Dall’Europeo al precedente Richards. ‘Florenzi-Fiorentina’ perché sì e perché no

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Florenzi

Alessandro Florenzi è nel mirino della Fiorentina. Ecco perché potrebbe arrivare, con anche i punti di domanda da valutare

PERCHE’ SI’ Nelle ultime cinque giornate di campionato è stato schierato dal primo minuto solamente una volta. Poi un solo ingresso, a Udine, nell’ultimo quarto d’ora. In Europa League ha giocato solo 6’ in cinque gare. E non è più considerato un titolare da parte del tecnico giallorosso Fonseca. E questo non è un anno qualunque, è l’anno dell’Europeo. Mancini lo ha detto più volte nel corso della sua avventura azzurra: giocare nelle proprie squadre di club è fondamentale. E se è vero che nell’ultima conferenza stampa a Coverciano il Ct dell’Italia ha un po’ cambiato versione dicendo “non gioca? Sarà più fresco per l’Europeo”, è altresì vero che non trovare spazio da qui a giugno è impensabile per chi vuole essere protagonista con la maglia dell’Italia.

Il manager di Florenzi è Alessandro Lucci. Lo stesso che con la Fiorentina ha da anni un ottimo rapporto. Fin dai tempi di Cuadrado, Vecino, Muriel, ma per stare alle operazioni estive, ovvero dal ritorno di Pradé, di Badelj e la conferma di Vincenzo Montella in panchina. E non è un caso se in ottica viola rimbalzi anche il nome di Verre, proprio assistito da Lucci, ma anche quello di Murru più volte sia stato accostato alla Fiorentina così come Suso, dal quale tuttavia Lucci si è separato nei giorni scorsi.

Florenzi può ricoprire una miriade di ruoli e la duttilità è proprio ciò che piace a Pradè e Montella. Può fare il terzino in una difesa a quattro, sia a destra che a sinistra. Può fare la mezz’ala, può fare l’esterno di fascia nei cinque, può fare l’esterno alto nei tre. Può fare sostanzialmente tutto. E Montella lo sa bene, perché lo ha lanciato a Roma. Altro elemento da perché sì. Così come lo è Daniele Pradé, che lo ha conosciuto da ragazzo ai tempi dell’esordio in A e del settore giovanile giallorosso.

Sembra vecchio, ma solo perché gioca in Serie A ormai dal 2012. Ma la sua carta d’identità dice 1991. L’esperienza è tutta dalla sua, con oltre 220 partite giocate in Serie A, quasi 50 nelle coppe europee e in Nazionale. Il rapporto tra Fiorentina e Roma è buono, dopo l’operazione Veretout. E potrebbe anche essere l’occasione per parlare di Antonucci, giovane della Roma che tanto piace alla Fiorentina.

PERCHE’ NO I costi sono alti. Florenzi a Roma percepisce poco più di 3 milioni di euro netti. E ha rinnovato fino al 2023 l’anno scorso. La Roma non lo svende di certo. Possibile e percorribile la pista del prestito secco, con un ingaggio da corrispondere al calciatore per sei mesi di circa 1,5 milioni di euro netti.

La difesa delle proprie scelte è sicuramente un elemento da perché no. A destra la Fiorentina ha investito quasi 13 milioni per Pol Lirola. Lo spagnolo fin qui ha parzialmente deluso, così come in mezzo al campo sicuramente manca qualcosa. Ma Zurkowski è stato pagato circa 5 milioni, e ancora non si è capito se è da Fiorentina o meno. Davanti, poi, ci sono Pedro e Vlahovic, che non hanno ancora trovato chi parzialmente, chi stabilmente, spazio. E se si dovesse procedere col 3-5-2, Chiesa andrebbe a destra, Ribery davanti e uno dei due starebbe nei due davanti. Prima di andare a mettersi in casa un calciatore come Florenzi, che verrebbe a Firenze per giocare, in tutti i casi, servirà rifletterci attentamente.

I precedenti dei prestiti secchi non hanno lasciato grandi ricordi a Firenze. Da Gerson alla formula di Pjaca per stare al recente passato, fino a Dalbert, per arrivare ad una tipologia di operazioni che proprio Daniele Pradé mise in pratica a Firenze ai tempi del suo primo ciclo viola. Micah Richards è forse l’esempio più calzante, ma anche i vari Anderson che arrivò dallo United, e Matri ne sono un altro. Tutti, questi, tuttavia calciatori che avevano bisogno di rilanciarsi, mentre per Florenzi trattasi solamente di un problema di compatibilità con l’allenatore della Roma.

Ecco perché la formula nella mente della Fiorentina è un prestito di 6-18 mesi con diritto di riscatto. E qui entra in gioco un altro perché no, ovvero la valutazione del cartellino molto onerosa. La cifra che vuole la Roma è molto vicina ai 20 milioni.

Il legame di Florenzi con la Roma e la concorrenza dell’Inter sono elementi da perché no. Perché i nerazzurri potrebbero sicuramente dare maggiori garanzie economiche ai giallorossi e al giocatore stesso. Ma a Milano sarebbe uno dei tanti e andrebbe a riempire la rosa, a Firenze, salvo sorprese, sarebbe un titolare. E anche il non andare in una piazza teoricamente avversaria diretta per un posto Champions potrebbe avere il suo peso nelle scelte sia di Florenzi che della società capitolina. Lo scambio con Politano, invece, rimescolerebbe le carte. L’ex Sassuolo potrebbe di nuovo lasciare l’Inter dopo le voci estive, ma al momento la Roma davanti pare essersi sistemata.

Florenzi perché sì, Florenzi perché no. Dibattiti anche interni a chi seriamente sta pensando di portarlo a Firenze. Ma già il fatto di provarci, ed essere sopra un calciatore comunque di un livello importante, che piaccia o meno, è già un segnale importante per una Fiorentina che continua il suo percorso di crescita.

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AndreaCarrara
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AndreaCarrara

Uno come Florenzi lo vorrei in tutte le mie squadre. SFV

joretti
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joretti

Si deve vendere Chiesa perchè vuole andare via e si compra Florenzi perchè vuole giocare. Rimane pure un discreto tesoretto da investire su Berge .

Massimo
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Massimo

20 milioni per Florenzi? Forse è un refuso: volevano dire 2 milioni, e mi pare già troppo elevato!

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