Coperta corta e ultime chances (ma non per Suarez): ecco il 3° obiettivo

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La sconfitta di Torino non ridimensiona la Fiorentina. E’ questa la sensazione che emerge dal ko dello Juventus Stadium, contro una squadra in forma e ritrovata nei suoi punti chiave. Niente scossoni nell’ambiente viola, con Sousa e i giocatori convinti di aver fatto una buona partita, alla pari con i campioni d’Italia in carica. Gioco dominato per larghi tratti ed errori nelle ‘prese decisioni’, come le chiama Sousa, su tutti e tre i gol subiti. Errori dei singoli che ritornano, così come nei match persi contro Napoli e Roma.

Ma niente deve essere buttato all’aria, niente disfattismo. Anzi. Dall’ambiente viola si respira l’aria di chi sa di essersela giocata alla pari, con autorità su un campo difficile. Semmai, ci sono utili appunti per un attentissimo Sousa. Su una fase offensiva non incisiva come nelle altre partite (zero tiri in porta oltre al rigore, Buffon inoperoso); su una discreta stanchezza della squadra alla distanza; su un gioco sì bello ed efficace, ma che viene studiato talmente in maniera approfondita dagli avversari che ormai per certi tratti diventa anche prevedibile e leggibile. Un gioco che si basa molto su pressing, verticalizzazioni e cambi di ritmo, ma se le fasce vengono bloccate, o se a marcare Kalinic ci sono sempre tre giocatori, come a Torino, diventa dura. E per questo Sousa sta chiedendo contromosse ai suoi, ad esempio su un maggiore coraggio sui tiri da fuori. Tutti aspetti che verranno approfonditi soprattutto nelle settimane di sosta natalizia, visto che con i tre impegni settimanali spazio per il lavoro di questo tipo ce n’è poco.

Alle porte, però, subito un’occasione per il riscatto. Tra campionato ed Europa League, ecco che entra in ballo la coppa Italia. Il terzo obiettivo, concreto, di una stagione che i viola vogliono vivere (e stanno vivendo) da protagonisti, fino in fondo. In ogni competizione. Perché l’ambizione di alzare un trofeo, la mentalità vincente, va oltre al tipo di torneo in cui si gioca. Ed è proprio questa ‘fame’ di tutto, in ogni partita, che Sousa sta provando a trasmettere ai suoi giocatori. In coppa Italia, insomma, rifiateranno sì quei giocatori che hanno giocato tre gare negli scorsi sette giorni, ma probabilmente si vedrà una Fiorentina con qualche titolare in campo. Non un turnover completo, insomma, così come è stato contro il Lech Poznan nell’ultima gara europea.

Ma sarà, soprattutto, forse una delle ultime ghiotte chances prima della sosta e del mercato, per diversi interpreti. Non per Mario Suarez e Matias Fernandez, che saranno squalificati. Per lo spagnolo e per il cileno la sfida contro il Carpi poteva rappresentare un bel banco di prova e trampolino in vista del caldissimo mese di gennaio, ma non sarà così. E allora ecco che a centrocampo si potrebbe vedere anche qualche giovane (Diakhaté?), magari in corso d’opera, ma soprattutto davanti tutto è apparecchiato per una nuova accoppiata Rossi-Babacar. Ed i riflettori saranno puntati proprio su Pepito e Khouma. Pastorello ha ribadito anche ieri la volontà di Rossi di giocare di più, anche in vista dell’Europeo. La situazione resta intricata e non facile da risolvere, perché Sousa non può stravolgere la squadra per dare spazio ad un giocatore che ancora non ha i ritmi degli altri. Lo ha buttato dentro allo Stadium negli ultimi concitati minuti, senza che però ci siano stati guizzi particolari contro Chiellini & co.. Mercoledì partirà ancora dal 1′, al Franchi, alla ricerca della scintilla che possa riaccendere un campione che si deve ritrovare. E poi Babacar, che al cospetto di Kalinic per Sousa non regge il paragone. Non tanto per i gol (che il senegalese continua a segnare, ultimo quello decisivo in Europa), quanto per caratteristiche di pressing e gioco di squadra che ancora non si avvicinano a quanto richiesto da Sousa. Ma anche Rebic, sulla destra in ballottaggio con Gilberto, si gioca forse l’ultima chance prima del mercato.

Un mercato che, anche alla luce dell’inserimento del terzo fronte, tra gli obiettivi stagionali, dovrà servire a rimpolpare, numericamente ma soprattutto qualitativamente, la rosa di Sousa. Niente rivoluzioni, il messaggio è chiaro, ma bisogna intervenire in ruoli chiave dello scacchiere viola. Contro la Juve i tre cambi contemporanei al minuto 85 hanno saputo di messaggio da parte di Sousa: la panchina è corta, le alternative non avrebbero garantito (forse) niente di più degli undici in campo, che fino a quel momento stavano conducendo un buon pareggio sul campo della Juve.
Il tecnico ha fatto richieste precise, e dopo i primi mesi a Firenze gode di una posizione autorevole in sede di mercato, un ruolo manageriale a 360°. Almeno un difensore, magari un esterno, ma anche un centrocampista importante se i pareri su Suarez dovessero continuare ad essere negativi. Perché con Carpi e Chievo si chiuderà un 2015 molto positivo. Ma il 2016 regalerà altre sfide, e un calendario fitto e molto impegnativo fin da gennaio e soprattutto febbraio, con gare decisive sui tre fronti (il doppio incrocio con il Tottenham si inserisce in un ciclo di ferro con il campionato). E arrivarci con una rosa non completa, con “due livelli distinti di giocatori” (tra i 12/13 titolari e gli altri), con una coperta ancora corta, sarebbe davvero un gran peccato.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it