De Maio, il recente passato e l’attesa per l’esordio in maglia viola

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    De Maio ‘Scusate il ritardo’, potrebbe essere lo slogan appeso sulla casacca di Sebastien De Maio. “Già a gennaio sono stato molto vicino alla Fiorentina, poi le parti non hanno trovato l’accordo. Sono arrivato sei mesi più tardi”, disse il francese in sede di presentazione. La panchina contro il Chievo, per far posto ad Alonso arretrato nei tre di difesa per sopperire all’assenza di Gonzalo. Ora due settimane sotto lo sguardo di Sousa, che già lo voleva con sé da qualche mese. Alla ripresa, sarà con ogni probabilità il momento di De Maio.

    Contro il Genoa o, al massimo, in Grecia contro il PAOK Salonicco, all’esordio europeo. Perché di fatto, il difensore arrivato dall’Anderlecht, è uno dei pochi giocatori ‘pronti’ arrivati dal mercato estivo. Pronto dal punto di vista fisico, ma anche di esperienza e di adattabilità al calcio italiano. 129 partite in Serie B, 86 in Serie A tra Brescia, Frosinone e Genoa. “Voglio sfruttare questa occasione. A me piace la difesa a tre, mi trovo bene. Ma spesso abbiamo giocato anche a 4 a Genova, quindi non ho problemi”, ha detto qualche settimana fa De Maio. Sulla carta, forse l’unico dei possibili titolari tra i nuovi arrivi. Per il posto là a destra, nella difesa a tre di Sousa. Aperto fin da subito il ballottaggio con Tomovic, che in questo avvio di stagione (compreso anche il pre-campionato) ha confermato qualche pecca.

    Domenica la Fiorentina va al Ferraris. Un campo che De Maio conosce bene: tre stagioni con 86 presenze totali con il Grifone, con prestazioni spesso di sostanza. Il recente passato sulla strada del francese, che è subito tornato in Italia dopo le appena 4 gare disputate all’Anderlecht. Di fronte potrebbe ritrovarsi l’ex compagno Pavoletti da marcare in area, oppure un Laxalt da contrastare sulla fascia. Un’attesa per l’esordio destinata a concretizzarsi nelle prossime gare, magari già domenica a Genova. Sette gare in ventuno giorni, ci sarà spazio per molti volti nuovi. ‘Scusate il ritardo’, il francese spera nella prima nel ‘suo’ Ferraris.