Coppa, oh mia bella Coppa… Ora o mai più

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    Coppa ItaliaUn sogno che s’avvera. Un ‘premio’ meritato. Una vittoria sacrosanta. Ecco che significato avrebbe per la Fiorentina dei Della Valle alzare (finalmente) un trofeo. Montella ha dichiarato che la società ha ottenuto tante vittorie, pur senza alzare una Coppa. È vero… perché raggiungere il livello che ha raggiunto prima la Fiorentina di Prandelli, poi questa del tecnico napoletano, in un momento storico in cui nel calcio hanno un’influenza determinante gli introiti di sponsor e  televisioni, è già un traguardo ragguardevole. Ma è logico che tutto assumerebbe un valore nettamente superiore se alla fine di questa stagione, dopo ben 12 anni di proprietà, la famiglia Della Valle regalasse a Firenze un trofeo. L’Europa League sarebbe un sogno, anche un po’ proibito, visto che vincerla significherebbe prima di tutto battere la Juve agli eventuali ottavi di finale, e poi arrivare a colorare lo Juventus Stadium di viola il prossimo 14 maggio… Ma anche vincere la 7ª Coppa Italia della storia gigliata avrebbe un suo perché… E mai come quest’anno, sembra un traguardo fattibile.

    DA BIANCONERI A BIANCONERI. Eh già, proprio così. Perché il cammino della Fiorentina per arrivare quantomeno alla semifinale non è stato poi così tanto complicato. Basti pensare che agli ottavi di finale la squadra ha affrontato il Chievo Verona (liquidato con un netto 2-0 al Franchi) e che ai quarti ha affrontato i bianconeri del Siena in un derby che si è rivelato ostico e maschio, forse più difficile del previsto, ma che ha visto la squadra mettere in campo quella voglia e quel cuore che le hanno permesso di vincere per 2-1 e battere pure la sfortuna (due rigori negati, due pali colpiti e due acciaccati: Ilicic e Borja Valero). Insomma, la partita di ieri sera ha messo in mostra un buon Siena che non è bastato per avere la meglio su una squadra, la Viola, che ha dimostrato di avere più forza e più fame. E ora? E ora la Fiorentina di Montella, per arrivare alla finale dell’Olimpico di Roma del 3 maggio dovrà superare l’ostacolo Udinese, undici che ha battuto il Milan di Seedorf mercoledì sera. Altri bianconeri sul proprio cammino. Altri bianconeri da ‘fare fuori’. Altra squadra mai semplice da affrontare, soprattutto adesso che ha ritrovato Muriel, ma assolutamente alla portata della compagine viola, tecnicamente e numericamente superiore ai friulani. Certo, il Milan visto in questo periodo sarebbe stato un ostacolo quasi più auspicabile, tanto pare essere in ‘disfascimento’, ma è sempre meglio non rischiare. Non si gioca mai col fuoco. Ancor meno col ‘Diavolo’… in particolar modo in un momento in cui la vittoria della Coppa Italia sembrava essere la sua unica opportunità per raggiungere l’Europa in vista della prossima stagione. A volte basta poco, magari un errore, una svista, un rigore… (per il Milan) per rovinare una festa (quella viola). Quindi, meglio così. Meglio cercare di battere (ancora) i bianconeri di Guidolin. E poi sperare nel destino.

    CREDERCI, NEL BIS… E se poi la Fiorentina di Montella fosse in grado di lottare per entrambi i trofei fino alla fine? E se avesse la forza di arrivare in fondo ad entrambe le competizioni? E se riuscisse ad eliminare (calcistica mente parlando) tutti i bianconeri che incontrerà sul proprio sentiero, in entrambe le direzioni? Tutto è possibile, sta di fatto che è giusto fare un sogno alla volta. Un passo per volta. Senza volare troppo alti, che se poi si cade… ci si fa male. Molto male. Allora intanto godiamoci il passaggio del turno in Coppa Italia e cerchiamo di andare a giocarci la finale a Roma. Contro chi, non avrà importanza. Avrà importanza prima di tutto esserci; seconda di poi esserci… con tanta fame. Un trofeo manca a Firenze dal 2001. Troppo tempo per una città assetata di vittorie. Troppo tempo per una famiglia ambiziosa come quella dei signori Tod’s. Gente che ama primeggiare, mica fare discorsi. Uomini che guardano ai fatti. E nel bilancio finale, accanto alle grandi battaglie vinte (in primis quella di essere diventata una società modello), manca un trofeo in bacheca. E la sensazione sembra essere una sola, visto il cammino ‘agevole’ percorso dalla Fiorentina fino ad ora: che sia arrivata l’occasione d’oro. Verrebbe voglia di gridare…ora o mai più.