‘Coverciano, prosa e poesia del calcio’: il documentario della Regione Toscana per celebrare i 60 anni del Centro

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In occasione della prima proiezione, giovedì 25 luglio, verrà consegnato il rinomato Premio Pegaso allo stesso Centro e al suo direttore, Maurizio Francini

“Coverciano, prosa e poesia del calcio: viaggio nella casa degli Azzurri, eccellenza toscana nel mondo”: è questo il titolo del documentario della Regione Toscana – prodotto dalla Fondazione Sistema Toscana – per celebrare i sessant’anni del Centro Tecnico Federale, inaugurato il 6 novembre 1958.

Come sottolinea il titolo stesso, con questo video si è voluto rendere omaggio ad un centro sportivo che dal giorno della sua inaugurazione coniuga fascino e funzionalità, sport e passione, elevando il nome della zona in cui sorge – a Firenze, ai piedi delle colline che conducono a Fiesole – a emblema dell’eccellenza calcistica italiana: ‘Coverciano’.

I protagonisti. Il documentario – curato da Simona Bellocci e che verrà proiettato in prima assoluta giovedì 25 luglio, alle ore 12, nella Presidenza della Regione Toscana, nella Sala Pegaso a Firenze – racconta la storia e l’attualità del Centro Tecnico Federale attraverso le parole dei suoi protagonisti: il presidente del Settore Tecnico, Demetrio Albertini; il Ct della Nazionale italiana, Roberto Mancini; il direttore della Scuola Allenatori, Renzo Ulivieri; il direttore del Centro Tecnico e direttore del Museo del Calcio, Maurizio Francini, e il presidente della Fondazione Museo del Calcio, Fino Fini.

Premio Pegaso. In occasione della proiezione verrà conferito alla struttura del Centro Tecnico Federale e al suo direttore, Maurizio Francini, il ‘Premio speciale del Pegaso per lo Sport 2018’, il prestigioso riconoscimento della Regione Toscana dedicato alle eccellenze sportive e alle persone che si sono prodigate per il loro sviluppo. A riportarlo è il canale mediatico della FIGC.

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Paolo - Coverciano
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Paolo - Coverciano

Mi ricordo quando venne inaugurato. A noi ragazzi del quartiere non pareva vero che i grandi giocatori della nazionale venissero a allenarsi lì a casa nostra di là dalla rete di Via del Gignoro…

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