Dai giovani agli ’emarginati’: un palcoscenico chiamato Europa

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Quasi d’impiccio per qualcuno, utile per Montella e per i tanti giocatori che vogliono mettersi in mostra. Si avvicina l’ultimo incontro del girone K di Europa League per la Fiorentina, con la squadra viola che ha già staccato il biglietto che vale il primo posto del raggruppamento. Di fronte, giovedì sera al Franchi, una Dinamo Minsk ormai ultima nel girone. Tanta la voglia, per i tifosi, di rituffarsi mente e corpo sul campionato, per una rincorsa alla zona Europa che ha ripreso vita dopo le due vittorie di Verona e Cagliari ed il pari contro la Juve. Nel mezzo però la sfida contro i bielorussi, che per lo staff viola rappresenta comunque un impegno da onorare e da sfruttare al meglio. Non fosse altro per i 200 mila euro che, in ogni caso, restano in palio nel match di giovedì. E per garantire uno spettacolo decente per i migliaia di tifosi che ad ogni modo siederanno al Franchi giovedì sera.
Ma anche per il tecnico viola, che metterà in scena sì una maxi rivoluzione di formazione, ma vorrà vedere in campo la stessa mentalità mostrata nelle ultime quattro gare. Vietato cambiare atteggiamento, insomma, perché ‘vincere aiuta a vincere‘, e la ricerca del famoso ‘filotto’ passa anche dalle gare europee. Fuori con ogni probabilità in toto l’undici di partenza di venerdì scorso, con l’inserimento di chi ha giocato due settimane fa contro il Guingamp. Da valutare se verrà confermato il 3-5-2, vista la squalifica di Basanta e la probabile assenza di Cuadrado (oltre che di Joaquin e Mati, fuori dalla lista Uefa), ma in ogni caso la crescita della squadra dovrà essere confermata al di là dell’assetto e degli uomini. In particolare la tenuta psicologica e l’approccio, in una gara di nulla valenza in chiave classifica, anche in vista delle prossime fondamentali sfide contro squadre inferiori ai viola (tra Cesena ed Empoli, infatti, la maggiore insidia per i viola sarà quella di sottovalutare gli avversari).

Da Richards e Tomovic (chiusi dal terzetto difensivo titolare, Savic-Gonzalo-Basanta) ad Aquilani (fuori dai titolari in campionato dopo il rientro dalla sosta, a beneficio di quello che pare il nuovo ‘trio delle meraviglie’ – Pizarro, Borja Valero, Mati Fernandez), fino a Kurtic (da valutare il suo rendimento sulla corsia di destra, dopo gli esperimenti di Guingamp e nel finale contro la Juve) e Babacar (‘chiuso’ in campionato dopo il rientro di Mario Gomez), tanti i giocatori che vogliono – e devono – dimostrare di poter tornare a dire la loro anche in campionato. In partite ‘vere’. Convincere Montella a sovvertire qualche gerarchia precisa che si è venuta a creare dopo le ritrovate certezze di assetto e di gioco: questo l’obiettivo soprattutto di coloro che fino a qualche settimana fa erano considerati dei veri titolari. E poi Marin, alla ricerca della migliore condizione per diventare finalmente importante per la Fiorentina.
E la situazione di Ilicic, che potrebbe essere all’ultima occasione in maglia viola. Il mercato di gennaio si avvicina, molte le squadre interessate allo sloveno e poco (anzi, nullo) lo spazio che sta avendo l’ex Palermo dopo le vicende di Fiorentina-Napoli. Potrebbe essere realmente l’ultima chance, contro i bielorussi, per Ilicic, per ‘fare pace’ con il popolo viola, per dimostarsi valida pedina come seconda punta del 3-5-2 e, in chiave mercato, per vedere rimpolpata la propria valutazione e più ‘appetibile’ il proprio cartellino. Stesso discorso per Lazzari, uno dei pochi ‘esuberi’ del mercato estivo che ha avuto l’opportunità di mettersi in mostra in questi mesi.

Infine, attenzione ai giovani: il palcoscenico europeo ha visto spesso l’esordio – e la consacrazione – di diversi ragazzi viola, ed anche contro la Dinamo Minsk non è utopia pensare che, soprattutto dietro, possa trovare minutaggio uno dei giovani che arrivano dalla Primavera. Squalificato Basanta, Hegazi fuori lista Uefa, Savic e Gonzalo potrebbero rifiatare e… uno tra Mancini e Gigli, i centrali titolari della squadra di Guidi, potrebbe realmente affiancare Richards e Tomovic, magari a gara in corso. Per non parlare poi di Bangu, gioiellino classe ’97 che da anni fa la differenza tra i giovani. Del resto, anche l’anno scorso il ’93 Matos fu ‘l’uomo di coppa’ e il ’95 Capezzi strappò applausi nella trasferta in Romania contro il Pandurii, mentre quest’anno Bernardeschi aveva attirato su di sé tutte le attenzioni proprio in Europa, prima del brutto infortunio.
Dagli ’emarginati’, da chi cerca nuove opportunità, ai giovani: una vetrina chiamata Europa.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it