Corvino: “Sarei stato uno scemo a dire no per Alonso. Vogliamo vincere un trofeo”

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    corvino freitasChiuso il mercato oggi Pantaleo Corvino spiegaherà e analizzerà il mercato estivo della Fiorentina, dalla sala stampa Manuela Righini dello Stadio Franchi. Segui QUI la DIRETTA LIVE della conferenza stampa del Direttore Generale dell’Area tecnica
     
     
     
    Questo il foglio consegnato alla stampa col riepilogo del mercato estivo 2016-17: 
    mercato corvino
     
     
    Così Pantaleo Corvino in conferenza stampa: “E’ vero che se non parlassi sarebbe meglio, visto che si è detto tanto in questi giorni. Ma vorrei fare una prefazione. Vogliamo ripartire, anche con voi della stampa, da quello che ci siamo detti l’ultima volta che siamo stati qui. Sono una persona coerente. Avevamo degli obiettivi da raggiungere, e ci siamo sforzati di raggiungerli. C’era una criticità. Avevamo uno squilibrio tecnico, di fronte ad una serie ridotta di titolari, c’erano sei prime punte. E c’era uno squilibrio finanziario, alla luce delle passività fatte negli ultimi due anni, che si avvicinavano ai 40 milioni di euro. Avevo detto che volevo mantenere la rosa dei titolari, e c’erano poche alternative. Volevo alternative funzionali figlie del presente e soprattutto del futuro. C’era ad esempio un problema delle liste Uefa, per i nostri italiani e calciatori provenienti dal settore giovanile. Avevo detto che bisognava eliminare elementi di zavorra, tecnica ed economica. E lo abbiamo fatto. Dovevamo rientrare nei parametri del fair play finanziario. Avevo detto che mi sarei sforzato mettendoci tutte le energie per non toccare i titolari andando a sfoltire con la zavorra che avevamo. Ci abbiamo messo energie e passione. Penso che l’obiettivo di mantenere i titolari, tranne che un’offerta arrivata negli ultimi giorni come per Alonso, che non potevamo rifiutare, sia noi che il ragazzo, lo abbiamo mantenuto. La proprietà ha rifiutato tante offerte arrivate, importanti. Vecino, Badelj, Astori, Borja Valero, Bernardeschi, Kalinic. Se la mia proprietà avesse voluto dare un segnale di cedimento o non attaccamento, o non voglia di dare qualcosa a questa città, li avremmo venduti. A certe condizioni, come quelle di Alonso, col desiderio di un ragazzo che arriva a raggiungere un certo obiettivo, non puoi non cedere Alonso. Magari se fossi stato più bravo a cedere qualche altra seconda linea, avremmo potuto evitare quella partenza. Ma non può una cessione come quella di Alonso, a quella cifra, pregiudicare il lavoro di noi uomini mercato e della proprietà. Magari sarò il Corvino che porta pippe, per un anno o due, perché sappiamo che i giocatori arrivati anche questa estate nell’immediato non saranno dei fenomeni. Ma dovevamo creare un patrimonio tecnico ed economico. Qualcuno dice che è un mercato triste che non ha portato entusiasmo. A volte per ravvivare una piazza servono colpi da 40 milioni. Ma certi giocatori sconosciuti a volte possono ravvivare successivamente la piazza, e non solo. Abbiamo ceduto 33 giocatori, che abbiamo dovuto tagliare. Comprare è facile, ma cedere è difficile. E certi giocatori li devi pagare oltre che allenare. Abbiamo messo tanto impegno nel togliere tutta quella zavorra. Abbiamo dato il nostro meglio, con 55 operazioni tra entrate ed uscite. Non alterando il meglio che c’era, e con le nostre risorse ci siamo sforzati di mettere dentro risorse per il futuro. Altre società non possono inserire giocatori perchè fuori dal fair play, noi lo possiamo fare”.
     
     
    Come hai lavorato con Sousa. Quale è la sua opinione, c’è stata sintonia e collaborazione con l’allenatore sul mercato? “Quello che ho detto a voi ed ai tifosi l’ho detto a Sousa. Tra acquisti e cessioni, ho detto che erano i nostri obiettivi e le linee guida anche a lui, come a voi. Ognuno di noi vorrebbe avere di più. Tutti. E su questi obiettivi e linee guida siamo andati avanti. Tutto condiviso. Giocatori arrivati li ha condivisi Sousa, altri no. E non sono arrivati. Eravamo impreparati perchè speravo di poter cedere qualcuno che non è partito, e non pensavamo potesse arrivare un’offerta come quella per Alonso. Mi avrebbero dato dello scemo se non avessi fatto l’operazione Alonso. Abbiamo cercato poi di sostituire Alonso, ma avevamo molto poco tempo. E non potevo fare Alonso al Chelsea senza aver trovato un sostituto. Quindi su Olivera ho dovuto fare da solo. E lui mi ha detto che mi fido”. 
     
