Corvino: “Torno per vincere. Tanta energia. Sousa, Rui e il FPF…”

    0



    corvino cognigniDalle 12 QUI su FIORENTINA.IT puoi seguire la diretta LIVE della conferenza stampa di presentazione di Pantaleo Corvino.

    Arrivato Corvino con Cognigni. 

    Parla il presidente Cognigni: “Sono felice di dare il benvenuto ad una persona che ha la Fiorentina nel cuore, e che oggi torna a casa. Non ha bisogno di presentazioni, in base a quello che ha fatto qui a Firenze, anche dal punto di vista dei risultati sportivi. Portando soprattutto a Firenze campioni importanti, avendo una visione più di altri di giocatori che sarebbero poi diventati importanti. Come tutti i grandi cicli c’è un inizio e una fine, a volte c’è bisogno di una pausa di riflessione. Questo è successo con Pantaleo. Con questo secondo tempo noi non vogliamo guardare al passato. Passato importante, ma vogliamo proiettarci al futuro. Un futuro importante. Vogliamo riallacciare un percorso che in questi anni è stato portato avanti, tra prima squadra, settore giovanile e scouting nazionale e internazionale. Vogliamo portare a Firenze campioni, ragazzi che hanno voglia di emergere, che vogliano conferme o rilanciarsi. Soprattutto gente che ha fame, che sente questa maglia addosso e vuole vincere con la maglia della Fiorentina. E’ opportuno ringraziare il direttore Pradè, che in questi anni ci ha permesso di ottenere risultati importanti con le nostre aspettative. Non è semplice, lo ringrazio così come ringrazio chi ha lavorato con lui in questi 4 anni. Con Pantaleo speriamo di fare un ulteriore salto di qualità. Non torna come semplice direttore sportivo, ma con una qualifica che la sua maturità ci impone. Sarà direttore generale dell’area tecnica, e stiamo insieme creando una struttura di collaboratori che stiamo valutando, per uno staff altamente competente, con visione moderna e che possa diffondere la nostra immagine sul territorio. Il calcio sta cambiando, noi vogliamo cavalcare queste novità, non farci cogliere impreparati. Queste novità riguardano anche il Fair Play Finanziario. Una norma imposta dalla Uefa, recepita dalla nostra federazione. Significa ottenere i massimi risultati sportivi mantenendo un sano equilibrio economico e finanziario. Per fare questo, ridurre il gap con società che hanno maggiori risorse finanziarie, è necessario strutturarsi, allargare la fascia tecnica, con uomini che abbiano competenze, ma è tutta la struttura che dovrà adeguarsi con persone e obiettivi chiari. Vogliamo combattere una sfida che per noi è molto ambiziosa. Qualche anno fa dissi che non ci saremo fatti trovare impreparati alla nuova norma. E’ grazie all’impegno della società che ci troviamo ad occupare posizioni di vertice, abbiamo dimostrato di poter competere con questa nuova norma. C’è, ed esiste, dobbiamo conviverci. Parlare di Corvino dell’uomo delle plusvalenze, che ci può dare ancor più felicità, è parlare oltre misura, è un’interpretazione sbagliata, che crea disamore. Corvino ci aiuterà a crescere, a far crescere chi lavorerà nel comparto tecnico. Supporto per il nostro allenatore e per il settore giovanile. Ricordo che Pantaleo è il più titolato per il lavoro del settore giovanile. All’amico Pantaleo possiamo creargli i presupposti per lavorare al meglio”.

