Difesa, dal banco degli imputati a solida base. Per il futuro…

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    Neto Torino-Fiorentina 12-01-2014I problemi viola, adesso, sono tutti concentrati in avanti. E non potrebbe essere altrimenti: il forfait forzato di Rossi dopo lo scontro con Rinaudo, il ritardo di Gomez dopo l’infortunio al ginocchio hanno decimato un reparto rimasto senza punte di ruolo. Ilicic ‘falso (o falsissimo) nove’, Iakovenko, Cuadrado e gli altri non hanno garantito a Torino incisività tale da poter sbloccare la partita, tanto che il più pericoloso per i viola è stato Borja Valero, al tiro per ben sei volte verso la porta di Padelli. Priorità all’attaccante, dunque, in questo mercato di gennaio, con l’investimento importante (a livello di esborso economico) che sarà riservato al colpo per il centrocampo. E la difesa? Proviamo a tornare indietro di un mese, al post Roma-Fiorentina dell’8 dicembre. Allora le attenzioni per l’imminente mercato erano tutte per il pacchetto arretrato. Del resto, una difesa che aveva incassato, nelle precedenti 8 gare, addirittura 12 gol, dava poche garanzie per gli obiettivi futuri. Adesso ogni prospettiva sembra ribaltata: la Fiorentina non subisce gol da 5 partite tra campionato e coppa, più i 77′ contro il Dnipro in Europa League per un totale di 527′ di imbattibilità per la porta difesa da Neto. Cosa è cambiato? Niente, a livello di uomini, visto che niente è stato ancora fatto sul mercato se non l’addio (indolore) di Alonso. “Abbiamo trovato un equilibrio, e quando abbiamo preso gol spesso è stato per episodi”, ha provato a spiegare Montella. La realtà, dunque, è che è stata trovata una solidità di squadra, nei meccanismi e nei movimenti, che han permesso ai viola di uscire dal campo senza subire gol nelle ultime partite. Certo, gli ultimi avversari (Bologna, Sassuolo, Livorno, Chievo e Torino) non hanno certo un killer-instinct spropositato in zona gol, ma il fatto di aver invertito in modo così drastico il trend difensivo è un dato sicuramente da sottolineare.

     

    Dall’urgenza di difensori sul mercato, dunque, allo ‘slittamento’ del colpo arretrato quanto meno nel mercato estivo. Pradè e Macia, infatti, sanno benissimo che qualcosa andrà fatto, in difesa, per garantire un ulteriore salto di qualità alla squadra, ma al momento, con le difficoltà dell’attacco e con la volontà di arrivare ad un centrocampista di livello, la priorità di acquistare un difensore migliore degli attuali sembra senz’altro rimandata a giugno. Il gioco di squadra, l’alchimia raggiunta tra le varie pedine dello scacchiere di Montella hanno di fatto allontanato i vari allarmismi lanciati nelle scorse settimane.
    Una crescita globale del reparto, con Neto sempre più sugli scudi: il portiere brasiliano, partito come scommessa, ha saputo reagire dopo qualche errore commesso nella parte iniziale e centrale della stagione (Grasshopper, Parma e Verona su tutte), con prestazioni sempre più all’altezza e, talvolta, anche decisive. “Io sono sempre stato concentrato dando sempre il massimo nel mio lavoro quotidiano”, ha ribadito Neto dopo Torino. Una crescita arrivata non soltanto dal punto di vista delle singole parate, ma anche per l’interpretazione delle partite e per la grinta in campo. Certo, ancora il brasiliano deve migliorarsi in diversi aspetti, come la comunicazione con i compagni e la sicurezza su alcuni palloni, però già oggi la sua può essere considerata una scommessa mezza vinta da parte dei dirigenti viola. Guardandosi intorno in Serie A, si fa fatica a trovare molti portieri migliori del brasiliano, e se Neto darà segnali di crescita anche nei prossimi mesi la Fiorentina potrebbe davvero aver trovato in casa il portiere del futuro. Ancora magari non pronto per grandissimi livelli, ma i miglioramenti di Neto sono sotto gli occhi di tutti. Intanto, in porta, Munùa sembra sempre più vicino alla rescissione del contratto per raggiungere il Nacional: al suo posto verrà promosso con ogni probabilità Lezzerini, altro giovane in rampa di lancio dopo essere stato punto fermo della Primavera per qualche anno (il portiere si sta già allenando con la prima squadra).

     

    Un reparto, quello arretrato, poggiato sulla grande sicurezza infusa da Gonzalo Rodriguez, ad oggi forse il difensore più forte che gioca in Italia. Chiusure, colpi di testa, muscoli, corsa, capacità di impostazione e gol importanti (ultimo quello che è valso i tre punti con il Livorno) che lo rendono uno dei baluardi principali della squadra di Montella. E poi Savic (anche lui in crescita – ricordiamo che è un classe ’91), Compper e la duttilità portata da Roncaglia e Tomovic, giocatori che possono giocare centrali sia a quattro che a tre oltre che terzini nella difesa a quattro (le due prove contro Chievo e Torino sono state sicuramente positive). Con capitan Pasqual pronto al rientro sulla corsia sinistra. Tra qualche settimana, poi, tornerà in gruppo anche Ahmed Hegazi, lo sfortunato egiziano (anche lui classe ’91) che in estate era stato provato da Montella come vice-Gonzalo al centro della difesa. Un reparto, dunque, numericamente al completo, che adesso pare aver raggiunto una solidità ed un equilibrio visti soltanto ad inizio della gestione Montella.

     

    Intanto, la Fiorentina si gode la sua imbattibilità difensiva che dura da 527′. Con la consapevolezza che, anche adesso, nel momento positivo, ci vuole equilibrio di giudizio, da parte di tutti. La squadra di Montella, per fisionomia e stile di gioco, non potrà mai arrivare ad essere la miglior difesa in assoluto del campionato: la scelta ben precisa di voler puntare su un gioco offensivo e propositivo guardano da tutta altra parte. Ma migliorarsi, subire meno gol e dimostrare questa solidità di squadra può essere fondamentale per il salto di qualità e per arrivare a vincere qualcosa. Il primo passo, ovvero quello di giocare su ogni campo con la stessa mentalità e stile di gioco, pare ormai assodato dalla squadra, apparsa anche a Torino lodevole per l’iniziativa di cercare la vittoria fino alla fine. Lo step successivo, adesso, è quello di trovare definitivamente l’equilibrio di squadra anche per l’assetto difensivo. Lavori in corso che porteranno i viola a competere per qualcosa di importante. Nonostante un attacco che, al momento, è in difficoltà per chiari motivi di organico. Gli uomini di mercato lo sanno e presto regaleranno al tecnico viola una nuova punta da inserire subito nello scacchiere viola. La priorità, adesso, è spostata più avanti. Consapevoli, però, che Pradè e Macia non si tireranno indietro in caso di vere opportunità di mercato in difesa. Sfumato Vidic (era più una suggestione che una reale trattativa per lo stipendio del giocatore), Musacchio, Heitinga e gli altri continuano a rimanere piste buone, con il colpo a sorpresa sempre possibile. Ma, per il momento, ciò che trapela è che un grande investimento verrà fatto a giugno, non adesso. E, a quel punto, si andrà su un giocatore che davvero possa garantire il salto di qualità, un centrale od un terzino (magari duttile tatticamente, come vorrebbe Montella). Intanto, però, il ritrovato equilibrio in campo è un aspetto da non sottovalutare. Anche da queste basi nasce una grande squadra capace di vincere, in Italia ed in Europa.