Dall’Empoli al mercato, la Fiorentina al lavoro per il futuro. E le parole di Montella…

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Ultima settimana di lavoro, ultimi sforzi per preparare il derby con l’Empoli e chiudere in bellezza il 2014, iniziato malissimo con l’infortunio di Rossi. La partita contro la squadra di Sarri nasconde insidie e difficoltà, un banco di prova importante per una Fiorentina che deve sfruttare il calendario per consolidare le ambizioni europee, soprattutto adesso che il gap in classifica si è ridotto e che le rivali faticano a trovare continuità. 
L’Empoli è squadra che non ha paura, che non si chiude e che cerca sempre di imporre il proprio gioco, e questo è, forse a sorpresa, un piccolo vantaggio per i viola che, come rivelano i dati sul rendimento in trasferta, faticano di più contro squadre che difendono lo 0-0 (come molte piccole in trasferta) e che invece trovano più facilità contro squadre che se la giocano a viso aperto. Il derby è l’ultimo tassello per chiudere il 2014, poi la testa andrà alle vacanze (per i giocatori) ed al mercato (per i dirigenti). Pradè e Macia sono già al lavoro, la scalette dei prossimi appuntamenti è già fissata. Ci sono delle priorità, delle strategie da seguire e dei programmi da rispettare. 
In primis, i rinnovi: sarà il punto centrale dei prossimi giorni, un crocevia fondamentale per capire il futuro della Fiorentina su quali basi si getterà, tecniche ed economiche. Neto-Aquilani su tutti, poi Vargas-Babacar-Bernardeschi. Per i primi due l’imperativo categorico è quello di trovare una soluzione prima della fine dell’anno, durante le vacanze di Natale. Perderli a zero sarebbe controproducente, la Fiorentina lavora per cercare un accordo che, per il momento, sembra più vicino per il centrocampista che per il portiere brasiliano. Per gli altri tre c’è più tempo, si tratta di situazioni diverse che possono essere gestite con più tranquillità.
Dopo i rinnovi, il mercato in uscita: il secondo punto all’ordine del giorno dei dirigenti viola che dovranno sfoltire la rosa economicamente (monte ingaggi) e numericamente. Le cessioni saranno un passo importante anche per le entrate, visto che non riguarderanno solo gli esuberi di lungo corso (El Hamdaoui, nonostante il gol, o Iakovenko, giusto per fare due nomi), ma anche quei giocatori arrivati in estate da cui Montella si aspettava delle risposte (vedi Dinamo Minsk) che però non sono state fornite. Nel gruppo, inseriamo anche Ilicic, il cui rapporto con l’ambiente è ormai frantumato e che potrebbe essere la pedina più interessante per scambi o cessioni a titolo definitivo. Dagli introiti e dal numero delle uscite, dipenderà l’eventuale mercato in entrata. Per adesso, non una priorità: chiaro però che, se la rossa dovesse ridursi significativamente, la società opererebbe sul mercato per fornire a Montella le alternative necessarie. Occhio agli scambi e alle occasioni, prestiti e non solo, perché il mercato di gennaio passerà da qui. I nomi sul tavolo sono tanti, tutti da esaminare: il messaggio, però, Montella lo ha lanciato forte e chiaro. “Siate generosi, così possiamo comprare giocatori forti per eliminare il Tottenham” la battuta dell’Aeroplanino agli sponsor in occasione della cena di Natale, simbolo che l’allenatore viola si aspetta un innalzamento del livello generale della rosa compatibilmente con gli obiettivi della squadra. Ultimi sforzi, e poi sarà Natale. Ma il lavoro non si ferma mai…

Autore: Guido Barucco (@gbarucco) – fiorentina.it