    Parla Corvino: “Vedo facce familiari, mi sento a casa. Lo sto sentendo adesso, e appena sono rientrato al Franchi. Ricordo il passato, momenti belli e altri meno belli. Mi è venuto in mente tutto. Inizio parlando di quello striscione dei tifosi che ho trovato tornando qui per la prima volta che sono tornato da avversario. Poi la telefonata della famiglia Della Valle, e di Cognigni, per dirmi di tornare a casa. Sono stati momenti straordinari per me. Inizio qui, in una sala stampa dove 11 anni fa sono arrivato in maniera commossa, come adesso. Ho addosso una sciarpa di un signore, un tifoso (Mario Ciuffi, ndr). Ho voluto fare questo, per iniziare. Da dove partiamo? In Italia ci sono poche proprietà solide, da questa ho attinto in 7 anni tanti valori che mi porto dietro. Partiamo da un allenatore che è un valore aggiunto per me, e lo è stato anche per voi in un anno. E’ stato quello che in Italia ha portato qualcosa di importante, io sono stato a trovarlo, ho trovato subito una sintonia straordinaria. Trovo un gruppo di livello, e faccio un saluto a Pradè che lo ha creato. Partiamo da un settore giovanile che io ho lasciato 4 anni fa, e vedo che ha continuato a lavorare a livello qualitativo seguendo anche le linee guida che avevo dato. C’è una tifoseria passionale, in simbiosi con la squadra, che mette tanta energia. E partiamo anche da voi giornalisti, che ci date a volte sollecitazioni importanti. Se ho sbagliato con qualcuno, ricominciamo da capo senza rancore. Se torni dopo 4 anni, vuol dire che hai lasciato un bel ricordo generale. Ma io se non mi sento l’adrenalina addosso non riesco a trovare quell’energia necessaria. Penso che con questi presupposti possiamo partire tutti insieme per cercare di raggiungere qualche traguardo che a questa proprietà manca, che ai tifosi manca, che a me manca. Per poterlo fare sappiamo che lottiamo con situazioni più strutturate, per tanti motivi. Ma se lavoriamo tutti insieme, come ho detto al mister, con l’energia che ci può dare questa città, possiamo lottare per qualcosa che a tutti manca da tempo. Questo è ciò che mi sento di dire, dal cuore”.

    Mercato e budget? “Parlando con il mister, ho detto che dobbiamo cercare di rimanere al vertice, lottare per il vertice, cercare di fare tutti gli straordinari, lui sul campo, io fuori dal campo. L’obiettivo di questa proprietà è quello di lottare per il vertice. Parlare di budget credo sia fuori tema ormai. La nostra ambizione è quella di tenere il nucleo migliore di questa squadra. Tutto ciò che faremo sul mercato, lo faremo tenendo conto delle esigenze tecniche per rimanere al vertice ma anche del Fair Play Finanziario che ci impongono dall’alto”.

    Tornato per fare meglio? “Sì, l’ho già detto. Qui siamo tutti ambiziosi. E’ una città ambiziosa, così come la proprietà, l’allenatore ed anche io. Sono partito dalla Terza Categoria fino alla Champions League, manca qualcosa a tutti. Qualche traguardo. Quando si arriva ad un certo momento della vita calcistica, si può scegliere anche di mettersi con la canna da pesca a fare altro. A me piace stare dove sto bene, dove c’è adrenalina, e qui mi sento al massimo”.

    Cosa è mancato per vincere qualcosa? “In passato siamo stati vicini anche noi a raggiungere qualche traguardo, in Europa League non siamo arrivati in finale perché usciti ai rigori, vicini alla finale di Coppa Italia, non siamo arrivati ai quarti di Champions per qualcosa che non ti aspetti. Siamo stati vicini, ma non basta. I traguardi rimangono in bacheca perché si raggiungono, sennò è mancato qualcosa. Ora vogliamo fare di tutto per mettere qualcosa in bacheca. Ci vuole anche un po’ di fortuna, basti vedere il Leicester. Ma bisogna crederci”.

