De Laurentiis: “Il ritiro non è punitivo. Voglio solo che la squadra ritrovi entusiasmo”

    0



    Aurelio De Laurentiis Fiorentina-NapoliDopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, Da Laurentiis non è rimasto a guardare è ha messo a stretto regime tutta la squadra azzurra. Secondo quanto detto dal Presidente, la squadra partenopea si sarebbe lasciata troppo abbindolare dagli svaghi che ci sono nella bella città di Napoli. La squadra quindi è in ritiro forzato (data da destinarsi), per ritrovare la compattezza di gruppo e per ritrovare quelle vittorie che al Napoli mancano, a partite dalla sconfitta contro la Lazio in Coppa Italia. Queste le parole del Presidente a Radio Kiss Kiss: “Il ritiro non è punitivo, stare insieme aiuterà il gruppo a confrontarsi e ritrovare morale ed entusiasmo. Il concetto di punizione non rientra nei miei principi culturali. Il ritiro serve per creare una concentrazione assoluta. Quando dico che Napoli è una città bellissima piena di bellezze naturali, questo significa che in questa città c’è appeal ma anche distrazione. Distrarsi significa anche solo vedere una bella vetrina con la moglie, un panorama, o giocare ad un videogames nel pomeriggio. Io dico solo che d’ora in poi ci vuole massima concentrazione, e la concentrazione significa anche rafforzare una solidarietà di gruppo. Noi abbiamo una rosa eterogenea con calciatori provenienti da varie nazioni. Siamo stati la terza squadra al mondo a fornire calciatori al Mondiale e questo significa che abbiamo elementi validi che devono essere “tutti per uno” pronti anche al sacrificio per la squadra. La mia decisone è arrivata in un momento in cui avevamo delle defaillances. Per ritrovare entusiasmo e verve bisogna stare insieme per appoggiarsi, sostenersi, amarsi e confrontarsi. Ma vorrei che si smettesse di parlare di punizione perché non è mia abitudine, né mia cultura. Ci vuole dialogo e disponibilità. I nostri calciatori sono bravissimi, lo hanno sempre dimostrato e devono tornare a ricompattarsi per vincere. E questo non dipende né dal tecnico, né dai dirigenti e né dal Presidente, ma deve nascere dal profondo del loro nucleo per attaccamento alla maglia e rispetto per i tifosi”.