Dainelli: “La vittoria sulla Juve può cambiare una stagione, ma conosciamo i viola. Il nuovo stadio…”

da Viola Week - La Nazione

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CINQUE ANNI e mezzo a Firenze, quasi duecento presenze e la fascia di capitano cucita sul braccio sinistro. Vederlo andare via in lacrime in quel gennaio del 2010 fu un colpo al cuore per tutti i tifosi viola. Dario Dainelli ha recitato un ruolo da protagonista nella resurrezione sportiva della Fiorentina, portandola fino alla Champions League. Quell’addio è una ferita ancora aperta per lui ma al Chievo, dove ha ritrovato gli amici e compagni di reparto, Gobbi e Gamberini, sta scrivendo il lieto fine alla sua carriera in Serie A. Stasera ritrova la Fiorentina, la sua Fiorentina.

Dario, due partite in dieci giorni contro i viola. Avete capito come si batte questa Fiorentina? «L’abbiamo studiata benissimo, ci abbiamo giocato in coppa Italia e l’abbiamo analizzata ancora. Conosciamo i pregi e i difetti che può avere, dove ha tanta qualità e dove può concedere qualcosa ma sarà una gara difficile. Hanno proprietà di palleggio, individualità».

Come arriva il Chievo a questa partita? «Nel momento per noi più complicato. Abbiamo perso le ultime tre e certamente non siamo nel nostro periodo migliore. Proprio per questo abbiamo grande voglia di rivalsa e daremo il massimo per tornare alla vittoria».

A distanza di anni, cosa significa per lei affrontare la Fiorentina? «È una parte fondamentale della mia carriera e della mia vita. A Firenze ho trascorso tanti anni, ho molti amici, affetti e penso che sarà la città dove trascorrerò la maggior parte della vita, è sempre emozionante affrontare la Fiorentina per me».

Ha tantissimi amici a Firenze. Come ha reagito alla vittoria storica contro la Juve? «So come viene preparata e affrontata la partita con la Juventus, so come sono le settimane precedenti, la tensione con cui si arriva alla sfida. Parlo da giocatore e quando arrivi al momento di disputare una partita del genere e riesci a vincerla, ci sono delle sensazioni difficilmente spiegabili. Per un tifoso è normale che sia una soddisfazione immensa, arriva in un’annata che per qualcuno sembrava non troppo positiva. Invece da una domenica ad un’altra può cambiare tutto».

Che effetto le fa vedere Antognoni di nuovo nella Fiorentina? «Come per tutti gli amanti del calcio e per i fiorentini, rivedere una figura come Antognoni in società, l’emblema della fiorentinità e dell’amore per la maglia viola, è un grande piacere».

Nei suoi anni a Firenze ha capito cosa manca per vincere un trofeo? «L’entusiasmo no sicuramente. Quello che manca forse è la potenzialità economica rispetto alla Juventus e alle milanesi. Penso che uno degli aspetti principali per competere per il vertice sia il nuovo stadio»

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Alves Edmundo
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Alves Edmundo

Chissà come mai, da sempre, tantissimi giocatori che vengono a giocare alla Fiorentina poi legano le loro vite a Firenze…(andatelo a spiegare a quei poveri di mente che scorrazzano come topi in questo sito, viola, ripeto viola). Grande Darione, ricordo com ora quando segnasti a Verona in quello 0-2 che ci spalancava le porte dell europa, poi vanificato dalla mera vicenda calciopoli(ero lì quel pomeriggio a tifare la mia amata Viola). Buon difensore(qualche pallone sparacchiato di troppo forse) e bravissima persona, un vero professionista. In bocca al lupo per il tuo Chievo, ma da domani sera alle otto, perché prima… Leggi altro »

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