Da “forte e competitiva” alla rincorsa salvezza: i Della Valle, Corvino e i giocatori, tutti colpevoli. Davvero (e come?) si può ripartire?

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Andrea Della Valle Montella

Un vero tracollo per una squadra costruita male e senza la giusta personalità nei ruoli chiave. Ma le responsabilità sono di tutti.

Una crisi che non pare avere fine. Un’involuzione totale che sta portando la Fiorentina sempre più in basso fino a dover raccogliere ancora l’ultimo punto per la matematica salvezza. Una situazione paradossale, per una squadra che doveva lottare per l’Europa (anzi, per quel 7° posto che ad oggi non garantirebbe niente, visto che la Lazio 8° è finalista di Coppa Italia) e che mano a mano ha visto svanire ogni piccolo/grande obiettivo stagionale. Un gruppo che ha perso entusiasmo, poi autostima, infine anche la faccia. Raccogliendo figuracce in serie, oltre i demeriti puramente tecnici di una squadra con delle lacune evidenti. E ora rischia, nel peggiore dei casi, pure la Serie B.

PUNTO SALVEZZA. Vero che manca solo un punto per la matematica salvezza e vero che l’Empoli (terz’ultimo) ha un calendario sulla carta quasi proibitivo per pensare di fare 9 punti in 3 partite (con Samp, Torino e Inter), ma già soltanto dover fare calcoli a tre giornate dalla fine (i viola giocheranno con Milan, Parma e infine Genoa) fa capire bene il tracollo della Fiorentina. E proprio il derby con gli azzurri ha rappresentato l’ultima figuraccia, dopo le debacle con Sassuolo, Bologna e Frosinone nelle ultime settimane. Qualche segnale di risveglio sì, rimpianti per le super parate di Dragowski anche (e ci mancherebbe non riuscire a creare occasioni in una gara del genere), ma il risultato è stato sempre lo stesso. Sconfitta. Contro i terz’ultimi in classifica.

A PICCO. Da squadra “forte e competitiva” alla rincorsa salvezza, la Fiorentina non vince da 13 partite tra campionato e Coppa. Ed è passata dal 7° posto dopo la vittoria a San Siro prima di Natale, al 13° posto attuale: nel mezzo 2 sole vittorie in 18 gare. I viola erano effettivamente a 3 punti dal 4° posto dopo il successo sul Milan, ma adesso un girone dopo si fa fatica a trovare qualcosa di positivo a cui aggrapparsi. Probabilmente quella classifica era figlia dell’andamento lento delle altre, più che dei meriti della Fiorentina (tanto che i viola hanno poi chiuso il girone d’andata con 26 punti e sole 6 vittorie in 19 gare).

NESSUN EFFETTO. Da quel comunicato in cui si parlava di dover ritrovare una squadra “competitiva, coraggiosa e orgogliosa della maglia che indossa”, in cui si chiedeva “grande rispetto per la maglia” e a Pioli “di gestire il momento con la competenza e la serietà che ha dimostrato nella prima parte del campionato”, è passato meno di un mese (era l’8 aprile). Eravamo, allora, più o meno a metà della crisi, con l’illusione Coppa Italia sullo sfondo: le dimissioni di Pioli e l’arrivo di Montella, poi 4 sconfitte e 1 pareggio in 5 gare e il ko a Bergamo. Di sicuro il ribaltone in panchina ha accelerato la caduta a picco, altrettanto certo è il legame morale tra Pioli e il gruppo e il fatto che Montella poco potesse fare, a livello umano e tecnico, per rilanciare all’improvviso una situazione complicata e una squadra molto lontana dalle proprie idee di calcio. È evidente che anche i ripetuti richiami della proprietà alla serietà, al rispetto della maglia, e le visite dei Della Valle alla squadra, non hanno dato gli effetti sperati.

RESPONSABILITA’. Ognuno dovrà assumersi la responsabilità del proprio operato”, chiudeva il comunicato dell’8 aprile. Concetti ripetuti anche dopo il summit del 1° maggio che ha rimandato ogni decisione ufficiale a fine stagione. Già, le responsabilità sono da dividere tra varie parti. Dalla gestione generale dei Della Valle, ad un monte ingaggi ridimensionato rispetto al passato ma che senz’altro non vale il 13° posto, continuando per un mercato che ha portato tantissime scommesse perse e poche azzeccate, con oltre 120 milioni spesi da Corvino e Freitas in due anni per produrre una squadra ‘lacunosa’ che ha fallito nei risultati e dovrà essere rifondata a fine stagione. Anche Pioli, ‘garante’ tecnico del progetto per un anno e mezzo, ha le sue colpe, così come i giocatori che del resto vanno in campo la domenica. In diversi, dopo l’emozionante scatto emotivo per la tragedia Astori, sembrano ‘distanti’, con la testa altrove, con la spina delle batterie mentali staccata da un po’. E il risultato è l’assenza di reazione nel momento complicato. Come pure c’era stata in altre occasioni.

