Contro la Samp per invertire un trend. E quel retroscena Neto-Mihajlovic…

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Si riparte. Archiviata l’amichevole degli Azzurri contro l’Inghilterra, la Serie A è pronta ad alzare di nuovo il sipario. Un sabato di Pasqua caldo, caldissimo. Tutto da vivere al Franchi. La Fiorentina torna in campo dopo la sosta, pronta ad ospitare la Sampdoria in quello che si prospetta come l’ennesimo crocevia per l’Europa. Montella lo ha detto, e lo ha sottolineato. I viola sono in corsa aperta su tre fronti, ma ancora è tutto da conquistare. E allora anche la Champions League, sogno poi neanche così nascosto, è lì a portata di mano. La Fiorentina deve però invertire un trend negativo e potrà farlo già fra pochi giorni. Se è vero che nell’ultimo mese i viola si sono tolti tante soddisfazioni contro grandissime squadre, resta, numeri alla mano, un bilancio negativo in campionato contro le dirette rivali. Dalla Roma alla Sampdoria, passando per Lazio e Napoli, la Fiorentina è fanalino di coda nella ristretta classifica avulsa. Solo un punto, quello conquistato contro i giallorssi, e poi tutte sconfitte. Ecco perché la sfida di sabato vale più dei tre punti in palio. Cancellare il Ko di Marassi dell’andata e lanciare un segnale forte a tutte le altre, Samp in primis. Una squadra ben organizzata e con tanto entusiasmo, frutto soprattutto della mano di Sinisa Mihajlovic. Su lui e sull’altro ex Viviano si concentranno gli occhi dei tifosi viola. E a proposito dell’allenatore blucerchiato e di portieri, vi sveliamo un retroscena forse sconosciuto ai più. Fu proprio Miha a volere Neto a Firenze, quando il portiere brasiliano non era sicuramente il top player che stiamo ammirando oggi. Sinisa lo scoprì in un viaggio in Brasile, segnalandolo all’allora fac totum viola Pantaleo Corvino. Fu così che Neto sbarcò in città, fra la diffidenza di molti per crescere all’ombra di Frey e Boruc. La storia ha dato ragione a Mihajlovic, inutile ora ripetersi che peccato sia perdere un giocatore così a zero. Neto ha preso la sua decisione, e così anche la società. Andrà alla Juventus, firmerà fra pochi giorni e non accetterà nessun tipo di prestito. Vuole giocarsela, e dimostrare il suo valore come ha saputo fare in viola, scalando piano piano ogni gerarchia. E sabato toccherà di nuovo nuovo lui proteggere la porta in cui lo ha voluto Mihajlovic, con Montella che si augura che il brasiliano non mostri riconoscenza al suo scopritore.

Intanto testa al campo, ancora qualche giorno per preparare al meglio una sfida importante. I nazionali stanno tornando in gruppo dopo una sosta che, se da un lato può aver interrotto un periodo felice per i viola, dall’altro può finalmente restituire energie fisiche e mentali e permettere di recuperare qualche infortunato. Servirà un gruppo al completo per affrontare un nuovo tour de force. Ma del resto, ritrovarsi ad aprile a giocare ogni tre giorni vuol dire essere un grande squadra. E la Fiorentina ha dimostrato di esserlo. Adesso gli ultimi sforzi, per far esplodere di gioia Firenze. La Sampdoria il primo appuntamento, per un aprile… da leoni.

Autore: Guido Barucco (@gbarucco) – fiorentina.it