Dalla Samp alla Samp, in un girone è cambiato tutto. Baba, rinnovo con clausola?

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Ancora due giorni, poi sarà di nuovo vigilia di campionato. Sembra paradossale, ma Firenze non vede l’ora di ritrovare in campo la sua Fiorentina. Le pause per gli impegni della Nazionale, da queste parti, sono sempre state mal digerite. Questa volta, però, serviva come il pane. Squadra stanca, un po’ di riposo non può che aver fatto bene. Ma adesso basta, il tifoso vero ha bisogno di veder rotolare il pallone al Franchi, di tornare ad ammirare la squadra di Montella e di assaporare di nuovo le imprese a cui, ormai, è abituato. E allora spazio a Mihajlovic e Viviano, gli ex che tornano con la voglia di dimostrare il proprio valore. Ma c’è pure De Silvestri, uno che in estate porterà qualche soldo nelle casse della Fiorentina, visto che la Sampdoria dovrà riscattare l’ultima metà del cartellino. Una squadra piena di ex, insomma, che all’andata ha dato un dispiacere (grosso) alla Fiorentina. E da quel 2 novembre di cose ne sono cambiate. Al ‘Ferraris’ giocò una squadra nervosa, che tutto lasciava presagire tranne quello che poi realmente è stato. Nervosismo nello spogliatoio (si mormorò di un litigio tra Cuadrado e Gonzalo Rodriguez per il rigore) e clima davvero rarefatto intorno a giocatori e società. Era il periodo di un addio certo di Montella e di un ciclo destinato a chiudersi mestamente. Poi l’inversione di tendenza. L’intervento di Della Valle, un mercato condotto d’accordo con l’allenatore ed anche un pizzico di fortuna. Già, perché per mettersi trenta milioni di euro in tasta e pescare un jolly come Salah ci vuole anche un pizzico di fortuna, oltre all’abilità dei dirigenti e degli intermediari.

 

E quel 2 novembre nemmeno il più ottimista fra i tifosi viola si sarebbe immaginato che ad aprile la squadra sarebbe stata ad un passo dalla finale di Coppa Italia, ai Quarti di Finale di Europa League e ancora in corsa per un posto in Champions League. Eppure è tutto vero, anche se adesso c’è da salire lo scalino più importante: vincere un trofeo. Non ci stancheremo mai di scriverlo, perché l’input che arriva dalla società è sempre il solito. Sembra ormai banale ripeterlo, ma questo deve essere l’anno giusto per portare a Firenze una coppa. I dirigenti e la squadra ci credono tremendamente, i tifosi anche. E nonostante i tanti problemi economici la gente è pronta a fare la propria parte. Saranno più di 30.000 i tifosi sugli spalti contro la Sampdoria, altrettanti contro la Juventus martedì sera. Impossibile chiedere di più, in un periodo in cui i big match si susseguono ogni tre giorni.

 

Sul fronte dei rinnovi dei contratti cominciano ad arrivare i primi segnali concreti. Manuel Pasqual e David Pizarro, al 90%, resteranno in viola anche il prossimo anno. Il capitano dovrebbe raggiungere un accordo la prossima settimana, che va oltre lo scatto automatico delle presenze stagionali di 45’. Il cileno ha annunciato che firmerà un rinnovo annuale. Dichiarazioni arrivate direttamente dal Cile (e per questo da prendere con le molle) che tranquillizzano i dirigenti. Pizarro però lo conosciamo, cambia idea in pochi giorni. Ma la certezza è una sola: se Montella resterà l’allenatore viola (e questo ormai sembra scontato), un altro anno resterà anche Pizarro.

 

Discorso diverso per quanto riguarda i giovani. Su Babacar e Bernardeschi c’è ancora da lavorare. Quello meno lontano dalla firma è, probabilmente, il senegalese. Una base di accordo sembra già essere stata trovata, ma l’entourage del giocatore starebbe spingendo per l’inserimento di una clausola rescissoria. Possibile che la Fiorentina accetti di inserirla, per non ripetere l’esperienza vissuta con Neto. Su Bernardeschi, al momento, c’è meno ottimismo, ma c’è più tempo per lavorare, perché il talento toscano ha un anno in più di contratto rispetto a Babacar.

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it