COME RIPARTIRE? Su queste basi, davvero si può ripartire? Se sì, come? E da chi? Da più parti viene assicurato che i Della Valle stiano riflettendo e abbiano in testa il modo giusto per tirare una linea a fine stagione e ripartire. Nonostante la contestazione della piazza che va avanti in maniera anche rumorosa, non c’è l’idea di vendere: del resto nessuna offerta ritenuta ‘adeguata’ è arrivata negli ultimi anni. Quindi devono essere loro a indicare la strada. Chiaro che una Fiorentina 13° non piace a nessuno, a livello d’immagine e di soldi è un bel danno anche per la proprietà. Ma per rialzarsi davvero servono non solo idee giuste, ma fatti concreti. Serve davvero assumersi, tutti, “le responsabilità del proprio operato”. Si potrà voltare pagina e cambiare con la stessa struttura che ha prodotto una Fiorentina 13° e non ancora salva, e gli stessi dirigenti che ad oggi hanno credibilità zero nei confronti della piazza? Sembra difficile. Anche perché non verrebbe perdonato neanche il minimo errore. L’unica certezza è Montella, l’altra ‘quasi’ certezza è un cambiamento generale della squadra. Titolari e non, l’impressione è che partiranno in molti. Ma per ripetere un ‘nuovo 2012’, per ricominciare davvero dopo il momento più difficile, servirà probabilmente di più. Soprattutto nei fatti. Anche perché allora c’era Andrea Della Valle tornato in prima persona vicino alla Fiorentina, anche con passione. Quella che, alla base, a Firenze manca da un po’. Quella che in generale ha sempre chiesto Firenze. Anche se parte della piazza, ormai, ha perso la fiducia.

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Valter
Ospite
Valter

Forte e competitiva non é mai stata..
Avevamo un gruppo molto unito grazie al lavoro dell’allenatore che in alcuni momenti ha permesso alla squadra di esprimersi oltre il valore dei giocatori.
La striscia positiva dopo la morte di Astori é stato un momento eccezionale e non la “regola”..
Questo naturalmente chi si occupa solo di bilanci non lo capisce, non lo capirà mai.
Ci sarebbe in società un tale Antognoni xhe dovrebbe intervenire sulle valutazioni dei giocatori e per la squadra..
Invece si occupa d’altro..

Ostaggio dei Della Valle
Ospite
Ostaggio dei Della Valle

Le cause del disastro partono dall’alto, le responsabilità.dall’alto. Nel breve periodo troviamoci a mezza strada e cacciamo Corvino, nel medo lungo facciano un esame di coscienza e si tolgano dai coglioni. Se non lo fanno li deve convincere la piazza. Se questa non si muove teniamoci questo scempio che per prima cosa offende Firenze e quel che resta dei fiorentini

Ostaggio dei Della Valle
Ospite
Ostaggio dei Della Valle

Errata corrige: le cause partono dal basso, le responsabilità dall’alto…

Spock
Tifoso
Spock

Credo ci sia un solo modo,ed è qualcosa che non succederà mai. Cacciare intanto tutti quelli che hanno reso la Fiorentina un “plusvalenzificio”,portando giocatori a nastro con commissioni assurde e situazioni al limite del concepibile per sperare di imbroccare un giocatore buono su 10 e se va male si ridanno via senza colpo ferire. Questa storia deve finire . Non dobbiamo essere la rampa di lancio di nessuno. Quindi,con un ds onesto ,non voglio dire fenomenale,mi basta onesto, vendere praticamente tutta la rosa (compresi i prestiti di ritorno che hanno fallito) tenendo giusto i nuovi acquisti che non hanno colpe… Leggi altro »

rosh
Ospite
rosh

Redazione smettetela di bannare commenti inoffensivi solo perche’ venite citati. Abbiate il coraggio di pubblicarli e controbattere “dal vivo” se no pubblicateli e basta. Spero che questo commento non sia troppo offensivo per voi e venga pubblicato

favante
Ospite
favante

bischerelli ….vi ricordate? …chi non ha capito con Prandelli gl’e’ un bischero, chi non ha capito con Sousa gl’e’ un trischero,.. saro’ un veggente?? no la differenza fra moltissimi di voi (80 per cento) e me e’ il quoziente di intelligenza….voi siete deficienti….
ps favante e’ la ditta dove lavoro anche…………

jack
Ospite
jack

possibile che un club di peso inferiore al nostro come la
Sampdoria abbia almeno 2 offerte di acquisto , e la Fiorentina
no…c’è qualcosa che non torna …..attenzione , non dico che
quelle 2 offerte siano valide , magari faranno disastri , ma almeno
ci sono dimostrazioni di interesse….mentre la Fiorentina sembra
avere una malattia contagiosa , nessuno la vuole avvicinare…
si dice che certi gruppi entrano solo pensano poi di
ricavarne un guadagno , ma quale ritorno economico ci
può essere alla Sampdoria ?

punco
Ospite
punco

perche non è in vendita. tutto qua

Sinapsilondon
Tifoso
Sinapsilondon

Molto molto bella questa foto FORZA VIOLA SEMPRE RITORNEREMO GRANDI FORZA VINCENZO CORAGGIO RAGAZZI DAI ANDRE FACCI SAPERE QUALCOSA QUESTO SILENZIO NON VA BENE

Diego Della Sega
Ospite
Diego Della Sega

I marchigiani dal braccino corto se ne devono andare.
Punto.
(e si portino dietro pure Perdenzio Fuffella che di tiki-cagate ne abbiamo visto sin troppe)

Aldo
Ospite
Aldo

Ci sono quelli che, come volgarmente si dice, sono ‘trombati’ per svolgere un certo mestiere. Bene, i fratellini non lo sono per il calcio. Se ne dovrebbero rendere conto e mollare l’osso senza pretendere la luna.

Silvano I vaia
Ospite
Silvano I vaia

Che la fiorentina potesse essere “forte e competitiva” lo credevano e dicevano soli i gonzi leccavalle. Che la squadra, come ogni anno da ormai troppo costruita con il solo obiettivo delle plusvalenze, della riduzione dei costi e del taglio del monte ingaggi, fosse modesta era palese. E infatti io è da settembre che dico che più dell’anonimo centro classifica non si poteva arrivare (e i fatti mi hanno dato ragione purtroppo)..

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