ribaltare il Toro nella speranza di assistere a risultati incoraggianti.

Del resto la sconfitta con la squadra di Spalletti, seppur forse esagerata nella misura rispetto a ciò che sarebbe potuto essere con un pizzico di sfortuna in meno, ha lasciato la sgradevole sensazione che alcuni elementi non abbiano dato il 100%, perlomeno come atteggiamento mentale. Mister Miha, dopo essersi confrontato con il nutrito staff tecnico e aver valutato tutti i dati a disposizione, sta meditando di apportare alcune modifiche, prendendo spunto dai suggerimenti dell’unico giudice che non sbaglia mai nel calcio. Chi? Il campo! E allora ecco le probabilissime conferme di Lorenzo De Silvestri come marcatore centrale destro al posto di un Ajeti che con l’Empoli e il Pescara si è fatto notare più che altro per gli svarioni mentre ha saltato la Roma per un problema muscolare; del giovane Sasa Lukic per Valdifiori, in modo da premiare l’intraprendenza del giovane serbo che, palla al piede, pare più dinamico oltre che portatore in dote di una discreta castagna da lontano; di Lucas Boyé al posto di Adem Ljajic, che sino a qui ha beneficiato di tutta una serie di bonus sprecati con discreta puntualità.

Tra l’altro il suo modo, a volte, troppo anarchico di interpretare il ruolo, per la serie “datemi la palla che ci penso io da solo”, non è che aiuti poi così tanto a far crescere lo spirito di gruppo durante lo svolgimento della gara, soprattutto se si sta lottando per cercare di rimontare uno svantaggio. E allora lievitano le quotazioni di Lucas Boyé: ha meno confidenza col gol ma sembra più orientato a battersi su ogni pallone senza l’ossessione della rete. Anzi, pare sempre molto attirato dall’idea dell’assist, chiedere a Belotti sull’argomento. Ora il Toro di Mihajloic ha assolutamente bisogno di gente che lotti dal primo all’ultimo minuto. Come faceva l’argentino, prima di lasciare spazio a un Ljajic recuperato dopo l’infortunio di inizio stagione ma quasi mai capace di fare la differenza. In positivo…