    Sogno da condividere con Firenze? “Il mio sogno è quello dei nostri tifosi, di tutti: poter cercare di arrivare primi in qualcosa. Qualsiasi competizione che andremo a fare. Ci proveremo con la nostra energia ed il tanto lavoro. Ma sogno di dare un senso di calcio: sapete della mia vocazione per il settore giovanile. Creare una struttura capace di essere funzionale. Posso fare presente che la società avrà un nuovo direttore sportivo, una figura che mi ha accompagnato da anni dall’esterno, mi ha seguito per anni, è stato ds dello Sporting Lisbona, poi del Panathinaikos e del Metz. E’ il portoghese Carlos Freitas. Anche lui portoghese, sì. Una figura che può essere di supporto all’allenatore, ma anche di dare continuità alla società. Io posso passare per un accentratore, ma lo posso smentire categoricamente. Chi mi ha visto lavorare sa che ho cresciuto anche figure professionali importanti. Non è facile creare una struttura importante, bisogna inserire le persone giuste al posto giusto. Come con i giocatori: bisogna capire chi è acquistabile. Stiamo cercando figure professionali, che abbiano anche una fiorentinità. Che mi possa supportare a livello tecnico, ma anche la Fiorentina nelle sedi competenti, all’esterno. Abbiamo contattato Martin Jorgensen per supportarmi per l’area tecnica sulla zona scandinava. Sarà anche mio compito nelle varie aree geografiche dei capi di riferimento. Martin potrà fare questo, e avere Martin come rappresentante nelle sedi competenti. Questo ciò che stiamo facendo, dateci anche un po’ di tempo. E considerare ciò che è raggiungibile o meno”.

    Bernardeschi all’Europeo? “E’ uno spunto per un’altra riflessione che ho fatto in questi giorni, prima di andare anche dall’allenatore. La Fiorentina come tutti i club italiani ha una necessità: avere una rosa di 25 giocatori, e ci devono essere 4 giocatori che vengono dal vivaio del club più 4 italiani. Facendo un’analisi tecnica della Fiorentina al momento, mi è dispiaciuto non vedere tante soluzioni per trovare 4 italiani e 4 giocatori che vengono dal settore giovanile. Questa considerazione l’ho fatta anche guardando i giocatori figli del settore giovanile del passato, che in 6-7 giocano in Serie A ed altri in B. Bernardeschi è una risorsa di questo settore giovanile, e una risorsa straordinaria per la prima squadra. Un nostro patrimonio che ripartirà con noi quest’anno”.

    Rui Costa? “Ci metto la faccia quando dico le cose. Vuol dire che le dico seriamente. Quando analizzo le cose, devo essere capace di capire cosa è raggiungibile e cosa non è raggiungibile. Nell’analisi che ho fatto pensando a Rui Costa, che stimo davvero tantissimo, essendo uno che lavora nel Benfica, non ci ho mai pensato, né l’ho mai contattato. Posso aver chiamato Rui Costa per dirgli ‘Sono in Portogallo, parliamo di giocatori’. Non mi ha risposto, perché era occupato. Non perché non mi ha voluto. Volevo parlare magari di qualche giocatore che ho in testa, ma niente più. Dovete credermi. Fermo restando che vogliamo creare una struttura adeguata, se possibile con fiorentinità. Ma ci vuole tempo, non è facile fare le cose per bene”.

    Fiorentina fatta di giovani del vivaio? “Per accettare questa sfida, sono tornato a casa, e mi è stato proposto di fare il mio lavoro e poi rimanere qui per altri incarichi, magari con i giovani. Ora vogliamo però raggiungere certi obiettivi, abbiamo tutti grande fame. Sarà per un anno, due o tre, mi auguro poi di vedere una Fiorentina fatta di nostri giovani in futuro. Noi lavoreremo per il settore giovanile ma anche per cercare di essere da vertice, raggiungere qualche traguardo a breve”.

    Qualche ritorno di vecchi pupilli, come Ljajic? “Siamo con il mister in una fase in cui non abbiamo messo in moto questi aspetti, ne parleremo in altre occasioni”.

    Un quadro per identificare il mio ritorno? “Non voglio pensare ad un titolo di un quadro, ma ad una scuola dell’arte, quella dell’arte povera, che è quella che sento di più. Andando da Paulo Sousa, abbiamo parlato di calcio ma non solo. Abbiamo spaziato. Mi ha raccontato i suoi hobby, le sue passioni. Salutandolo gli ho detto: “Mister, mi hai detto delle cose, che ti piace la terra e gli ulivi. Allora noi saremo due contadini che metteremo insieme le nostre energie, dobbiamo sentirci due poveri contadini che lavorano per il massimo”.