     
    Se ho pensato di investire i soldi arrivati di Alonso nell’ultimo giorno? “Io non cerco di prendere in giro la gente. Non prendo Jovetic perchè devo fare un favore a qualcuno solo per fare il colpo ad effetto. Non prendo in giro i tifosi. Se ho un attivo e posso fare dei colpi che voglio fare li faccio, se non trovo qualcosa che vale la pena allora non li faccio tanto per farli. Olivera chi lo conosce? E’ un problema di chi non lo conosce. Io son convinto di aver portato un giocatore all’altezza. Lo abbiamo pagato poco? La qualità di un calciatore non si misura con quanto viene pagato. Non è sempre così. Con il fair play finanziario non si può sbagliare nulla. E non facciamo cose tanto per fare. Magari le faremo più avanti le cose che vogliamo fare, non era possibile in questo mercato drogato”.

    Fiorentina più forte, e che stagione sarà? “Era un impegno preso con i tifosi di mantenere una Fiorentina competitiva. Abbiamo mantenuto i titolari che erano primi in classifica per metà stagione. Abbiamo preso alternative, che potranno essere importanti anche per il futuro. Questa Fiorentina se la può giocare con tutte le altre”.

     
     
    Sportiello? “Era una bufala. Ce lo hanno proposto, ma non lo volevamo. Noi abbiamo fiducia, e la rimarco, nei tre portieri che abbiamo”
     
     
    Provare a vincere? “E’ ambizione nostra di raggiungere traguardi importanti. Io e la proprietà. Quando? Mi auguro il prima possibile. Anche lavorando sui mercato successivi. Dobbiamo avere obiettivi chiari, ed un obiettivo è raggiungere traguardi, come un trofeo”.
     
     
    Trattativa più difficile? “Tello. Aver messo un’opzione per il riscatto, è stata molto lunga e snervante”. “Maganjic lo voleva tutta Europa. Magari oggi non dice nulla ai più. Vedremo. Anche il polacco” 
     
     
    Altri club che non rispettano il fair play: “Un mercato drogato, la flanella viene pagata per seta perchè devi far capire al tifoso che stai facendo cose importanti. Ho visto della flanella pagata per seta e non so perchè. Preferisco non prendere in giro il mio tifoso”
     
     
    Delusione dei tifosi e fair play finanziario. Dove finiscono questi soldi? “Questa società nelle ultime due stagioni ha avuto una gravissima perdita. Di circa 40 milioni. Questa perdita può essere abbattuta anche tenendo conto delle due annate precedenti. Alla fine sommando le 4 annate precedenti eravamo fuori dai parametri dei fair play finanziario. E ci sono sanzioni, come penalità, non avere diritto a contributi uefa, multe, a non poter acquistare. Per poter mantenere una Fiorentina competitiva, e rimanere nel fair play finanziario abbiamo dovuto operare così. Chiediamo di essere giudicati non adesso, ma nel tempo. Pur di mantenere questa Fiorentina competitiva, abbiamo rinunciato ad un sacco di soldi che non riprenderemo mai più. Ed è stato uno sforzo della proprietà”. 
     
     
     
    Il non vendere nessuno detto più volte è stato un errore? “Io sono coerente. C’era uno squilibrio tecnico ed economico. E dovevamo rientrare nei parametri del fair play. Ho detto sempre di poter mantenere la squadra competitiva, non vendendo. Mantenendo tutti quelli che avevano offerte importanti. Siamo stati coerenti con quanto detto. Ho sempre detto che mi sarei sforzato facendo di tutto per farlo. Ma non si poteva dire di no all’offerta per Alonso”. 
     
     
    Jovetic? “Era una mia idea, condivisa da Sousa. Ma io non faccio favori. Ho cercato di prenderlo, facendo di tutto per prenderlo. Ma non era facile per tante considerazioni. All’ultimo l’Inter, per ordine della società, ha detto non vendiamo Jovetic. Per questo non è arrivato”.
     
     
    Le liste, italiani e under? “Abbiamo avuto tante difficoltà sugli italiani. Ma ci impegneremo per il futuro. Anche se ho sempre comprato molto fuori, ho sempre lavorato molto per gli italiani. Ma se non trovo in casa, devo guardare fuori. Il nostro sforzo sarà per lavorare sugli italiani, ma che siano da Fiorentina, e cercare di prenderli anche dal nostro settore giovanile”
     
     
    Pentito di essere tornato? “Mai pentito, non mi piace parlare di fair play finanziario, ma parlare di calcio. Abbiamo fatto tutto per ripartire da zero. Abbiamo ancora una squadra competitiva, con un allenatore importante che saprà valorizzarla. Fuori dal campo ci sarà una società che cercherà di ripartire per rendere la Fiorentina ancora più competitiva, che vuol dire avere dei valori importanti. Poi se ci sono altre squadre che riescono averne altri più importanti, è un altro discorso. Ma noi, anche in passato, siamo riusciti a lavorare meglio di altri. Sapevo che situazione c’era, ma mi sento un viola, e l’ho dimostrato. Forse sbagliando qualcosa, ma ho fatto tutto il possibile”