Da ‘zona’ Mazzarri a ‘zona’ Sarri, i finali del Napoli sono devastanti

Di Gianluca Monti - La Gazzetta dello Sport

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Come riporta La Gazzetta dello Sport, un tempo c’era la zona Mazzarri, ora c’è la zona Sarri. Walter toglieva la giacca, arrotolava le maniche e il San Paolo andava in estasi. Era essenzialmente merito della grinta del tecnico ma anche Lavezzi e Cavani contribuivano in maniera significativa.

Il Pocho a Napoli è ricordato, anche, per un clamoroso contropiede concluso a rete al 96’ a Cagliari. Cavani, invece, è passato alla storia per un destro da fuori contro il Lecce quando ormai l’arbitro aveva già il fischietto in bocca e Grava aveva da poco salvato il Napoli dalla capitolazione rimettendoci addirittura un ginocchio. Quando c’era Mazzarri si alzava il tabellone del recupero e si alzavano anche i decibel di Fuorigrotta, un po’ come accaduto al gol di Simy a Crotone. Da quel momento, la gente ha spinto gli azzurri all’assalto contro l’Udinese ed il risultato è stato ribaltato in stile Napoli-Chievo, cioè in zona Sarri.

Già perché nei minuti finali la storia di questo campionato sta cambiando complici anche le mosse del tecnico partenopeo, che si è anche talvolta lasciato andare ad un coraggioso cambio modulo passando al 4-2-3-1. Del resto, Zielinski e Milik sono ormai stabilmente dodicesimo e tredicesimo uomo e spesso finiscono per indirizzare il risultato. Soprattutto l’ex Ajax sta dando un contributo fondamentale affinché la favola azzurra abbia un «lieto fine». In casa del Sassuolo ha sfiorato la «remuntada» colpendo una traversa in rovesciata, poi ha segnato, a due giri di lancette dalla fine il pari con il Chievo e spizzato in pieno recupero il pallone che Diawara ha trasformato nel 2-1 che ha riaperto la corsa tricolore.

Meglio di testa il gigante Milik che di piede, anche se è «colpa» di Donnarumma il mancato gol che avrebbe deciso, sempre in extremis, la sfida con il Milan. Comunque, anche a San Siro il Napoli ha dato segnali importanti dal punto di vista fisico. Certo, gli azzurri non sono e non possono essere brillanti come erano qualche mese fa, ma sembrano avere comunque una buona dose di benzina nel motore e quindi ancora qualche riserva di energia da poter spendere nelle ultime quattro partite.

Inoltre Sarri, rispetto ad una Juve incerottata, può finalmente fare affidamento sull’intero organico (anche Ghoulam sta rientrando in gruppo). Soprattutto il rientro in pianta stabile di Milik ha fornito una sorprendente scarica elettrica alla squadra. Arek ha segnato pure il 3-2 con l’Udinese e come un amuleto è stato messo in campo a Torino per il finale. Corner di Callejon e gol al fotofinish, stavolta di Koulibaly. Roba da cuori forti mentre Sarri ormai aspetta fiducioso il triplice fischio per fumare la sigaretta più gustosa.