Dal mercato al Fair Play, dal campo ai Della Valle, adesso i tifosi valuteranno

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    corvino freitasDopo mesi di trattative, più o meno vere, il mercato è finito. Quello della Fiorentina è stato un mercato particolare, in qualche maniera anomala rispetto alla normalità delle altre società. Sul piano pratico, il lavoro svolto da Pantaleo Corvino e Carlos Freitas è sicuramente da record, perché riuscire a piazzare 33 giocatori in un’unica sessione di mercato, in poco più 70 giorni, è un gran lavoro e difficilmente ripetibile.

    Cessioni che hanno permesso alla Fiorentina di mettere in cassa dai 30 ai 32 milioni di euro e anche un abbassamento del monte ingaggi di circa 25 milioni di euro lordi. Cifre importanti, rilevanti, che aumentano ancora di più perché a bilancio la Fiorentina avrà una plusvalenza di circa 25 milioni di euro per la cessione di Alonso (che arrivò a parametro zero). In entrata 13 giocatori (di cui due per la Primavera) per una cifra che varia dai 10 ai 13 milioni di euro.

    Se uno si mette a fare i conti della serva è chiaro che la domanda è tanto banale quanto semplice: perché non sono arrivati anche giocatori ‘titolari’ che potevano aumentare la qualità e la forza della squadra, senza naturalmente andare a spendere tutti i soldi incassati?

    Pantaleo Corvino ha dovuto lavorare su linee guida imposte dalla società senza poter sgarrare: abbassare il monte ingaggi, cedere giocatori non più utili al progetto, migliorare il reparto delle ‘alternative’ per Sousa, continuando a puntare sull’undici titolare dello scorso anno, e rientrare dei 30 milioni di euro del Fair Play Finanziario. Tutti obiettivi, in una maniera o l’altra (era impossibile dire no alla cessione di Alonso, anche se per tutta l’estate la società viola e i suoi dirigenti avevano detto ai tifosi e a Sousa che i migliori non sarebbero stati venduti) che Corvino e Freitas hanno centrato.

    Semmai, però, restano dubbi e domande (che si vorrebbero fare ma non sempre è possibile per limiti di tempo, ma che quando vengono fatte spesso non hanno la risposta alla domanda fatta..): una legata alla vicenda del Fair Play Finanziario e l’altra all’umore dei tifosi viola e di Firenze.
    Sul Fair Play Finanziario sembra che sia una regola che valga per la Fiorentina e qualche altro club, per altri ogni metodo per eluderlo sembra essere corretto e legale. Come serve anche spiegare, capire che la Fiorentina non ha avuto, non aveva 30/28milioni di euro di debiti, perché se così fosse stato vorrebbe dire che non ci sarebbe stata ricapitalizzazione alle perdite alla chiusura dei bilanci. Quella cifra è la somma, come richiede il Fai Play Finanziario dell’Uefa, degli ultimi tre bilanci. Infatti, uno dei parametri da rispettare del fair play finanziario è quello che nell’ultimo triennio la società non deve aver avuto perdite per oltre 30 milioni di euro. La Fiorentina alla fine del 2015 superava questa cifra, 38-39 milioni di euro ma sempre per regolamento ha potuto inserire anche il quart’ultimo bilancio dove aveva avuto un utile tra i 10 e 11 milioni di euro, ecco perché alla fine è arrivata la cifra di 28 milioni. Il tutto è una somma, perché come sempre, i Della Valle hanno ripianato le perdite con interventi propri.

    Questione tifosi. C’è una parte di tifoseria, una parte di Firenze, che sembra aver ‘rotto’ con i Della Valle, col modo di mandare avanti la Fiorentina. Chi lo conferma, chi no, ma il malumore, la voglia di contestare c’è. Lo striscione esposto al Franchi prima della festa dei novant’anni è una delle tante conferme, come i fischi di una parte di tifosi ad Andrea Della Valle (e anche al Presidente Mario Cognigni) quando lo speaker domenica sera li ha chiamati al centro del campo per festeggiare i tanti giocatori, campioni, che hanno fatto la storia della Fiorentina. In Fiorentina si minimizza, si pensa che la maggior parte della tifoseria sia con la società. Forse si, forse no. Di sicuro negli ultimi due anni sono stati persi migliaia di abbonati, il tutto senza dimenticare che il Franchi lo scorso anno non si è riempito nemmeno quando la Fiorentina stava lottando per il primo posto. Svanita o persa la passione, la voglia di sorprendere, la voglia di crederci? Forse.

    Di sicuro le prossime partite saranno decisive per capire come si comporterà la tifoseria viola. Se il mercato, le scommesse, di Corvino sorprenderanno allora Fiorentina, tifosi e Firenze torneranno tutt’uno, se invece non sarà così allora la frattura potrebbe diventare più grave, sonora e insanabile con uno scenario tutto da definire ma che chiaramente vedrà un suo inizio e durerà fino alla fine.

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