Difesa e centrocampo, lacune colmate e scommesse da giocare. E Sousa…

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    Cognigni-SousaTante scommesse, sì. La Fiorentina si trova a fine mercato con tante scommesse da giocare. Vuoi per giocatori per tanti sconosciuti (“Ma questo è un problema di chi non li conosce”, cit. Corvino), vuoi soprattutto per ragazzi magari interessanti, ma che comunque arrivano da altri campionati, da altre realtà, spesso da altri continenti. Modi di vivere, metodi di allenamento da modificare. E poi sul campo, adattamento spesso non facile al calcio italiano, molto tattico e meticoloso nei movimenti. Così come non sempre immediato è l’inserimento nel calcio innovativo di Paulo Sousa. Insomma, un mix di aspetti che mettono tanti punti interrogativi su tanti giocatori arrivati nelle ultime settimane a Firenze.

    Da Carlos Salcedo a Cristoforo, da Maxi Olivera a Carlos Sanchez, fino a Milic, Toledo, Diks e Dragowski. Tutti giocatori da conoscere e da scoprire. Caratteristiche diverse, per molti anche età e curricula profondamente diversi. Ma tutti, comunque, con la volontà di affermarsi a Firenze. Oggi e domani, nel presente e nel futuro. “Qualcuno dei giovani arrivati magari non vi dirà niente quest’anno, ma ne riparleremo tra qualche tempo”, ha assicurato Corvino, riferendosi soprattutto agli Under 21 arrivati in viola. Per gli altri, invece, la necessità di dimostrare subito il proprio valore. Anche perché, molti di questi, sono chiamati ad essere veri e propri comprimari, prime alternative ai titolarissimi che Corvino ha provato a difendere durante i mesi di mercato.

    E qui arriviamo ad un altro punto: almeno numericamente, la rosa adesso è completa. Specialmente nei due reparti che avevano lacune (la famosa “coperta corta”) nella passata stagione. Certo, tutta da valutare l’affidabilità e l’effettiva resa sul campo (le prima citate scommesse da giocare), ma il classico gioco delle coppie adesso è completo. In difesa la ricerca agognata di un centrale ha portato due difensori come De Maio e Salcedo, tra esperienza e irruenza da coltivare. Fino a prova contraria, comunque, due onesti mestieranti sui quali Sousa può lavorare (non due casi-Benalouane, insomma). A sinistra Milic e Maxi Olivera si giocheranno da subito il posto che fu prima di Pasqual, poi di Alonso. Due scommesse che faranno partire la prima staffetta made in Corvino.
    A centrocampo, poi, archiviate le esperienze Verdù, Tino Costa e Kone, ecco due giocatori che devono sì integrare da campionati esteri, ma che arrivano a Firenze in fasi diverse della carriera e con curriculum già ricco. Carlos Sanchez, pilastro della Nazionale colombiana, ha già fatto intravedere qualcosa, ma ovviamente – al di là di facili entusiasmi – è atteso alla prova (difficile) della continuità. In ogni caso, può dare muscoli e grinta che prima la mediana viola non aveva. Cristoforo (ancora discretamente giovane, classe ’93) viene da un anno importante a Siviglia, seppur alle spalle abbia anche infortuni non semplici al ginocchio. 33 presente la scorsa stagione, 56 in totale nel Siviglia: come pedigree niente male, è un altro che può dare quantità ma anche qualità al centrocampo di Sousa. E aggiungiamoci altre due scommesse, come Ianis Hagi e Federico Chiesa, da giostrare tra centrocampo e reparto offensivo.

    Adesso, insomma, starà proprio a Sousa “allenare i giocatori che la società mette a disposizione”, come ha sempre ripetuto lo stesso tecnico da Moena. Certo, con uno Jovetic o un Alonso in più sarebbe stato più facile, così come probabilmente con qualche scommessa in meno e qualche giocatore pronto in più. Materiale a disposizione per lavorarci, comunque, ce n’è, tante scommesse da poter tramutare in vincenti. E, in ogni caso, sarà una grande scommessa anche per il Sousa allenatore. Lui che ha iniziato il percorso dai giovani (della Nazionale portoghese), lui che – come ripete stile mantra – vuole sempre “tirare fuori il massimo delle potenzialità da ogni giocatore, farlo arrivare al massimo livello per sé stesso e per la squadra”. Il tecnico lusitano che ha fatto esplodere Alonso, così come Vecino, Badelj, Bernardeschi e Kalinic. Che magari altre volte ha toppato, come con Suarez, Babacar o Rossi.
    Adesso, nel bene e nel male, tocca a Paulo.