Da metà maggio a fine agosto. È cominciata la lunga volata del mercato

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La fine del campionato porta con sé le inevitabili prime voci di mercato. Ed obiettivamente, partendo da metà maggio, di nomi e cognomi ce ne saranno tanti da qui alla fine di agosto. La Fiorentina ha posto le basi per cominciare a lavorare in vista del futuro. Paulo Sousa siederà ancora sulla panchina ed avrà come unico referente Mario Cognigni. Il Presidente sarà di più a Firenze e seguirà le vicende sportive in tutto e per tutto. A cominciare proprio dal mercato. Si dividerà i compiti con il direttore sportivo (che dovrebbe essere ancora Pradè) e le trattative più complesse le porterà avanti in prima persona, sfruttando anche i buoni uffici che può vantare con alcuni procuratori ed intermediari.
Da queste basi nascerà la nuova Fiorentina. Una squadra che sarà rivoluzionato per buona parte. Sei o sette addii sicuri, come quelli di Roncaglia, Pasqual, Benalouane, Kuba, Tino Costa, Kone (anche se Sousa potrebbe chiedere il rinnovo del prestito), ma sono in bilico pure Mati Fernandez, Tomovic, Tatarusanu, Badelj, Vecino e Tello (resterà solo se il Barcellona rinnoverà il prestito, la Fiorentina non è convinta di riscattarlo). E poi ci sono quelli in predicato di andarsene per fare casa: Ilicic e Babacar. Pochissimi gli intoccabili. Si ripartirà da Gonzalo, Astori (che dovrà essere pagato 5 milioni al Cagliari), Borja Valero, Bernardeschi, Kalinic e Zarate. Di incedibili, è bene chiarirlo, di fronte ad offerte vantaggiose non c’è nessuno. Forse un sacrificio potrebbe essere fatto solo per Bernardeschi (almeno quest’anno), sul quale la Fiorentina punta moltissimo. Dunque, i punti fermi sono pochi, mentre sono tantissimi i ruoli da coprire durante l’estate. Da capire, poi, se lo staff tecnico riterrà pronto, o meno, qualche giovane in prestito. Capezzi su tutti, ma pure Venuti ha fatto bene a Brescia. Due nomi, ma ce ne sono tanti altri da valutare. Loro come Rossi. Difficile che Sousa si ricreda su Pepito, nonostante i 6 gol nella Liga. Una parte di società spinge affinché il tecnico possa rivedere le sue convinzioni. Vedremo. Poi c’è da risolvere l’affare Gomez. Non tornerà a Firenze, ma una soluzione potrebbe essere complessa da trovare. In ogni caso, dopo l’Europeo, la Fiorentina vorrà provare a guadagnarci qualcosa oltre a risparmiare l’ingaggio.
E poi c’è il mercato. Caotico. Sta nascendo in questi giorni, anche perché Pradè sta lavorando da mesi (nonostante la precarietà del suo incarico). Il nome di Verre è da ricondurre al suo lavoro. Ne è innamorato calcisticamente. Lo ha avuto nelle giovanili della Roma e ne apprezza molto il modo di stare in campo. La trattiva con l’Udinese non sarà semplice, ma i rapporti con i friulani sono ottimi. Spiragli arrivano da Lisbona per Lisandro Lopez. Ma occhio ai facili entusiasmi. Giocatore e Fiorentina non hanno problemi a mettersi d’accordo, bisogna solo capire se la visita di Cognigni a Rui Costa (con tanto di maglietta regalata) sia bastata per convincere il Benfica. Pure in porta, saltando di palo in frasca, potrebbero esserci scossoni. Tatarusanu non è incedibile e di fronte ad una buona offerta può andare via, anche perché è arrivato a parametro zero e frutterebbe una discreta plusvalenza. Sirigu non sembra destinato alla Fiorentina, mentre più concrete sono le piste che portano a Sportiello (il preferito) e Gollini, giovane del vivaio che però difficilmente accetterebbe il ruolo di secondo. E la Fiorentina la domanda se l’è già posta: sarà un rischio troppo grande affidare la porta ad un portiere così giovane? Infine Praet. Nome buonissimo, sul quale ci sono diverse conferme su più fronti. La trattativa è complicata perché sul talento dell’Anderlecht c’è stato qualche sondaggio di top club inglesi. Gli intermediari sono al lavoro e pure Sousa si è speso in prima persona telefonando al ragazzo. Le manovre sono cominciate. C’è tanto lavoro da fare per la Fiorentina.