Della Valle risponde alla rassegnazione di Sousa e rilancia la sfida

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«La Champions si allontana, visto che noi in questo momento stiamo facendo fatica a fare risultati per avvicinarci ai nostri avversari diretti»: parole malinconiche, tristi, a ritmo di fado, griffate Paulo Sousa.
Davanti a questo inatteso sconforto serviva una scossa. Qualcuno che riportasse entusiasmo e vitalità all’interno di uno spogliatoio, di un gruppo, che in questo momento appare ingiustificatamente spossato nella testa. Nelle motivazioni. Non possono bastare una sconfitta contro la Roma e due pareggi contro Verona e Frosinone per abbattere un ambizioso come il tecnico portoghese. E non devono bastare una sconfitta e due pareggi per far alzare bandiera bianca alla squadra, solo perché i giallorossi corrono come un treno. No, si lotta. Si lotta fino alla fine e basta. Poi alla fine vedremo dove saremo.

E chi meglio del patron in persona poteva arrivare a caricare l’ambiente con queste rinnovate motivazioni? Così nel pomeriggio di ieri, a sorpresa, Andrea Della Valle è arrivato in città e si è diretto al centro sportivo dove ha incontrato la squadra e il tecnico. Voleva salutare tutti, ma in particolar modo voleva far capire ai tifosi e a Firenze che lui, il numero uno della società viola, non si è arreso. «Non c’è rassegnazione»: ha usato queste parole quasi come fossero un avvertimento. Parole che serviranno anche per ricaricare le pile di Sousa per il rush finale che vede la Fiorentina in lotta per il terzo posto fino all’ultimo.

Perché sarà pur vero che non è arrivato il difensore tanto atteso dal tecnico portoghese, lo hanno capito anche i muri. Ed è ancor più veritiero il fatto che il caso Benalouane ha fatto fare alla Fiorentina figure che pensava di non dover fare più. Ma è pur sempre vero che non sarebbe bastato «un ragazzetto di diciannove anni» per battere Verona e Frosinone. O meglio, sarebbero dovuti bastare i giocatori che ‘O Maestro’ ha a disposizione. Questo, probabilmente, il senso delle parole di ADV che, comunque, non si è nascosto dietro ad un dito ed ha ribadito che, come sempre, sono tutti sono in discussione. A cominciare da se stesso, anche se «questa squadra sta lottando per traguardi che non erano i nostri obiettivi ad inizio stagione». No, perché si mormora che in estate l’idea della proprietà, consapevole di quanto la rosa avesse perso in qualità durante la campagna acquisti, fosse quella di fare un campionato tranquillo.

E allora, se tutti stanno dando oltre il 100%, perché sono in discussione? Qualcosa non torna, oppure tutto torna. A seconda di come la si vede. Evidentemente non tutti stanno rendendo oltre il massimo. Evidentemente da parte della proprietà c’è del malcontento per come sono state gestite alcune vicende durante il mercato invernale. Forse c’è qualche dirigente in bilico. Altrimenti perché sarebbe balzato alle cronache l’ipotetico ritorno di Pantaleo Corvino? «Ne parleremo al momento opportuno», ha detto il patron. Magari, avrebbe potuto chiudere le porte al Corvino 2.0. E invece no, ha rimandato tutto a fine campionato. E noi aspetteremo, tanto non c’è fretta.

Nell’attesa, però, Andrea Della Valle ha fatto il patron in tutto e per tutto. Si è presentato a sorpresa a Firenze, ha parlato in un momento delicato provando a svegliare chi si è assopito con l’arrivo della primavera e poi ha salutato. Augurando a tutti buona Pasqua, pur senza brindisi post precetto pasquale. Quei tempi, del resto, sembrano così lontani…
 

 

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it