Dainelli: “Firenze è stellare, quando stai fuori te ne rendi conto”

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    Dainelli KroldrupAlcune dichiarazione che Dario Dainelli, ex viola oggi al Chievo, ha rilasciato in esclusiva a I’Grillo Fiorentino. L’intervista integrale potrete leggere sul Grillo che verrà distribuito domenica prima di Fiorentina-Chievo.

    Dainelli, iniziamo dal suo futuro. Il 30 giugno le scadrà il contratto col Chievo. Ha già pensato a cosa fare da grande?

    «Si ogni tanto ci penso. Siamo vicini alla scadenza e un po’ di riflessioni le faccio. Quando sarà il momento, valuterò cosa capita. È normale che sono tanto legato alla mia terra e che mi piacerebbe tornare verso casa, ma vediamo un attimino quali saranno le opportunità che mi si presenteranno davanti. In ogni caso, mi sto già preparando anche qualcosa al di fuori del calcio, ma dopo 20 anni che ci sono dentro, uscire da questo mondo mi dispiacerebbe. Forse è troppo presto non lo so. Ripeto, valuterò quando sarà il momento giusto, ma al mio futuro ci sto già pensando».

    E cosa sta preparando al di fuori del calcio?

    «Ho un’azienda agricola a Cerreto Guidi e nel 2016 daremo vita anche alla cantina, perché l’intenzione è quella di produrre olio e vino. Per adesso è una piccola cosa, che mi auguro crescerà col tempo. Però prima di farlo diventare il lavoro della vita, mi piacerebbe continuare ad impegnarmi nel mondo del calcio. E poi c’è un’altra novità in arrivo… Sempre nel 2016, insieme ad altri soci, aprirò un locale a Firenze. Se sono calciatori? Beh, è troppo presto per svelare tutto».

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    Da veterano della serie A, che campionato è questo?

    «Un campionato bello. Dopo tanti anni di predominio bianconero, in cui sembrava che la Juventus facesse un campionato a sé, quest’anno è molto più equilibrato. Ci sono tante squadre che sono lì per giocarsi tutti i posti che contano. Ora, dopo quasi metà campionato, un po’ di scrematura c’è, le differenze già si vedono. Ma sono certo che rimarrà così fino alla fine. Cioè quelle che sono lassù ci rimarranno, anche se non so in quale ordine di preciso».

    La ‘sua’ Fiorentina se l’aspettava così forte?

    «Sinceramente no. Sta giocando bene da diverse stagioni, perché anche con Montella esprimeva un calcio bellissimo, con tanto possesso palla e una gestione della partita da squadra importante. Ma da lì ad essere anche così concreta, no, non me l’aspettavo».

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    Pensa che questa sia la squadra più forte della famiglia Della Valle? O la più concreta?

    «Secondo me quella attuale è la squadra più bella dell’era Della Valle».

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    Se la Fiorentina dovesse vincere lo scudetto, lei verrebbe a festeggiare?

    «Sicuro! Anche perché non se lo gioca mica col mio Chievo lo scudetto…».

    Facciamo un gioco, un botta e risposta. Io le dico due nomi e lei sceglie il suo preferito…: iniziamo dall’attacco. Mutu o Rossi?

    «Mutu, per ora. Un domani non troppo lontano spero Rossi: significherebbe che è tornato al 100% e che ha dato alla Fiorentina quel qualcosa in più che alla nostra squadra ha dato Adrian».

    Più forte Toni o Kalinic?

    «Kalinic mi sta stupendo, ma dico Luca. E non potrebbe essere altrimenti».

    Più punto di riferimento per i compagni Gonzalo Rodriguez o… Dainelli?

     «(ride un po’ prima di rispondere scherzosamente) La sera a cena… Dainelli. A parte gli scherzi, noi eravamo veramente uniti. Non so se oggi lo sono come eravamo noi, quindi rispondo così, in modo generale: loro sono più bravi di noi e noi eravamo più gruppo».

    Ha ancora un sogno nel cassetto?

    «(sorride come un bambino) Tornare vicino a casa. Quindi tirate voi le somme?».

    Verona (intesa come città) in tre parole.

    «Una piccola Firenze».

    E Firenze?

    «Stellare. La più bella in assoluto. E quando stai fuori, ti rendi conto veramente di quello che è Firenze».