Dai fischi alla ricerca di applausi: 4 mesi dopo, al Franchi torna l’Europa. Sognando Basilea…

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La Fiorentina a dimensione europea è pronta ad iniziare il proprio cammino. In panchina Paulo Sousa, il primo allenatore straniero dell’Era Della Valle che condurrà la squadra viola in giro per il continente. Idee moderne, esperienze importanti in giro per l’Europa, da calciatore e poi da allenatore: Sousa partirà dal suo più recente passato, Basilea. E lo farà nel suo nuovo stadio, il Franchi. Un incrocio dal sapore speciale, per una gara che dirà già molto sulle ambizioni europee della Fiorentina. Un test importante, insomma, perché dopo le belle impressioni contro le big nelle amichevoli estive ora si cercano conferme di potersela giocare con tutti, anche in gare ufficiali europee. Il Basilea è al terzo posto nel ranking delle partecipanti all’Europa League, e tra le favorite alla vittoria finale del torneo. Un avversario di primissimo livello, dunque.

Dopo l’1-0 sul Genoa, sofferto, voluto, cercato con forza e tenacia, nonostante l’inferiorità numerica, si riparte dal Franchi. Importante la spinta dei tifosi viola sabato sera contro i rossoblu, nei momenti di grandi difficoltà. L’unione con la città, del resto, è uno dei tasti sui quali ha battuto più frequentemente Paulo Sousa al momento del suo arrivo a Firenze. E se la situazione ambientale è definita ‘inquietante’ da Andrea Della Valle, l’allenatore viola è determinato a continuare la propria opera di avvicinamento dei tifosi.
Quei tifosi che anche sabato non hanno mai smesso di supportare i giocatori viola, ma la stessa curva che quattro mesi fa esatti (era il 14 maggio) accompagnava con fischi assordanti Pizarro & compagni all’uscita dal campo dopo la disfatta con il Siviglia. Fu, quello, il momento dello strappo forse decisivo con Montella. La serata de “i tifosi non si rendono conto della dimensione della squadra”, insomma. Da allora, sembra passata un’eternità (il cambio di allenatore, squadra rivoluzionata), ma poi mica tanto, visto che la città è divisa come non mai sulla gestione societaria. E che la distanza tra dirigenza/società e parte dei tifosi non si è proprio ricucita.

Giovedì, dunque, ripartirà la stagione europea della Fiorentina. Ancora al Franchi, lo scenario che quattro mesi fa decretò l’eliminazione viola in semifinale. Sousa prepara la sfida alla sua ex squadra, pensando di cambiare ancora la formazione in base all’avversario, che conosce del resto molto bene. Un Basilea che sembra uno schiacciasassi in questo avvio di stagione: 8 vittorie su 8 in campionato, già +7 sulla seconda in classifica, eliminato ai preliminari di Champions senza mai perdere (3-3 e 1-1 con il Maccabi Tel Aviv, 3-1 e 1-0 con il Lech Poznan al terzo turno).
Sepe esordirà in porta con la maglia viola, mentre in difesa rientrerà Gonzalo e con ogni probabilità anche Roncaglia, dopo l’esclusione con il Genoa. In mediana Mario Suarez titolare ed in cerca della miglior condizione, mentre Ilicic si riprenderà il ruolo di trequartista e Kalinic quello di prima punta. Per il resto, spazio ai vari ballottaggi, con Sousa che ha iniziato da ieri a studiare la parte tattica della sfida e che alla fine è pronto a stupire ancora con qualche sorpresa di formazione.

La Fiorentina riparte dal Franchi… sognando Basilea. Già, perché la finale dell’Europa League 2015/2016 sarà proprio a Basilea, al St. Jakob-Park. La vecchia ‘casa’ di Paulo Sousa. “Segno del destino”, ha commentato il portoghese sul sorteggio con il Basilea e sulla finale europea nel suo vecchio stadio. “La finale a Basilea è un sogno per tutti, anche per noi. Ma ci vuole lavoro, piedi per terra e umiltà”, disse Andrea Rogg dopo i sorteggi di Nyon, affiancato da Sandro Mencucci: “L’anno scorso siamo arrivati in semifinale, quest’anno abbiamo il diritto di sognare di arrivare fino in fondo… ho già detto di prendere informazioni su Basilea, anche per conoscere lo stadio della finale”. Piedi per terra, insomma, ma l’obiettivo è quello di migliorarsi sempre… ed il sogno è quello di ritrovarsi il 18 maggio proprio in Svizzera. Pensarlo adesso sembra quasi impossibile, il percorso si preannuncia forse anche più impegnativo della stagione passata. Ma, come direbbe un vecchio saggio, se al tifoso togli anche il sogno, cosa rimane?

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it