Dal futuro di Montella capiremo quello della Fiorentina. Una considerazione su Spalletti

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Dieci giorni alla fine della stagione. Un’annata intensa, fatta di alti e bassi. Prima una fase a singhiozzo, poi una specie di cavalcata trionfale ed infine l’epilogo di questi giorni. Gli attriti tra una parte della tifoseria e la dirigenza lasciano aperti diversi scenari per il futuro. Così com’è apertissimo il dibattito sul destino di Vincenzo Montella. Per quanto riguarda il primo fronte aperto, i tifosi si aspettano un confronto con Andrea Della Valle. L’ultimo, quello di tre anni fa (prima dell’arrivo di Montella), fece volgere al sereno i rapporti. Il Patron capì le esigenze del pubblico viola, comprese bene lo spirito dei fiorentini e quello che chiedevano in quel momento: ovvero un programma serio con un allenatore che condividesse le ambizioni della società. Arrivò Montella e con lui è tornato il bel gioco. Ma soprattutto la città ha riassaporato l’aria europea. Adesso, in questa fase di stallo, c’è chi vorrebbe di nuovo incontrare il Patron, per capire se le ambizioni si sono ridimensionate o se c’è ancora voglia di investire in questa squadra. Vedremo se Andrea Della Valle raccoglierà l’invito.

 

Il futuro immediato della Fiorentina, inoltre, ruota tutto intorno alla risposta di questa domanda. Già dall’incontro che ci sarà a fine campionato tra Montella e la dirigenza capiremo diverse cose. Se la volontà di investire dovesse essere confermata, non ci sarà bisogno di cercare alcun allenatore. Montella resterebbe saldamente sulla sua panchina. Ha un contratto ancora di due anni, è vero, ma l’Aeroplanino vuole capire fino in fondo quali sono i programmi. Voci e rumors intorno a lui ci sono già stati, con società che potrebbero anche pagare la clausola rescissoria. Milan? Forse. Ma sicuramente qualche squadra in Premier League farebbe carte false per averlo. Ed uno strappo ci sarebbe proprio nel caso in cui a Montella venisse comunicato un ridimensionamento delle ambizioni, che farebbe rima con l’abbassamento del monte ingaggi, che la società persegue (senza troppo successo) già da diverse sessioni di mercato.

 

In quel caso Montella forzerebbe la mano per finire il 31 maggio la sua avventura a Firenze. Un ciclo bello ed intenso, che in assenza di investimenti importanti non avrebbe senso prolungare. Montella è convinto di aver già tirato fuori il massimo dalla rosa a disposizione. Più di così, con questo materiale umano e tecnico, non si può fare. Il Montella pensiero è questo e probabilmente non coincide nemmeno troppo con quello di qualche dirigente. Ma tant’è. Ed a quel punto si andrebbe a cercare un nuovo allenatore, magari con in cassa i circa 5 milioni di euro della clausola rescissoria dell’allenatore campano. I nomi? La pista Di Francesco resta sempre percorribile, così come ai Della Valle piace il profilo pacato di Roberto Donadoni, protagonista di una stagione da incubo con il Parma, ma capace di condurre dignitosamente fino alla fine una squadra alla deriva. Profili che potrebbero coincidere con il nuovo corso, ma che cozzano con quello più carismatico e appetito di Luciano Spalletti. La domanda sorge spontanea: se la società viola lascerà andare Montella perché non ha intenzione di investire grosse somme di denaro sul mercato per rinforzare la squadra  – e questo è ancora tutto da dimostrare – come potrà convincere Spalletti ad accettare la panchina viola? E’ vero che il tecnico di Certaldo si è sempre detto affascinato dall’ipotesi di allenare la Fiorentina, ma sarebbe molto difficile fargli accettare di allenare una rosa che, realmente, ha già dato tanto e talvolta appare spremuta. Domande ed incertezze, che fra una decina di giorni cominceranno a trovare risposta. Solo allora capiremo il futuro che attende la Fiorentina.

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it